Netanyahu: "L'Iran ha cercato di uccidere uno dei miei figli"

Netanyahu: “L’Iran ha cercato di uccidere uno dei miei figli”. Media: “Informazione che per mesi è stato vietato pubblicare”

”L’Iran ha preso di mira uno dei miei figli, ha cercato di ucciderlo. Pertanto, le loro misure di sicurezza non sono un lusso, senza avrebbero potuto riuscirci. Dobbiamo essere prudenti anche durante una campagna elettorale”. Il primo ministro Benjamin Netanyahu ha affermato questa sera in una intervista a Channel 14 che l’Iran ha tentato di eliminare uno dei suoi figli. I media israeliani riportano che si tratta di un’informazione la cui pubblicazione era stata vietata per mesi. La rivelazione arriva a due mesi dalle elezioni, che si svolgeranno il 27 ottobre e che il premier ha precisato “saranno decise da ogni singolo voto”. In più, ha esortato gli elettori a “non sprecate il voto per i piccoli partiti che potrebbero non superare la soglia di sbarramento e portare la sinistra al potere”. “Non sprecate i vostri voti. Proteggete la destra. Votate per il Likud”, ha detto.

Le primarie del partito del premier si sono concluse il 17 agosto e hanno registrato un’affluenza pari al 53,5%, in calo rispetto al 58% registrato nelle primarie del 2022. I sondaggi più recenti prevedono che il partito otterrà circa 22 seggi su 120 alla Knesset: anche se il partito dovesse superare la soglia dei 30 seggi alle elezioni, ha scritto Haaretz, solo circa 17 dei suoi attuali 40 parlamentari dovrebbero assicurarsi un seggio. Il Times of Israel dà conto di rapporti secondo cui un grande numero di cittadini ultraortodossi, tipicamente vicini ai partiti più a destra del Likud e al centro, avrebbero partecipato “in massa” alle primarie. Il tema della loro esclusione alla leva militare obbligatoria, che il Likud e le forze ultraconservatrici hanno lavorato per conservare, sarà al centro delle elezioni di fine ottobre.

Ma cosa dicono i sondaggi? Secondo una rilevazione dei giorni scorsi di Channel 12, il blocco dei partiti contrari a Benjamin Netanyahu potrebbe conquistare la maggioranza alla Knesset, arrivando a 63 seggi, se l’ex generale Ofer Winter dovesse presentarsi con un nuovo partito di destra e schierarsi con l’opposizione. Senza il partito di Winter, il blocco anti-Netanyahu otterrebbe 60 dei 120 seggi della Knesset, uno in meno della maggioranza, mentre le formazioni a sostegno del primo ministro arriverebbero a 50 seggi e i partiti arabi ai restanti 10.

Secondo la rilevazione, il partito Yashar guidato da Gadi Eisenkot sarebbe la prima forza con 24 seggi, seguito dal Likud di Netanyahu con 22. B’Yachad, guidato dall’ex premier Naftali Bennett, otterrebbe 15 seggi, i Democratici 11 e Yisrael Beytenu 10. Tra le forze della maggioranza, invece, Ebraismo della Torah Unita e Otzma Yehudit – il partito guidato dal Ministro della Sicurezza Nazionale Itamar Ben-Gvir, che ha festeggiato l’introduzione della pena di morte per i detenuti palestinesi nell’ordinamento israeliano con brindisi e abbracci – avrebbero otto seggi ciascuno, Shas sette e Sionismo Religioso – guidato dal ministro delle Finanze Bezalel Smotrich – I partiti arabi Hadash-Tàal e Ràam otterrebbero cinque seggi ciascuno. Winter, ex generale dell’esercito israeliano, potrebbe ottenere cinque seggi con una nuova formazione e portare così il blocco anti-Netanyahu a quota 63. Secondo Channel 12, il nuovo partito attirerebbe soprattutto elettori di Sionismo Religioso, formazione di estrema destra schierata con Netanyahu.