Migranti, 11 morti in un naufragio al largo della Libia

Sos Mediterranee sostiene che in un'altra occasione un gommone di migranti sarebbe stato speronato dalla Guardia costiera libica

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Undici cadaveri sono stati avvistati nel Mediterraneo centrale, al largo delle coste libiche, in avanzato stato di decomposizione. La segnalazione è arrivata questa mattina al Centro operativo nazionale della Guardia Costiera italiana da un velivolo impiegato da una ong. Secondo quanto riferito da Sos Mediterranee, i corpi sono stati individuati durante un volo di monitoraggio dell'aereo Albatross, gestito dall'organizzazione insieme alla svizzera Humanitarian Pilots Initiative, a circa 57 miglia nautiche da Zuara, in area di responsabilità Sar libica.

I corpi avvistati dall'aereo Albatross

L'equipaggio dell'Albatross ha individuato i resti in in mare. I corpi, secondo la ricostruzione fornita da Sos Mediterranee, apparivano in avanzato stato di decomposizione. Alcuni erano ancora vestiti, mentre altri galleggiavano grazie a camere d'aria di pneumatici. Nel corso della giornata, la presenza degli 11 cadaveri è stata accertata anche dall'equipaggio della Sea-Watch 5. La Guardia Costiera italiana, ricevuta la segnalazione, ha comunicato di averne dato immediata notizia all'autorità competente per il coordinamento dei soccorsi nell'area.

L'accusa di Sos Mediterranee: "La nave libica ha speronato più volte un gommone"

Sos Mediterranee collega la segnalazione dei cadaveri a una giornata caratterizzata, secondo l'organizzazione, da diversi interventi delle forze libiche contro imbarcazioni di migranti. La Ong riferisce che l'equipaggio dell'Albatross avrebbe assistito, nell'arco di un'ora, a due intercettazioni. In uno degli episodi, sostiene Sos Mediterranee, una nave della Guardia costiera libica avrebbe ordinato a una nave di soccorso di Sos Humanity, che si trovava nelle vicinanze, di dirigersi verso nord. Secondo la Ong, la motovedetta libica sarebbe stata vista "speronare più volte il gommone e intercettare le persone".

Sea-Watch: sei persone salvate in mare

La Sea-Watch riferisce inoltre di un altro episodio avvenuto durante la notte. Secondo l'organizzazione, sei persone sarebbero state gettate in mare e successivamente raggiunte dall'equipaggio della Sea-Watch 5, che le avrebbe portate in salvo. "Fortunatamente l'equipaggio della nostra Sea-Watch 5 ha raggiunto in tempo e tratto in salvo le sei persone", afferma la testimonianza riportata dall'organizzazione. La Sea-Watch sostiene di aver denunciato alle autorità, nel corso degli anni, episodi analoghi. Nella ricostruzione diffusa dall'ong viene inoltre contestata la gestione delle operazioni di intercettazione e soccorso nel Mediterraneo centrale.