Ci sono notizie destinate a fare il giro del mondo come quella rilasciata oggi dalla testata giornalistica spagnola di El Paìs riguardo all'ingresso senza autorizzazione da parte di diverse navi da guerra marocchine nelle acque territoriali spagnole di Ceuta. Una rivelazione scioccante che troverebbe conferma in fonti a conoscenza degli incidenti.
L'inchiesta
Tutto ha inizio a cavallo fra il 30 luglio e i primi giorni di agosto nella acque spagnole a largo di Ceuta, esattamente al culmine della crisi migratoria che costrinse oltre 70mila persone a sfidare la paura e le avversità per attraversare la frontiera dal Marocco all'exclave spagnola in Nord Africa. A rivelare un dettaglio rilevante accaduto in quelle interminabili ore, però, ci pensa El Paìs che, grazie a delle fonti vicine all'accaduto, racconta che almeno una fregata e diverse motovedette della Marina reale marocchina avrebbero violato, in quegli istanti, ma soprattutto in maniera ripetitiva e senza autorizzazione, le frontiere marittime spagnole.
Non un episodio casuale, dunque, ma intenzionale che avrebbe rischiato di comportare non pochi pericoli. Primo fra tutti, un'ipotetica collisione fra le unità navali dei due Paesi. A fornire ulteriori dettagli sulla vicenda è sempre El Paìs che, stando alle voci delle sue fonti, riporta: «non si è trattato di un mero transito o di un ingressi accidentale, ma di una violazione internazionale e ripetuta del mare territoriale, della quale ci sono pochi precedenti».
I dettagli
Scavando a fondo nella questione, il quotidiano ricostruisce poi quelli che sono stati i dettagli della vicenda. Il 3 agosto, infatti, approda a Ceuta la nave d'azione marittima Rayo. Ad inviarla è lo Stato Maggiore della Difesa spagnolo. Con lei anche la fregata Santa Maria, in sostituzione della Navarra a causa di un'avaria della stessa. Tre giorni dopo, precisamente il 6 agosto, le due fregate scelgono di sostare nel porto cittadino per garantire il corretto trasferimento del personale della Marina. Grazie allo spiegamento dissuasivo delle navi insieme agli interventi di alto livello condotti dal ministero della Difesa presso le autorità di Rabat, viene posto fine alle incursioni. Stando sempre alle fonti citate da El Paìs, nulla potrebbe confermare o escludere un ipotetico coordinamento fra le manovre navali e i successivi arrivi dei migranti. Sullo sfondo, invece, resta la questione geopolitica. Mentre Madrid, infatti, è ferma nel rivendicare fino a 12 miglia di acque territoriali attorno a Ceuta, Rabat è altrettanto salda nel non riconoscerne la sovranità né sulla terraferma nè in mare.
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