Medio Oriente in fiamme, la tregua è lontana. Riad lancia un piano. Gli Houthi non approvano

Sostenitori degli Houthi si radunano attorno a una grande bandiera iraniana durante una protesta contro l'Arabia Saudita a Sana'a, nello Yemen

Sostenitori degli Houthi si radunano attorno a una grande bandiera iraniana durante una protesta contro l'Arabia Saudita a Sana'a, nello Yemen

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Roma, 19 settembre 2026 – L’Arabia Saudita ha proposto agli Houthi una tregua di due settimane per aprire poi colloqui diretti. A riferirlo è al-Akhbar, quotidiano libanese vicino a Hezbollah: l’iniziativa, non confermata ufficialmente da Riad, sarebbe stata trasmessa attraverso mediatori omaniti dopo giorni di contatti tra Arabia Saudita, Stati Uniti, Egitto, Pakistan e Oman. L’obiettivo sarebbe affrontare prima le richieste umanitarie del gruppo yemenita e arrivare quindi a un accordo complessivo.

Medio Oriente in fiamme, la tregua è lontana. Riad lancia un piano. Gli Houthi non approvano

Secondo al-Akhbar, Riad avrebbe anche manifestato la disponibilità ad allentare le restrizioni sullo Yemen e a favorire l’ingresso degli aiuti. Gli Houthi resterebbero però scettici e chiederebbero una “soluzione definitiva e completa al conflitto”, respingendo interferenze saudite nelle questioni interne del Paese.

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Il principe ereditario e primo ministro dell'Arabia Saudita, Mohammed bin Salman

La nuova escalation ha aggravato una crisi umanitaria già drammatica. Secondo l’Organizzazione internazionale per le migrazioni, almeno 112mila persone sono state costrette a lasciare le proprie case e quasi 3mila hanno raggiunto via mare Gibuti. I combattimenti si sono intensificati soprattutto lungo la costa del Mar Rosso, dove l’avanzata Houthi ha riacceso un conflitto rimasto a bassa intensità dopo la tregua del 2022.

Sul tentativo di mediazione è intervenuto anche Donald Trump. “Stiamo parlando con gli Houthi, vogliono vedere se possiamo fare un accordo”, ha detto il presidente americano a NewsNation. Washington, che mantiene contatti diretti con il gruppo attraverso l’Oman, finora ha evitato un nuovo coinvolgimento militare diretto al fianco di Riad.

Diversi i toni del Pakistan. Il portavoce delle forze armate, Ahmed Sharif Chaudhry, ha assicurato che Islamabad è pronta “ad andare fino in fondo” per difendere l’Arabia Saudita sul piano diplomatico e militare. Ad agosto Riad, Islamabad e Ankara hanno firmato alla Mecca un accordo di difesa comune: un attacco armato contro uno dei tre Paesi viene considerato un attacco contro tutti.

Sul terreno, però, la guerra continua. Dopo l’attacco alla base aerea di Ta’if, gli Houthi hanno accusato Riad di nuovi raid nello Yemen. L’Arabia Saudita, a sua volta, ha denunciato un attacco contro la Mecca, accusa respinta dal movimento yemenita. La proposta di tregua diventa così il primo banco di prova per capire se l’escalation possa lasciare spazio alla diplomazia.

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