È un’escalation di sangue che non fa sconti e attanaglia sempre più le strade della periferia nord di Napoli. Dopo l’agguato teso pochissimi giorni fa a un diciannovenne imparentato con alcune figure al vertice del clan Licciardi, ieri notte è stato registrato un nuovo, feroce raid dai contorni ancora tutti da decifrare. L’imboscata è scattata poco prima delle 2.30. È a quell’ora che due uomini armati sono entrati in azione davanti all’ingresso del Bar California, in via Napoli Roma verso Scampia. Ad avere la peggio, colpito da un proiettile a una gamba, è stato il trentaseienne Cristiano Basile, vecchia conoscenza delle forze dell’ordine per via dei suoi guai con la legge. Sulla scena si sono subito precipitati gli uomini della Squadra volanti del commissariato Secondigliano e i tecnici della Scientifica.
La vittima, subito interrogata dalla polizia, ha fornito una ricostruzione su cui gli inquirenti nutrono però più di qualche perplessità. A suo dire, il movente dell’agguato risiederebbe in un tentativo di rapina - effettivamente andato a buon fine - tant’è che il commando, dopo avergli sparato, si sarebbe impossessato di alcune centinaia di euro che l’uomo aveva con sé. Le modalità esecutive e il curriculum criminale di Basile spingono però gli investigatori a non escludere nessuna pista, neppure quella del regolamento di conti maturato negli ambienti della criminalità organizzata. La caccia al commando, dileguatosi in sella a una moto, è intanto iniziata.
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Al vaglio della polizia le telecamere di videosorveglianza pubblica e privata della zona. L’ennesima notte di sangue conferma il trend da brividi che ormai da mesi stritola l’area nord della città, in particolare il quartiere Secondigliano, messo a dura prova da un’escalation caratterizzata da raid armati, su tutti quello di un mese fa durante la notte bianca, estorsioni, sia consumate che tentate, ma anche reati di strada come rapine e furti. L’epicentro di un’emergenza che, nonostante l’impegno degli uomini dello Stato, sembra non avere fine.