Ogliastra, il docufilm che racconta la formula segreta della longevità

Ogliastra, viaggio nel dietro le quinte di un docufilm che racconta la formula segreta della longevità.

Giuseppe Bertuccio D’Angelo. Gli incontri sorprendenti, le strade di montagna e i silenzi assordanti. Vi porto con me nell’isola dei centenari alla scoperta delle Blue zone dell’Ogliastra.

Ogliastra, viaggio nel dietro le quinte di un docufilm che racconta la formula segreta della longevità.

Alla scoperta della formula segreta della longevità © Ford

Sull’home page del suo sito si legge: Mi chiamo Giuseppe Bertuccio D’angelo, ho 33 anni e come diceva Albert Einstein: “Non ho talenti speciali, sono solo appassionatamente curioso”. Youtuber con la passione per i reportage, nel 2019 fonda il Progetto Happiness, un viaggio personale alla scoperta della felicità nel mondo che negli anni si è trasformato in qualcosa di più grande, in “una casa per storie straordinarie, raccontate con la profondità di un documentario e il calore di una conversazione autentica” come ci ha spiegato.

A bordo di un’auto elettrica, Ford Explorer, lo abbiamo seguito in Sardegna sfidando temperature che hanno sfiorato i 46 gradi, in quella Ogliastra cuore delle Blue zones per ripercorrere il dietro le quinte del suo ultimo docufilm, costruito incontrando chi lì vive da cent’anni. Le tappe? Il paese fantasma Gairo Vecchio, Ussassai con i suoi bastioni calcareo-dolomitici, Seui, il paese della musica, Seulo, dove vivono circa 38 ultracentenari: storie di persone e rituali quotidiani, raccontati in modo essenziale e umano. Quella longevità che vi abbiamo raccontato numerose volte e che in questa parte della Sardegna centro-orientale ha i volti segnati dal tempo di chi, spesso, il secolo di vita lo ha superato da tempo.

Giuseppe, quando parli del tuo viaggio in Ogliastra ne parli come di un’esperienza che ti ha segnato, a chi come noi decidesse di ripercorrere le tue orme cosa consiglieresti per entrare davvero in contatto con ciò che rende questa terra così unica?
È una terra ruvida, la Sardegna. Una terra diversa da tutte, dove il maestrale disegna le montagne, e il profumo di ginepro, elicriso e mirto accompagnano il tempo. Un tempo millenario, scandito da leggende e tradizioni custodite nei secoli. A guardarla dall’alto si riconosce la sua forma particolare, che richiama quella di un piede. Un’impronta lasciata da Zeus che, dopo aver creato il mondo, decide di lanciare in mezzo al mare gli ultimi pezzi di granito, basalto e le piante più profumate che aveva a disposizione. Ad attraversarla tutta, da nord a sud, si ha la sensazione di percorrere continenti diversi che messi insieme, incredibilmente, danno vita a un’isola in cui la natura e il tempo sembrano rallentare.

E in qualche modo, succede davvero. È in Sardegna, infatti, e in particolare in Ogliastra, che si trova una delle cinque Blue zone al mondo. In questa area viene custodita la formula della longevità, una formula fatta di cibo semplice e ingredienti genuini, natura incontaminata e un forte senso di comunità. Si racchiude qui il segreto dietro a un numero di centenari e centenarie fuori dal comune, da decenni oggetto di studi scientifici e ricerche. Anche noi, nel nostro piccolo, abbiamo voluto metterci letteralmente al volante per una ricerca tutta nostra.

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Alla scoperta della formula segreta della longevità © Ford

Più che di un viaggio parli di un’esplorazione. Come nasce l’idea del reportage “L’isola dei centenari: alla ricerca della formula segreta della longevità”?
L’idea (condivisa sin dalla genesi con Ford ndr) era realizzare un reportage intimo, fatto di conversazioni senza filtri, panorami incontaminati, e un viaggio alla scoperta di una terra sì ruvida, ma altrettanto preziosa. Un viaggio in elettrico, per rispettare ogni angolo di quest’isola antica e fiera. Strade che si arrampicano su montagne avvolte dal silenzio, paesini dove le piccole vie custodiscono le chiacchiere e le confidenze dei suoi abitanti, e accompagnano la quotidianità di una comunità che non sa vivere senza essere tale. Scenari diversi, panorami fatti di contrasti, natura selvaggia e autentica.

Abbiamo attraversato le case e le vite di persone straordinarie, nel senso più letterale del termine. Uomini e donne che, alla soglia dei cent’anni, hanno saputo trovare il senso più ampio di questa incredibile esperienza chiamata vita. Come vivere abbastanza a lungo da non avere paura del tempo che passa. Ho passato gli ultimi sei anni della mia vita in giro per il mondo. Ma poi ti ritrovi su un tratturo sterrato nel cuore del Supramonte ogliastrino. Il profumo di ginepro entra dal finestrino dell’auto e attorno c’è un silenzio così profondo che quasi fa rumore. È qui che improvvisamente realizzi che non serve andare tanto lontano per lasciarsi stupire; è qui che realizzi che ci sono storie incredibili anche a un passo da casa, o semplicemente aldilà del mare.

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Alla scoperta della formula segreta della longevità © Ford

Per chi non la conoscesse ancora puoi raccontarci cosa aspettarsi da questa parte meno nota della Sardegna?
Dimentica il mare cristallino, le spiagge dorate, i resort di lusso. C’è tutta un’altra Sardegna da scoprire, quella più ruvida e fiera. Una terra che sembra rimasta incastonata nel tempo, un tempo che qui sembra essersi fermato. Una terra dove compiere cent’anni è la normalità. Un percorso nato da una domanda semplicissima: che cos’è la felicità? Ma non pensare che io sia arrivato in Sardegna con la presunzione di trovare una risposta definitiva. Piuttosto, per aggiungere un tassello fondamentale, intimo e vicinissimo a questa mia ricerca. Il mio viaggio punta dritto verso l’Ogliastra, un piccolo angolo di paradiso, ruvido e selvaggio, che ospita una delle sole cinque Blue zone del pianeta. Attraverso questa terra, aspra e autentica, muovendomi tra le strade dell’entroterra sardo senza profanarne il suo silenzio millenario.

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Alla scoperta della formula segreta della longevità © Ford

Ci racconti la tua prima tappa a Sennori, dove ogni anno per il Carnevale i Gigantes sono i protagonisti della grande sfilata dei carri allegorici e delle maschere della tradizione sarda?
Tutto comincia proprio a Sennori, dove i Gigantes sono una delle rappresentazioni più affascinanti e imponenti dell’isola. Figure monumentali, ricoperte di pesanti pelli scure, che avanzano con passi ritmici e cadenzati al suono pesante dei campanacci che portano indosso. Sembra di assistere a un rito primordiale. Ma la vera bellezza è proprio l’incontro umano che si nasconde dietro il mistero: una volta tolte le maschere, dietro quei colossi compaiono i volti di ragazzi giovanissimi, fieri di custodire la propria identità. Un incontro che mi ha ricordato quanto questa terra sia legata alle sue radici e, allo stesso tempo, incredibilmente generosa nel condividerle.

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Alla scoperta della formula segreta della longevità © Ford

Un viaggio che non vuole essere un semplice reportage alla ricerca della formula magica per la giovinezza, corretto?
Ciò che ho cercato di documentare addentrandomi nell’Ogliastra, è la risposta sincera a una domanda semplice: come si arriva a cent’anni mantenendo lucidità, ironia, relazioni e, soprattutto, una contagiosa voglia di vivere? Ho voluto entrare nelle loro case, mangiare con le loro famiglie, ascoltare i loro ricordi e provare a osservare il mondo attraverso i loro occhi. Non per capire come vivere più a lungo, ma per capire come vivere abbastanza a lungo da non avere paura del tempo che passa. Incontri sorprendenti, strade di montagna e silenzi assordanti.

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Alla scoperta della formula segreta della longevità © Ford

Raccontaci dell’incontro a Brunei con la centenaria Maria Antonietta, cent’anni “solo sulla carta” come hai raccontato nel tuo reportage
Il viaggio riparte da qui, da Baunei: un paesino arroccato sul costone di una montagna che ha tutta l’aria di essere un tipo fiero, silenzioso, che non vuole piegarsi alla fretta del mondo moderno. Caricato l’Explorer inizia la discesa verso la costa di Santa Maria Navarrese, come se stessi camminando in punta di piedi. Nessun rumore, il motore elettrico asseconda il silenzio intimo di questo luogo sospeso tra roccia e mare. Sono pochi chilometri di curve e tornanti su una strada scolpita nella pietra, dove la durezza del Supramonte lascia gradualmente spazio al blu del Tirreno.

Mi destreggio tra le vie anguste del paese, curioso ed entusiasta di andare a incontrare un secolo di storia. A custodirla, con disarmante ironia e dolcezza, è Maria Antonietta. Cent’anni solo sulla carta. Maria mi parla dei suoi amori passati, della memoria della guerra, di un’esistenza dura, a tratti spietata, che però non è mai riuscita a spegnere la sua spiccata ironia. Nei suoi racconti non c’è traccia di autocommiserazione o rimpianto. Si percepisce invece il valore profondo della semplicità e del sacrificio, e la forza rara di chi ha fatto pace con il proprio passato, salvando solo ciò che conta davvero. È la saggezza di chi ha camminato tanto e ha capito che, per andare lontano, bisogna sapersi muovere con leggerezza.

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Urzulei e l’incontro con Battistina e Maria, centodue anni ciascuna. A proposito della ricetta per vivere più a lungo…
Lasciata la costa di Santa Maria Navarrese, ci siamo spinti verso il cuore più aspro dell’Ogliastra. Il profumo di salsedine ora si mischia a quello selvatico del timo, e in poco meno di dieci minuti mi ritrovo sospeso tra pareti di roccia verticali e una natura selvaggia e incontaminata. È questa la strada che mi porta fino a Urzulei. Qui incontro due donne centenarie, Battistina e Maria, centodue anni ciascuna. Duecentoquattro anni di vita in due.

Il bagaglio che si portano dietro è immenso, e in un secolo di vita è inevitabile che alcuni dettagli finiscano per perdersi: si dimenticano luoghi, date, volti di chi è stato solo di passaggio. Certe cose sbiadiscono, ma mai quelle importanti. Ci sono legami che rimangono ancorati per sempre, capaci di lasciare un vuoto che il tempo non riesce a colmare. Quando chiedo a Maria cosa le manchi del suo passato, mi risponde senza alcuna esitazione: “I miei genitori”. Trovo incredibile pensare che a centodue anni, il vuoto lasciato da una madre e da un padre sia ancora lì.

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Giuseppe, un’ultima domanda: qual è la lezione sulla felicità che ti ha lasciato questo viaggio in Ogliastra?
Prima di partire per questo viaggio con Ford, immaginavo che il segreto della longevità di questa Blue zone fosse custodito in qualcosa di straordinario: una genetica miracolosa, una dieta particolare, una formula impossibile da replicare. Invece ho trovato persone che hanno costruito la propria vita attorno a cose semplicissime: relazioni autentiche e piccoli rituali quotidiani. Nessuna di loro sembra preoccupata del tempo che passa, né ossessionata dall’idea di raggiungere i cento anni: sono semplicemente troppo impegnate a stare bene per curarsi di quello che viene dopo.

Ho capito che la longevità non è un traguardo da tagliare per forza, ma la conseguenza naturale di un’esistenza vissuta con equilibrio, curiosità e di quei legami profondi che tengono ancorati al presente. In un mondo che corre sempre più veloce, questo piccolo angolo di paradiso ruvido e selvaggio mi ha restituito una verità tutt’altro che scontata: per andare davvero lontano, non serve accelerare. Serve solo saper rallentare il passo per godersi davvero la strada.

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