Milo Infante: "Ore 14 condotto da Salvo Sottile? Non lo guarderò. Lui dica di me quello che vuole, non è il mio interlocutore"

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Redazione 29 agosto 2026 13:29

Milo Infante, Salvo Sottile

Un divorzio professionale maturato nel tempo, il sogno di un'infanzia che diventa realtà e qualche sassolino dalla scarpa che vola via senza troppi filtri: Milo Infante parla di tutto questo in un'intervista pubblicata sul Corriere della Sera oggi, alla fine della prima settimana da volto Mediaset dopo la brusca rottura con la Rai che ha anche provocato qualche tensione con il collega Salvo Sottile. 

Sarà il giornalista, infatti, a prendere il suo posto al timone di Ore 14, dettaglio su cui Infante ha detto la sua senza celare una secca presa di distanza anche per le dichiarazioni rilasciate da Sottile in merito al passaggio a Mediaset.

"Se guarderò il nuovo Ore 14? No, non lo guarderò ma anche perché a quell'ora spero di essere finalmente seduto a tavola, a pranzo. Ne ho saltati molti negli ultimi anni", ha detto Infante. E commentando la maretta che ha segnato le cronache televisive nelle scorse settimane anche per le dichiarazioni del collega: "Con Sottile da parte mia non c'è nessun tipo di polemica ma, senza offesa, non è il mio interlocutore", ha aggiunto: "Semplicemente lui dice quello che vuole, affida ai social il suo pensiero ed è giusto così ma se devo rispondere a qualcuno è, ad esempio, all'amministratore delegato della Rai. In quel caso devo puntualizzare. Sottile pensi e dica quello che vuole. Quello che so è che lascio alla Rai una grande eredità".

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"Verso la Rai c'è affetto ma non nostalgia"

Il tema dell'amarezza per come si è concluso il rapporto ultradecennale con la Rai è stato affrontato ancora con nuove riflessioni: "Io credo che se un'azienda vuole trattenere qualcuno, ha gli strumenti per farlo. Da dirigente Mediaset, se qualcuno dei miei dovesse dirmi me ne vado, potrei fare qualcosa per evitarlo. Questo è stato fatto nei miei confronti? Ecco, non direi", ha osservato. Nonostante tutto, però, il giornalista guarda avanti: "La vita è fantastica perché anche se accadono delle cose non bellissime, quando succedono quelle positive te ne dimentichi. E quindi il mio sentimento nei confronti della Rai è di affetto ma non di nostalgia".

Infante racconta anche un aneddoto privato, legame emotivo con Mediaset che adesso è la sua nuova azienda: "Io, da ragazzo che è nato a Villa San Giovanni, sono cresciuto guardando la torre di Mediaset. Già a 10 anni volevo fare il giornalista e quando osservavo quella torre sognavo di poterci lavorare, un giorno".

Un giorno che oggi è presente ed è già accompagnato da numeri record tra il mattino con Ore 11 su Rete 4 e il pomeriggio con Verità Nascoste - Il diario su Canale 5, dove ha sfiorato il 20% di share. "Non immaginavo di arrivare al 9.6% al mattino e al 19.7% nel pomeriggio: avevo ipotizzato rispettivamente un inizio intorno al 5% e neanche la metà di quanto facciamo su Canale 5. Prima di andare in onda ero terrorizzato, in primo luogo di deludere il presidente Berlusconi che aveva scommesso su di me", ha aggiunto Infante. 

E a chi gli rinfaccia di aver portato sul Biscione la stessa identica formula lasciata alla Rai, il conduttore replica con determinazione: "Cosa ci si può aspettare da me? Io sono un cronista, quello che posso fare è raccontare la realtà, approfondire i casi con un’attività di indagine giornalistica, questo so fare. Chi vuole fermarsi al titolo, alla grafica o alla scenografia, faccia pure. Per me contano i contenuti e i contenuti sono quelli che tratto da sempre. Fabio Fazio cosa fa ora? O Monica Maggioni? Chi ha una riconoscibilità nel suo lavoro porta avanti quella. Questa è la mia narrazione".

"Ranucci è stato tradito"

Un commento anche sul caso Ranucci e gli ultimi sviluppi della vicenda sull'ormai ex conduttore di Report. "Per noi giornalisti è importantissimo sapere con chi ti attovagli. E non intendo solo con chi vai a cena, ma con chi condividi sentimenti di amicizia. Alla luce di quello che è emerso, è chiaro che tutti pensano: ma proprio con Lavitola dovevi diventare amico del cuore? Ed è chiaro che la risposta è no", ha argomentato Infante: "Ma per quello che mi riguarda, per me Ranucci è stato tradito: aveva riposto la fiducia nella persona sbagliata. In un paese dove la presunzione di innocenza dovrebbe essere fondamentale, mi chiedo nei suoi panni come mi sentirei oggi. Detto questo, fossi in lui forse non un passo indietro ma uno di lato per il bene di Report lo avrei fatto".