Tutti gli esperti concordano sul fatto che il sole sia il principale responsabile dell'invecchiamento della pelle. Tuttavia, non è l'unico. Esiste anche un invecchiamento provocato dalla combinazione di alte temperature, radiazioni UV e radicali liberi, che si traduce in una pelle più spenta, disidratata, rilassata, con macchie, rughe e una texture meno uniforme. È ciò che viene definito heat aging, ovvero invecchiamento termico.
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Si tratta del danno progressivo che la nostra pelle subisce a causa dell'esposizione cronica alle alte temperature. Parliamo di quella sensazione di pelle "bruciata" o "cotta al forno". "La nostra pelle ha una temperatura fisiologica di circa 33 °C; quando questa temperatura aumenta bruscamente, si innesca una cascata di reazioni infiammatorie silenziose a livello cellulare che, nel lungo periodo, ci fanno invecchiare tanto quanto i raggi UV", spiega la farmacista Teresa Bueno.
In altre parole, è l'invecchiamento della pelle associato al calore: "Non parliamo più soltanto del sole, ma di come il calore stesso possa provocare alterazioni cutanee che, a loro volta, causano effetti collaterali a medio e lungo termine, come perdita di tonicità, cambiamenti del colorito, comparsa di rughe e sottili linee d'espressione…", spiega Raquel González, cosmetologa e fondatrice di Byoode.
Quali fattori sono alla base dell'Heat Aging?
Luce infrarossa: principalmente, "la radiazione infrarossa A (IR-A) emessa dal sole, quella che ci dà la sensazione di "calduccio" e che, a differenza dei raggi UV, penetra fino agli strati più profondi della pelle (l'ipoderma)", sottolinea Teresa Bueno.
Altre fonti di calore: anche le fonti di calore quotidiane contribuiscono al fenomeno: "L'asfalto rovente in estate, il phon o il forno vicino al viso, le saune e persino il trascorrere molte ore accanto a stufe o schermi che emettono calore", avverte la farmacista.
Quali conseguenze negative ha l'Heat Aging sulla pelle?
L'aumento della temperatura cutanea attiva in modo incontrollato alcuni enzimi chiamati metalloproteinasi o MMP, che "agiscono letteralmente come delle "forbici", tagliando e distruggendo le nostre fibre di collagene ed elastina", spiega Teresa Bueno. Quali sono le conseguenze?
- Perdita di tonicità: il calore accelera la degradazione delle fibre di collagene ed elastina. Di conseguenza, "la pelle cede e compaiono rughe premature", secondo la farmacista.
- Rossore cronico: "il calore dilata notevolmente i vasi sanguigni, peggiorando la rosacea", prosegue l'esperta.
- Macchie: il calore stimola i melanociti (le cellule responsabili della pigmentazione e della protezione della pelle); per questo motivo "patologie come il melasma peggiorano notevolmente con il semplice calore, non soltanto con la luce", avverte Bueno.
- Disidratazione estrema: "il calore provoca l'evaporazione dell'acqua transepidermica, compromettendo la barriera cutanea e lasciando la pelle ruvida, spenta e con un colorito grigiastro, privo di luminosità", spiega Teresa Bueno.
- Infiammazione silente: "il calore tende a provocare sudorazione e disidratazione, associate all'indebolimento della funzione barriera. Quando la pelle è esposta ripetutamente a questa condizione, aumenta l'infiammazione silente, che la indebolisce e riduce la longevità cellulare", afferma Estefanía Nieto, direttrice dermocosmetica di Medik8.
- Danni al DNA: se l'esposizione al calore è intensa e prolungata nel tempo, può arrivare a stressare le cellule e perfino a danneggiare il DNA. In questo caso, il deterioramento è paragonabile a quello causato dal fumo o dal consumo di alcol.
Quali accorgimenti adottare al mattino per prevenire l'Heat Aging
La chiave è "rinfrescare" e "proteggere" la pelle. "In farmacia consigliamo sempre di portare con voi uno spray di acqua termale lenitiva, da tenere in borsa o in frigorifero, per abbassare la temperatura della pelle durante la giornata. È inoltre fondamentale evitare, per quanto possibile, le fonti di calore diretto. Dal punto di vista cosmetico, poi, c'è un abbinamento irrinunciabile: scegliere sempre fotoprotettori che specifichino la protezione contro la radiazione infrarossa A (IR-A) e applicare sotto un valido scudo antiossidante", consiglia Teresa Bueno.
Quali antiossidanti non possono mancare nei vostri cosmetici per combattere l'Heat Aging
- Vitamina C: è il grande "pompiere". "Neutralizza i radicali liberi generati dallo stress termico e stimola la sintesi di nuovo collagene per compensare quello che il calore sta distruggendo. Inoltre, impedisce che la pelle si ossidi e perda la sua naturale luminosità", spiega Teresa Bueno. Inoltre, "ha una marcata azione antinfiammatoria, che aiuta la pelle a recuperare quando ha perso idratazione ed è comparsa un'infiammazione", aggiunge Irene Serrano, direttrice dermocosmetica di Dermalogica.
- Vitamina E (tocoferolo): è la partner ideale della vitamina C. "Essendo un antiossidante lipofilo (affine ai grassi), protegge le membrane cellulari affinché il calore estremo non le "sciolga" né le ossidi (quello che chiamiamo perossidazione lipidica), mantenendo la pelle flessibile ed elastica», afferma Teresa Bueno. Inoltre, "apporta comfort alla pelle quando è più secca o stressata. Nell'heat aging è fondamentale perché fornisce lipidi che favoriscono il mantenimento e la riparazione della funzione barriera, indispensabile per trattenere l'umidità nei tessuti", sottolinea Raquel González.
- Acido ferulico: è un antiossidante molto potente che agisce come una guardia del corpo delle vitamine C ed E, stabilizzandole. "Contro l'heat aging funziona come uno scudo termico ad alte prestazioni, assorbendo parte del danno ossidativo e raddoppiando la resistenza della pelle alle aggressioni ambientali", spiega Teresa Bueno.
- Niacinamide (vitamina B3): "ha un elevato potere antinfiammatorio, per cui calma il rossore e la vasodilatazione provocati dall'aumento della temperatura. Inoltre, ripara la funzione barriera della pelle, evitando la perdita d'acqua", spiega la farmacista. Aiuta anche a uniformare il colorito e, "nella pelle esposta al calore, migliora la resistenza cutanea e riduce l'aspetto spento", aggiunge Raquel González.
- Estratto di tè verde: è ricco di polifenoli e antiossidanti. "Il suo grande "superpotere", grazie al composto EGCG, è quello di essere uno dei pochi attivi botanici che ha dimostrato di inibire direttamente l'azione delle metalloproteinasi (gli enzimi che distruggono il collagene a causa del calore), oltre ad avere una profonda azione lenitiva", afferma Teresa Bueno. Inoltre, "contro l'heat aging aiuta a modulare l'infiammazione, protegge dai radicali liberi e contribuisce a mantenere la pelle in condizioni migliori", aggiunge Raquel González.
Cosa applicare prima: l'antiossidante o la protezione solare?
Una buona routine anti-heat aging dovrebbe prevedere l'applicazione dell'antiossidante come primo passaggio, seguita da un fotoprotettore dotato di una tecnologia specifica contro la radiazione infrarossa A (IR-A).
"La regola d'oro è applicare l'antiossidante sulla pelle pulita. Il siero antiossidante deve penetrare nell'epidermide per agire "dall'interno", neutralizzando i danni a livello cellulare. La protezione solare va sempre applicata per ultima nella routine del mattino: è la nostra "armatura" esterna, lo strato che rimane sulla superficie della pelle per riflettere e assorbire i raggi e il calore prima che penetrino", spiega la farmacista.
Come contrastare l'heat aging durante la notte
Di notte è il momento di ricoverare la pelle in una vera e propria "terapia intensiva cosmetica".
"Per prima cosa dobbiamo riparare la funzione barriera e reintegrare rapidamente l'acqua perduta con attivi come acido ialuronico, ceramidi, pantenolo o centella asiatica. Una volta che la pelle sarà nuovamente forte, calma e non più reattiva, potremo introdurre nella routine serale attivi trasformativi per rinnovare la texture irregolare e stimolare la produzione di collagene. Qui i protagonisti assoluti sono i retinoidi (retinolo, retinal...), i peptidi e gli idrossiacidi, sempre introdotti gradualmente per evitare irritazioni e restituire alla pelle compattezza, luminosità e uniformità", conclude Teresa Bueno.
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