Introduzione
Per la prima volta in assoluto un vaccino terapeutico del tutto "personalizzato" e basato sulla tecnologia dell'mRna, ha dimostrato di poter essere efficace contro il cancro. In particolare, agendo contro il melanoma e, in aggiunta all'immunoterapia, a distanza di 2 anni ha ridotto del 42% il rischio di recidiva, cioè di ricomparsa della malattia.
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Quello che devi sapere
Oltre mille pazienti coinvolti
Lo studio sulla nuova terapia adiuvante, ovvero sfruttabile post operazione, ha riguardato 1.137 pazienti con melanoma ad alto rischio in 157 centri sparsi nel mondo, con l'Italia al primo posto per numero di pazienti arruolati. L'aggiunta del vaccino all'immunoterapia "pembrolizumab", come accennato, a due anni ha ridotto il rischio di recidiva del 42% e il rischio di metastasi a distanza del 38% rispetto a quanto può accadere utilizzando solamente l'immunoterapia. In Italia, i pazienti candidabili sarebbero 5mila l'anno, su 13mila nuovi casi annuali di melanoma.
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Melanoma - ©Getty
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Un risultato molto atteso
Secondo gli esperti, quello emerso rappresenta un risultato molto atteso, oltre basato su una tecnica decisamente all'avanguardia. Infatti, il vaccino (mRna-4157) è stato prodotto in maniera personale, "a misura" del singolo paziente. In sostanza, creato in manieta totalmente specifica per le mutazioni uniche del tumore del singolo malato. In base a quanto specificato, viene prodotto sequenziando il Dna del tumore rimosso dal paziente stesso.
Trasportare le istruzioni genetiche
Ma come funziona, nel dettaglio, questo particolare ed innovativo vaccino? L'mRna - acido ribonucleico messaggero, ovvero una molecola che trasporta le informazioni genetiche dal Dna agendo come una sorta di "manuale di istruzioni" - viene , in sostanza, sintetizzato in laboratorio. L'obiettivo finale è quello di trasportare proprio le istruzioni genetiche per produrre fino a 34 neoantigeni, cioè proteine mutate uniche ed esclusive delle cellule tumorali di quel preciso individuo.
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Nove somministrazioni all'anno
Servono 9 somministrazioni, per un anno. Il vaccino, hanno riferito gli esperti, ha tra l'altro il potere, non solo, di stimolare le cellule immunitarie contro il melanoma, ma permette, anche dopo il termine della cura, di sviluppare una memoria immunologica capace di riconoscere e colpire eventuali cellule tumorali residue nel tempo.
Cosa succede una volta iniettato
Dunque, una volta iniettato il vaccino a mRna, cosa accade? Gli esperti sottolineano che le cellule del paziente produconoproprio questi neoantigeni, evidenziando al sistema immunitario una sorta di "fotografia segnaletica" del bersaglio da combattere ed eliminare, cioè le cellule tumorali ancora circolanti. Questo meccanismo agisce, di fatto, prevenendo le recidive.
©IPA/Fotogramma
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Risultati "superiori alla terapia standard"
Stando al parere del dottor Michele Del Vecchio, responsabile dell'Oncologia Medica dei Melanomi all'Istituto Nazionale Tumori di Milano, centro che ha coinvolto il maggior numero di pazienti al mondo nello studio (82), INTerpath-001 rappresenta "il primo e unico studio di fase 3 che ha dimostrato che, grazie alla combinazione del vaccino a mRna con l'immunoterapia, è possibile ottenere risultati superiori alla terapia standard. Inoltre, la nuova combinazione ha evidenziato buona tollerabilità, senza incremento di effetti collaterali".
Un vaccino "terapeutico"
Per Paola Queirolo, coordinatrice della Rete melanoma, tumori cutanei e immunoterapia dell'Azienda Ospedaliera Metropolitana di Genova, quello messo a punto è "un vaccino non preventivo per soggetti sani, ma terapeutico dopo l'intervento chirurgico, progettato a partire dalle caratteristiche molecolari del tumore di ciascun paziente. Il suo scopo, ha aggiunto, "è potenziare ulteriormente il sistema immunitario contro il tumore".
©Ansa
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Riprogrammare il sistema immunitario
In base al parere di Paolo Ascierto presidente della Fondazione Melanoma, con questo vaccino "non somministriamo più una cura generica, ma riprogrammiamo il sistema immunitario per distruggere il cancro nell'impronta unica di ogni singolo paziente".
La situazione attuale riguardo al vaccino
Al momento, va sottolineato, il vaccino contro il melanoma non è ancora disponibile. Servirà l'approvazione da parte degli enti regolatori ma nel frattempo verrà valutata la possibilità di attivare specifici programmi di accesso per i pazienti coinvolti. Il vaccino, è emerso infine, potrà consentire, basandosi sul medesimo meccanismo, di ampliare lo spettro, tanto che ci sono già studi attivi per vaccini a mRna anche per altri tumori. C'è però una criticità, quella dei costi elevati. Una sfida importante, in questo senso, sarà quella di lavorare per ridurne il prezzo per garantire accesso e sostenibilità per i sistemi sanitari.
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