Dal boom di follower, ma soprattutto commerciale, su TikTok alle aule di tribunale ai portali di aste giudiziarie. La parabola di Angelo Napolitano, l'imprenditore-influencer conosciuto al grande pubblico come il volto di “Napolitano Store", ha ufficialmente imboccato la corsia di accelerazione che potrebbe portarlo presto a una condanna. Il giudice per le indagini preliminari del tribunale di Nola, Gemma Sicoli, ha da poco emesso il decreto che fissa l'udienza preliminare, accogliendo la richiesta di rinvio a giudizio formulata dai pm Francesco Riccio e Anna Musso. Sul piatto c'è un'ipotesi d'accusa pesante: dichiarazione fraudolenta mediante altri artifici, legata a un'imponente evasione dell'IVA da oltre 5,7 milioni di euro accumulata tra il 2023 e il 2024 attraverso la sua società, la Am Distribution Srl di Casalnuovo di Napoli. Difeso dai penalisti Rocco Maria Spina e Teodoro Reppucci, l'imprenditore chiederà di essere processato passando per il dibattimento. Dunque, nessun rito alternativo.
L'inchiesta, frutto di un'articolata attività investigativa del Nucleo di Polizia economico-finanziaria della guardia di finanza di Napoli e innescata da una circostanziata segnalazione di Aires-Confcommercio, descrive un meccanismo contabile tanto complesso quanto spregiudicato. Secondo gli inquirenti, la merce veniva offerta al dettaglio con sconti aggressivi a patto che i clienti pagassero in contanti. Nelle intercettazioni telefoniche le banconote da cento euro venivano persino chiamate, in codice, «magliette dell'Avellino». L'azienda rilasciava poi ricevute prive di valore fiscale per giustificare l'uscita dei prodotti, mascherando le ingenti vendite in nero e simulando l'emissione di fatture in regime di reverse charge. Un quadro accusatorio blindato da intercettazioni ed esami contabili che la difesa si dice però pronta a smontare punto su punto direttamente in dibattimento.
Mentre il pool difensivo affila la strategia da portare in aula per l'avvio dell'iter processuale, l'impero commerciale dell'influencer-trash viene smembrato. In seguito al sequestro di ben 13mila prodotti di elettronica e al successivo sgombero del punto vendita di corso Garibaldi, a Napoli, l'Istituto Vendite Giudiziarie ha messo all'incanto il Lotto 4 della procedura del tribunale di Nola. Un maxi-stock da circa 3.150 articoli custoditi nei depositi di Casalnuovo, il cui prezzo base è crollato a 78mila euro dopo un primo tentativo andato deserto. Tra gli oggetti in vendita figura una vera e propria miniera per i cacciatori d'affari: dai recentissimi iPhone 17 Pro Max alle PlayStation 5, fino a Smart TV, MacBook, console Nintendo ed elettrodomestici di ogni tipo. Per accaparrarsi i resti del Napolitanostore c'è tempo fino al 14 settembre, data di chiusura della gara telematica. Poi, per Napolitano, la parola passerà definitivamente ai giudici.