"La storia l'ha scritta lui, io non ho fatto altro che stargli dietro. Se oggi la gente mi riconosce per strada lo devo a Varenne. Abbiamo costituito insieme un connubio e una macchina perfetta. Gli sarò riconoscente per tutta la vita". Giampaolo Minnucci, lo storico driver del 'Capitano', ricorda così il trottatore più forte di sempre, scomparso oggi all'età di 31 anni nell'allevamento di Eboli, con cui conquistò trionfi in tutto il mondo.
L'incontro casuale e il lungo sodalizio
Un legame indissolubile nato da un acquisto quasi casuale insieme al proprietario Enzo Giordano ("Cosa vista, piaciuta e comprata") e proseguito ben oltre l'addio alle piste: "Ha chiuso gli occhi a 31 anni e io non ho mai saltato un suo compleanno. L'ho visto per l'ultima volta proprio quel giorno, il 19 maggio. Non riesco a spiegare l'emozione tra di noi in ognuno di questi incontri, la tengo per me". Quando gli si chiede della prima gara insieme, il driver ammette: "Non pensavo nemmeno che si avvicinasse al 30-40% di quello che ha poi fatto. Ci bastava fosse un ottimo acquisto, da lì a diventare il campione del mondo c'è di mezzo un abisso. Ho vinto quasi 6mila corse in carriera e lui ne ha vinte 62, ma non ho mai ritrovato un cavallo così".
Le competizioni vinte insieme al 'Capitano'
Tra i trionfi leggendari - dall'Elitloppet al Prix d'Amérique, fino ai record del mondo negli Usa e alla Lotteria di Agnano - il ricordo più vivido resta però l'ultima uscita insieme: "Scelgo la gara in Canada, quando lo retrocessero per una squalifica nell'ultima curva. Me la tengo stretta insieme a tutte le vittorie". Oggi Minnucci torna in pista a Cesena per un torneo internazionale di driver da tutto il mondo, ma con il pensiero rivolto al suo compagno di una vita: "I cavalli hanno un cuore e un cervello pensante. Non so se sia stato lui a cercare me o io lui, ma so che è lui ad avermi trovato. Ci siamo incontrati e insieme abbiamo fatto la storia. Dico grazie per sempre al Capitano", ha concluso commosso.