
Il fuoriclasse argentino ha condiviso una lunga ed emozionante lettera dedicata al papà attraverso i suoi profili ufficiali: "Mi mancherai tantissimo, ma sarai sempre presente"
"Ti amo papà". Si apre così la lunga e straziante lettera di Lionel Messi per la morte del padre Jorge. Il fuoriclasse argentino torna a parlare dopo il terribile lutto e lo fa sui suoi profili ufficiali. Un emozionante e struggente messaggio dove il fuoriclasse argentino ripercorre gli ultimi giorni di vita del papà, svelando momenti di estrema sofferenza durante la fase dei Mondiali e, soprattutto, la finale contro la Spagna. Nel post anche un messaggio per il futuro, lasciando l'ipotesi di non riuscire ad andare avanti dopo questo lutto e dunque la possibilità di ritirarsi dal calcio. Tantissimi i messaggi di affetto e vicinanza per Messi nei commenti, dagli innumerevoli tifosi fino a ex compagni di squadra o rivali in campo.
La lettera di Messi per il papà Jorge
"Papà, ancora non riesco a credere che te ne sia andato. Non me ne sono ancora resa conto, o meglio, non voglio realizzarlo. È così difficile immaginare che non ti vedrò più, che non ci parleremo più. So che stavi soffrendo e che è per il tuo bene, ma te ne sei andato troppo presto. Avevamo ancora così tanto da condividere.
Continuavi a chiedermi di giocare agli ultimi Mondiali, e proprio pochi giorni prima dell'inizio eri al culmine della sofferenza. Era la prima volta che non avresti potuto partecipare a un torneo, ma la mamma continuava a dirmi che saresti guarito e che saresti stato abbastanza in forze per viaggiare. Io continuavo a dirti che saremmo arrivati in finale, così avresti potuto venire.
Ogni volta che finiva una partita, aspettavo e mi perdevo il tuo messaggio. È stato allora che ho capito quanto fosse terribile la situazione. Nonostante tutto, continuavo a pensare di andare il più lontano possibile, per darti il tempo di vedere una partita. Siamo arrivati in finale, e tu non hai potuto esserci. Volevo vincere per poter portare a casa il trofeo e mostrarti un nuovo record. Non ci sono riuscito, le mie gambe non cedevano. Questa volta ho provato a spingermi oltre i miei limiti, ma non ci sono riuscito. Non mi sono mai sentito a posto.
Quando sono arrivato, pensavi che avessimo perso la finale ai rigori. Non potevamo parlare di niente di quello che era successo. Non potevi godertelo per niente. Non eravamo campioni, ma non hai idea di quanto ci siamo divertiti in ogni singola partita. Ancora una volta, avevi ragione: dovevo essere lì e giocare.
Te lo dico perché era l'unica cosa di cui non potevamo parlare, perché tu sai già tutto il resto. Ci sentivamo tutti i giorni e ci vedevamo ogni volta che i miei impegni me lo permettevano.
Non so cosa farò senza di te, non so come andare avanti. Giocavo solo a calcio, e ora dubito seriamente di poter continuare a farlo ancora a lungo. Sei stato al mio fianco fin dall'inizio, mancava così poco alla fine. Perché non hai resistito ancora un po' e avremmo potuto finire insieme? So che la tua felicità derivava dal vedere felice la tua famiglia, tua moglie, i tuoi figli e, soprattutto, senza che nessuno lo sapesse, dal vedermi giocare... È sempre stato così fin da quando ero piccolo. Mi portavi a ogni allenamento appena tornavi dal lavoro. Mia madre mi accompagnava a molti allenamenti perché tu lavoravi.
Naturalmente, non ti perdevi mai una partita. Quanto soffrivi nel vedermi giocare e quanto ti divertivi, anche se non mi riempivi mai di elogi. Eri un padre, un amico e un agente. Eri sempre la persona giusta in ogni situazione e non avevi mai torto. Nonostante qualche disaccordo o discussione, avevi sempre ragione. Alla fine, le cose si risolvevano sempre come dicevi tu.
Mi mancherai tantissimo, ma sarai sempre presente, soprattutto nell'educazione dei miei figli, perché li educo e li cresco come tu hai cresciuto me.
Riposa in pace e veglia su di noi dall'alto, come facevi qui. Grazie di tutto.
Ti voglio bene, papà".