Minacce e insulti alla sindaca di Brescia: denunciato un 30enne

Dopo la denuncia di Laura Castelletti, la Digos ha identificato un uomo di Cortefranca. Il questore: “Spazi virtuali come quelli reali, stesse conseguenze”

Laura Castelletti, sindaca di Brescia

Laura Castelletti, sindaca di Brescia

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Brescia, 17 ottobre 2026 – È un 30enne bresciano il titolare del profilo Instagram dove sono apparse le minacce contro la sindaca Laura Castelletti. L’uomo, residente a Cortefranca, è stato denunciato per diffamazione e minacce. La prima cittadina di Brescia era stata minacciata su IG – arrivando perfino ad augurarle delle coltellate – dopo la pubblicazione di un video con tre giovani rapper del quartiere Sant’Eufemia.

Gli investigatori della Digos sono arrivati sulle tacce del 30enne, che ha precedenti per lesioni e minacce, guida in stato di ebbrezza e stupefacenti. 

Dal video alle minacce: cosa è successo

L'uomo è stato identificato dagli investigatori della Digos della Questura, in collaborazione con la Polizia Locale, al termine delle indagini sui contenuti pubblicati su Instagram. La vicenda è nata dalla diffusione sui social di un video girato nel quartiere di Sant'Eufemia, nel quale la sindaca compariva insieme a tre giovani rapper.

Il filmato – realizzato per essere pubblicato sui canali social degli artisti – era stato successivamente rilanciato da altre pagine e accompagnato da commenti riferiti alla sindaca. Nella notte tra il 13 e il 14 ottobre, il video era stato ulteriormente diffuso su altri profili Ig, con l'aggiunta di espressioni offensive, denigratorie e minacciose nei confronti di Castelletti.

Uno dei commenti più pensanti inneggiava alla violenza: "Te possino da' tante cortellate”. 

Il questore: “Spazi virtuali come quelli reali”

Gli accertamenti hanno consentito di risalire all'identità del titolare del profilo finito al centro delle indagini. Ieri il 30enne è stato convocato negli uffici della Questura e denunciato. “Vi sono persone che ritengono che ciò che viene detto e scritto sui social network non abbia ripercussioni, considerando erroneamente la realtà virtuale come un contesto ove è lecito porre in essere qualsiasi tipologia di condotta”, ha dichiarato il questore di Brescia, Paolo Sartori.

“Questi spazi virtuali, invece, sono del tutto assimilati al contesto reale per quanto attiene, nello specifico, alle conseguenze di carattere giudiziario che derivano da comportamenti illeciti", ha aggiunto il questore. 

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