Nicolas Maupas presenta il Festival di Venezia 2026 in smoking: il look classico e contemporaneo per la cerimonia d'apertura

Nicolas Maupas al Festival di Venezia 2026 come presentatore: «Indossare Armani è come avere una buona armatura»

Ammira Wes Anderson, Hayao Miyazaki, film come The Dreamers di Bertolucci, miti come Vittorio Gassman e Jack Nicholson, ma sa soprattutto vivere il proprio momento quando gli accade tra le mani, senza farselo sfuggire. A Nicolas Maupas, attore de La bella estate, Alla festa della rivoluzione, di serie come Mare fuori o Call My Agent, è arrivato ora un ruolo inedito, affiancare Greta Scarano (da co-conduttore) nella cerimonia d’apertura e di chiusura del Festival di Venezia 2026: un altro passo (per lui) in termini di stima e riconoscimento, e che ci svela con grande emozione.

E per la prima grande serata inaugurale di mercoledì 2 settembre l'attore ha indossato un impeccabile smoking Armani.

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Nicolas Maupas Festival Venezia 2026

Daniele Venturelli

Nicolas Maupas al Festival di Venezia 2026: i dettagli del look per la cerimonia d'apertura

Sul red carpet inaugurale dell'83esima Mostra del Cinema, Nicolas Maupas sul tappeto rosso ha sfoggiato un'eleganza classica e senza tempo con un total look firmato Giorgio Armani che interpretava il tradizionale codice formale del festival con impeccabile aplomb contemporaneo.

“L’idea era quella di partire dal codice più classico del guardaroba maschile e lasciare che fosse Nicolas a renderlo contemporaneo - ci racconta Sarah Grittini, la stylist dell'attore - Per questo abbiamo scelto uno smoking Giorgio Armani molto puro e rigoroso: mi piaceva il contrasto tra la formalità assoluta del look e la sua naturalezza, anche nel grooming. È un’eleganza che non ha bisogno di essere costruita o sovraccaricata: la camicia plissé e lo smoking nero fanno parte di un’unica intenzione”.

Nicolas Maupas Festival Venezia 2026

Vittorio Zunino Celotto/Getty Images

Il fulcro dell'outfit è uno smoking sartoriale nero dal taglio asciutto e scivolato, che valorizza perfettamente la sua silhouette alta e slanciata. La giacca monopetto a un bottone si distingue per i sofisticati revers sciallati in satin di seta lucida, un dettaglio dal sapore squisitamente rétro che crea un contrasto materico d'impatto con il tessuto opaco del corpo principale. Sotto il capospalla, Maupas indossa una camicia bianca d'ordinanza con colletto classico, impreziosita sul davanti da una texture a micro-plissé verticali e bottoni gioiello scuri a contrasto.

L'immancabile papillon nero in seta, annodato a mano con precisione geometrica, corona il colletto donando un tocco di rigorosa formalità hollywoodiana. I pantaloni sartoriali neri, coordinati alla giacca, scendono lineari senza pinces fino a sfiorare un paio di scarpe stringate stringatissime in pelle verniciata ultra-lucida. Ad aggiungere un accento fresco e giovanile al rigore dello smoking ci pensano i suoi inconfondibili capelli ricci, lasciati al naturale in un volume morbido, e piccoli anelli d'oro minimali ai lobi. Un debutto da co-conduttore all'insegna di un quiet luxury sofisticato e impeccabile.

Nicolas Maupas Festival Venezia 2026

Earl Gibson III/Getty Images

Intervista a Nicolas Maupas: «A Venezia avrò i miei rituali, ma li svelerò alla fine»

Per l'arrivo in laguna, Nicolas Maupas aveva sfoggiato altro look Armani, in stile decontracté, ideale per la tarda mattinata veneziana. Una giacca destrutturata nera a due bottoni, caratterizzata da un tessuto leggero dalla particolare texture stropicciata ed elastica (effetto seersucker). Sotto, ecco una polo in maglia scura con colletto aperto, infilata in un paio di pantaloni fluidi in lino color sabbia dal taglio ampio e rilassato. Completano l'outfit un paio di mocassini neri lucidi con suola spessa e degli occhiali da sole scuri tenuti in mano.

Ed vestito così che l'abbiamo incontrato, alla vigilia dell'apertura. Nei suoi occhi, tutta l'emozione di “una prima volta”.

Come staivivendo l’esperienza?

Per una volta me lo dico, “devo essere un po' orgoglioso”. Le emozioni sono tante, contrastanti, contentissimo, anche molto concentrato, lucido e allo stesso tempo ho l'intenzione di essere leggero perché credo che comunque mi devo divertire, dunque proverò proverò a far tutto.

Essere sul palco con Greta Scarano ti rassicura?

Sono più sereno, farlo da solo mi avrebbe reso più teso. Non c'eravamo mai conosciuti, ci siamo sentiti telefonicamente ormai da un mese a questa parte, mi ha ripetuto appunto che ci dobbiamo divertire noi in primis, ricordandoci appunto che comunque è un luogo, un tempio, con il suo lato istituzionale da rispettare.

Nicolas Maupas Festival di Venezia 2026

Ernesto Ruscio/Getty Images

Tempo fa dicevi che sei uno che vive “il qui e ora”. Che sapore ha questo momento pensando al suo percorso?

Di cioccolato amaro al 90%, quello che mi piace di più, ed è una cosa buona. E poi c’è la dolcezza, la grande magia che gira intorno a questo mestiere, a quest'arte. Ho la tendenza a vivere il “qui e ora”, ma soprattutto perché mi piace dilatare quel momento lì, non sono uno che fa programmi, è quasi un mio difetto, però mi piace come dire spulciare tutto quanto fino all'osso e laddove posso.

Fino a qualche tempo, prima di ogni scena, avevi “il rituale del calzino”, portandolo girato. Si ripeterà?

Ne ho un altro, spero che porti bene, sono credo una delle persone più superstiziose a Venezia quanto meno. Ho deciso in ogni caso di comunicarlo a fine batteria, credo che ogni rituale abbia la sua autonomia.

Qual è invece il tuo primo ricordo della Mostra del Cinema?

Siamo già venuti qualche anno fa per un un evento parallelo a quello che poi era la Mostra del Cinema. Lì sono entrato in punta di piedi, già mi sembrava una cosa irraggiungibile e impossibile all'epoca, e mai mi sarei aspettato che un'occasione del genere arrivasse in questa fase della mia vita e così presto. Non ho una lunga carriera. Sono affascinato dalle possibilità, mi rendo conto che devo godermela al massimo, così riesco poi a sfruttarle al meglio.

Nicolas Maupas Festival di Venezia 2026

Alessandro Levati/Getty Images

Vestirai Armani: che importanza ha indossarlo?

È un brand che accompagna Venezia da diverse edizioni. Due anni fa sono andato al Silos Armani a Milano, dove c'è un'esposizione meravigliosa, quando la guardai mi dimenticai che fossero vestiti, costumi, capi d'abbigliamento, ti rendi conto che c'è ancor di più di un'idea alla base di tutto questo. Quindi poter vestire le idee di qualcun altro e le visioni di persone che hanno fatto grandi cose nel mondo è sicuramente un onore, per questo sento di avere una buona armatura.

Cosa ti piace della moda?

Mi diverte, a casa ci provo un pochino, poi in verità sono abbastanza monocromatico, non cambio mai colori. C'è la famosa battuta del “mi vesto al buio”. in verità sto incominciando ad accendere qualche luce, trovo che in una società complessa come la nostra sia uno strato non dico necessario, però giustificato, il provare a vestirsi e interpretarsi è qualcosa che ha senso e permette magari appunto di scoprire un lato di te più estroso, libero, confident. Ogni tanto magari all'inizio nei primi red carpet mi mancava, là mi sembrava proprio di essere un tronchetto poi con questi super vestiti avevo paura di rovinare tutto, o tagliarli.

Che Festival ti attendi da spettatore?

Mi rifaccio un pochino alle parole del Presidente della Biennale, Pietrangelo Buttafuoco: è una mostra della realtà, nel senso che vuole rispecchiare quelle che sono le nostre realtà. Il cinema ha la capacità di distrarci, come dire, focalizzare la nostra attenzione su tematiche importanti, con la necessità e il dovere di fare entrambe le cose. Parallelamente al concorso ci sono film che raccontano e puntano i riflettori sulle tragedie che abbiamo visto negli ultimi anni, la bellezza è il fatto che il cinema non ha la pretesa di essere una finalità, ma è uno strumento da accudire e preservare.

Nicolas Maupas Festival di Venezia 2026

Ernesto Ruscio/Getty Images

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