Meloni chiede più flessibilità. Lettera alla Ue per alzare i limiti di spesa dopo il balzo dell’inflazione al 4,2%

Ad alimentare il carovita sono soprattutto bollette e carburanti. I prezzi dei beni energetici sono saliti in un anno del 22,3%, contro il 17,1% di agosto. La componente regolamentata è passata dal 18,6 al 25,9%, quella non regolamentata dal 17 al 22,2%. Su base mensile gli aumenti sono rispettivamente del 5,9 e del 4,4%. Nel dettaglio, il gas naturale nel mercato tutelato cresce del 47,2%, l’elettricità tutelata del 9,7%; sul mercato libero il gas sale del 16,7% e l’elettricità del 21,5%. Un trend che ha scatenato una vera guerra delle offerte. Il ministro delle Imprese, Adolfo Urso, ha accolto positivamente lo sconto del 30% sulle bollette annunciato da Eni Plenitude, auspicando che altre compagnie seguano la stessa strada. Una mossa in un mercato estremamente competitivo: all’Enel, ad esempio, l’85% dei clienti privati ha tariffe a prezzo fisso e quindi non risente delle oscillazioni del mercato.

Ma a pesare sono anche i consumi quotidiani. Il “carrello della spesa” accelera dallo 0,9 all’1,7%, mentre i beni acquistati con maggiore frequenza passano dal 4,3 al 5,3%. Gli alimentari aumentano complessivamente dell’1,8%: i lavorati scendono dello 0,3% rispetto ad agosto, mentre i freschi accelerano al 5,5% annuo dal 3,8%. Verdura, ortaggi, tuberi, banane e legumi rincarano dell’8,4%. Ma il caro prezzi ha effetti anche su altre filiere. Ieri il presidente dell’Ance, Antonio Ciucci, ha sottolineato come il caro-materiali ha effetti anche sul costo delle abitazioni, ampliando così l’emergenza casa. Complessivamente, il Codacons stima una maggiore spesa annua di 1.389 euro per una famiglia tipo e di 1.918 euro per un nucleo con due figli.

Il primo segnale in controtendenza arriva dalle pompe. Secondo l’Osservatorio prezzi carburanti del Mimit, il prezzo medio nazionale self sulla rete stradale è sceso a 2,111 euro al litro per la benzina e a 2,316 per il gasolio. In autostrada le medie sono di 2,138 euro per la benzina e 2,345 per il diesel. Dietro le medie, però, si apre una forbice evidente. Nei distributori Eni, Ip e Q8 che applicano il price cap la benzina è a 1,99 euro e il gasolio a 2,19: oltre 11 centesimi in meno per la benzina e più di 12 per il diesel rispetto alla media nazionale. Presto al terzetto potrebbe aggiungersi Tamoil (“Ben avviate le interlocuzioni col governo libico per favorire l’adesione della società all’appello sul price cap”, ha detto ieri Palazzo Chigi. La discesa dei prezzi non è però uniforme. Secondo l’Unione nazionale consumatori, negli ultimi tre giorni in autostrada il gasolio ha perso 11,4 centesimi al litro, pari a 5,70 euro su un pieno da 50 litri, e la benzina 11,6 centesimi, con un risparmio di 5,80 euro. Sulla rete ordinaria il calo è stato più contenuto: 6,1 centesimi per il diesel e 4,8 per la benzina.