È stato trovato morto nello stagno Decoy Pond di Brantham, nel Suffolk, il bambino di tre anni scomparso martedì pomeriggio mentre si trovava in un parco giochi insieme a un parente. Il corpo di Noah Woods è stato individuato e recuperato nel pomeriggio dalle squadre impegnate nelle ricerche, mettendo fine alla mobilitazione che per quasi due giorni aveva coinvolto forze dell'ordine, soccorritori e centinaia di volontari.
L'identificazione formale del cadavere non è ancora stata completata, ma la polizia ha informato la famiglia di Noah. Il sovrintendente Tom Pearse ha spiegato che cinque squadre di ricerca hanno «purtroppo ritrovato questo pomeriggio il corpo di un bambino nel laghetto Decoy Pond a Brantham».
Noah Woods trovato morto in uno stagno
Al momento, ha precisato la polizia, il ritrovamento non viene considerato sospetto, anche se la dinamica della morte resta da chiarire. «Rimane inspiegato», ha detto Pearse, aggiungendo che il medico legale sarà informato degli sviluppi e dovrà contribuire a stabilire le cause della morte.
La famiglia di Noah è ora invitata a poter affrontare il lutto lontano dall'attenzione pubblica. «Hanno bisogno di tempo, spazio e privacy», ha sottolineato il sovrintendente, ringraziando allo stesso tempo le centinaia di persone che si erano mobilitate per cercare il bambino.
LA SCOMPARSA
Noah era stato visto l'ultima volta martedì intorno alle 15 a Merriam Close, a Brantham, località vicina a Manningtree, al confine tra Suffolk ed Essex. Si trovava al parco giochi con un parente, probabilmente il nonno, quando si era allontanato correndo, facendo perdere le proprie tracce.
Le immagini registrate dalle telecamere a circuito chiuso del parco lo avevano mostrato mentre correva da una giostra all'altra, pochi minuti prima della scomparsa.
Secondo le prime ricostruzioni, il bambino era stato visto correre lungo un vicolo in direzione di una zona residenziale.
Noah aveva carnagione chiara e capelli rossi e ricci. Era parzialmente sordo e, a causa di una forma di autismo, non era in grado di parlare. Una condizione che aveva reso particolarmente complessa la ricerca, anche perché il bambino non avrebbe potuto rispondere se fosse stato chiamato.
Al momento della scomparsa indossava una maglietta bianca con raffigurato il personaggio televisivo Bluey, pantaloncini e scarpe da ginnastica Vans nere con strisce bianche.
LE RICERCHE E IL LAGO
Fin dalle prime ore successive alla scomparsa, la polizia aveva concentrato una parte significativa delle ricerche proprio nell'area del Decoy Pond, uno stagno situato a circa 350 metri dal punto in cui Noah era stato visto per l'ultima volta.
Il laghetto era stato scandagliato dai sommozzatori, mentre le operazioni si erano estese anche alla vicina zona boschiva. Alle ricerche avevano partecipato agenti specializzati, unità cinofile, elicotteri, Guardia costiera, vigili del fuoco del Suffolk e il gruppo di ricerca e soccorso in pianura della contea.
La scomparsa aveva provocato una mobilitazione straordinaria della comunità locale. Circa 500 persone avevano partecipato alle ricerche durante la prima notte e, nella giornata successiva, il numero dei volontari aveva superato il migliaio.
Tra loro anche persone arrivate dai centri vicini. Kevin Gray, 32 anni, di Manningtree, e suo fratello Shane Barnett, 39 anni, di Harwich, avevano preso un giorno di ferie dal lavoro per unirsi alle ricerche. Gray aveva raccontato di essere rimasto sul posto fino alle 23.45: «Guardando attraverso il campo, non si vedevano altro che torce e persone che giravano in macchina con i fari accesi».
Un solo avvistamento era stato segnalato dopo la scomparsa: due pescatori avevano riferito di aver visto il bambino nella serata di martedì.
L'APPELLO DELLA POLIZIA
Durante le ricerche, la polizia aveva chiesto ai residenti di controllare giardini, capanni, garage e altri annessi delle abitazioni. Agli automobilisti era stato inoltre chiesto di verificare eventuali registrazioni delle telecamere di bordo, mentre i proprietari di sistemi di videosorveglianza erano stati invitati a controllare le immagini registrate a partire dalle 14.37 di martedì.
Era stata posta particolare attenzione anche alla linea ferroviaria tra Ipswich e Londra, che attraversa la zona. Ai cittadini era stato chiesto di non avvicinarsi ai binari, mentre ai treni era stato ordinato di rallentare per facilitare le operazioni di ricerca e ridurre i rischi.
La polizia aveva fin dall'inizio escluso, sulla base degli elementi disponibili, che Noah fosse stato vittima di un'azione criminale come un rapimento. Ora, dopo il ritrovamento del corpo, gli investigatori dovranno ricostruire con precisione le ultime ore del bambino e chiarire come sia arrivato fino allo stagno.
IL MESSAGGIO DEL PADRE
Durante le ore più drammatiche della ricerca, il padre di Noah, Rhys Woods, aveva affidato a Facebook un appello rivolto a chi stava partecipando alle operazioni: «Non posso passare un'altra notte sapendo che è là fuori da solo. Per favore, non perdete le speranze, ragazzi. È là fuori da qualche parte, e vi ringrazio tutti di cuore».
Ora, dopo il ritrovamento, la polizia ha rivolto un ringraziamento alla comunità per la mobilitazione senza precedenti. «Siamo stati travolti dalla dimostrazione di sostegno pubblico e dalla disponibilità di molte persone a mettersi in cammino per aiutarci nelle ricerche», ha dichiarato Pearse.
«Da genitore, capisco perfettamente perché le persone vogliano aiutare», ha aggiunto il sovrintendente, definendo quella risposta «emblematica del forte senso di comunità e della generosità degli abitanti del Suffolk».
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