Minori e social media, Paesi Bassi e Spagna chiedono un'età minima europea

Paesi Bassi e Spagna chiedono di fissare un'età minima comune per l'accesso dei minori ai social media. L'obiettivo è superare la frammentazione delle regole nazionali e garantire un livello uniforme di tutela dei minori in tutta l'Unione europea.

Minori e social media, Paesi Bassi e Spagna chiedono un'età minima comune nell'Ue

I limiti all'uso dei social media da parte dei minori sono in discussione in diversi paesi membri dell'Unione europea, che stanno valutando regole nazionali. 

Nel mese di giugno, la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, aveva annunciato che sarebbe stata presentata dopo la pausa estiva una proposta sul divieto di accesso ai social media per i minori. Una proposta è attesa infatti la settimana prossima, durante il discorso di von der Leyen sullo stato dell'Unione.

Intanto, Paesi Bassi e Spagna stanno promuovendo un'età minima per l'uso dei social media applicata in tutta l'Unione europea, dato che la frammentazione delle normative nazionali ne ridurrebbe l'efficacia.

"Sono necessarie norme rigorose per garantire la sicurezza dei servizi digitali come i social media. Tuttavia, finché questi servizi non soddisferanno standard di sicurezza adeguati, il governo olandese promuove l'introduzione di un'età minima europea... I Paesi Bassi e la Spagna presentano congiuntamente le proposte alla Commissione europea", si legge in un comunicato.

virgolette

I governi olandese e spagnolo sostengono l'adozione di un unico insieme di norme applicabili in tutta l'Unione europea. I servizi digitali, come i social media, non conoscono confini nazionali.

Divieto dei social per i minori, il dibattito in Europa

Sempre più governi europei valutano se e come limitare l'uso dei social da parte dei minori attraverso regolamentazioni nazionali. Tra loro figurano Francia, Grecia, Austria, Danimarca, Spagna, Belgio, Polonia e Paesi Bassi.

Lo scorso luglio la Francia è diventata il primo paese dell'Unione europea a vietare i social media agli under 15. Ad agosto, il Consiglio costituzionale francese ha annullato la legge, ritenendo che il provvedimento fosse troppo ampio e non sufficientemente proporzionato nel bilanciamento tra la tutela dei minori e le libertà individuali.