Milan, l'arrivo di Modric al Gran Galà del Calcio: Scaroni lo abbraccia | VIDEO PM
Il Milan si appresta ad affrontare la stagione 2026-2027 con una missione tattica ben precisa per il nuovo allenatore Rúben Amorim: curare la "dipendenza da Luka Modrić". Nella scorsa annata, sotto la guida di Massimiliano Allegri, il fuoriclasse croato e Pallone d'Oro 2018 è stato il fulcro insostituibile del centrocampo rossonero. Ora, il tecnico portoghese ex Sporting Lisbona e Manchester United deve trovare il giusto equilibrio tra l'utilizzo del talento cristallino dell'ex Real Madrid e la necessità biologica di preservarlo, considerando la soglia dei 41 anni ormai vicina.
La gestione di Modrić tra Serie A ed Europa League: il piano di Amorim
Amorim considera Modrić un elemento imprescindibile per il suo scacchiere, sia per le qualità tecniche nella circolazione della sfera, sia per la leadership carismatica all'interno dello spogliatoio. La decisione del croato di rinnovare per un altro anno a Milano ha dato entusiasmo all'allenatore e all'ambiente, ma come riportato da La Gazzetta dello Sport, la gestione delle sue forze sarà radicalmente diversa rispetto al passato.
Con il ritorno dei rossoneri in Europa League e i frequenti impegni del giovedì sera, il Milan non potrà più chiedere gli straordinari al suo numero 14. Sotto la gestione Allegri, Modrić ha disputato l'84% delle partite di Serie A da titolare (36 presenze su 38) e il 76% dei match complessivi stagionali, inclusi i gettoni in Coppa Italia e Supercoppa Italiana. Ritmi insostenibili per la nuova annata, dove il turnover diventerà una necessità scientifica prima che una scelta strategica.
Le quattro alternative a centrocampo e le nuove richieste tattiche
Per fare in modo che il Milan impari a "cavarsela" anche senza il suo leader spirituale, Amorim ha già tracciato le linee guida per la crescita del reparto mediano. Il peso della manovra dovrà essere redistribuito su quattro profili specifici:
- Ardon Jashari: chiamato al definitivo salto di qualità in cabina di regia per ereditare i tempi di gioco del croato.
- Yunus Musah: atteso alla conferma definitiva dopo l'ottimo impatto mostrato nelle prime due giornate di campionato.
- Adrien Rabiot: la cui fisicità ed esperienza internazionale saranno sfruttate spesso nella diga dei due mediani.
- Christian Comotto: il canterano di grande prospettiva pronto al definitivo lancio in Prima Squadra.
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Il compito per Modrić sarà inedito anche a livello di posizionamento. Se con Allegri agiva da schermo protettivo davanti alla difesa, il calcio di Amorim – fatto di pressione offensiva e recupero palla alto – richiede una copertura di campo decisamente più ampia in verticale e in orizzontale. Una metamorfosi fisica e tattica che richiede tempo, specie con un solo mese di preparazione nelle gambe.
Le parole del leader al Gran Galà del Calcio
A confermare la sua totale dedizione alla causa rossonera è stato lo stesso fuoriclasse croato, intervenuto nella serata di ieri sul palco del Gran Galà del Calcio: "Lavoro per restare a questo livello e non sarei venuto in Italia se non avessi saputo di poter essere competitivo. Lo scorso anno mi sono divertito e spero che questa stagione sia ancora migliore per me e il Milan. La Serie A è difficile e ogni match è complicato". Parole da leader vero, pronto a fare da chioccia ai giovani talenti del Milan ma anche a ruggire sul campo ogni volta che Amorim deciderà di impiegarlo.