Sessantacinque persone
denunciate, 32 società 'cartiere' e 20 milioni di euro in beni
mobili e immobili sequestrati, 80 imprese con sedi in diverse
regioni italiane coinvolte. Sono i numeri dell'inchiesta 'Tesori
d'Oriente' dei finanzieri del comando provinciale di Barletta
Andria Trani. Le indagini, coordinate dalla Procura di Trani,
sono iniziate da un controllo eseguito nell'agosto dello scorso
anno relativo alla "sicurezza dei prodotti" di una società di
Trani gestita da persone di origine cinese, conclusosi con il
sequestro di merce, per un totale di mille pezzi, non conforme
"agli standard di sicurezza disciplinati dal codice del
consumo". Nel corso dell'attività, i finanzieri hanno scoperto
che nello stesso capannone c'era un'altra impresa gestita da
cinesi, collegata alla prima tramite un contratto di affitto del
ramo d'azienda, che avrebbe consentito di evadere un debito da
500mila euro con l'Agenzia delle entrate. Da ulteriori controlli
su "anomali" rapporti commerciali con fornitori in diverse parti
d'Italia, è stata accertata la presenza di altre 32 società che
tra il 2023 e il 2025 avrebbero emesso fatture per operazioni
inesistenti per un totale di oltre 136 milioni di euro, evadendo
il Fisco per più di 30 milioni di euro.
I provvedimenti di sequestro, già convalidati dal Tribunale
di Trani, riguardano le 32 società cartiere, le sedi aziendali
delle due imprese di Trani, attive nella vendita di prodotti di
vario tipo non alimentari, e beni per 20 milioni di euro
riferiti ai rappresentanti legali di 47 aziende che avrebbero
frodato l'Erario. I 65 indagati rispondono di dichiarazione
fraudolenta mediante uso di fatture o altri documenti per
operazioni inesistenti, sottrazione fraudolenta al pagamento
delle imposte, bancarotta distrattiva e dolosa. È stata, infine,
avanzata all'Agenzia delle entrate la richiesta di adozione di
un provvedimento di cessazione di due partite Iva "rientranti
tra le società cartiera ancora attive".
Riproduzione riservata © Copyright ANSA