Ospedale San Camillo, parcheggiare per lavorare diventa un lusso?

Secondo quanto segnalato dai lavoratori, i posti disponibili alla tariffa convenzionata di 310 euro annui coprirebbero circa il 20% dei dipendenti, prevalentemente personale turnista. Per gli altri, raggiungere quotidianamente l’ospedale in automobile significa affrontare una spesa che può arrivare a diverse centinaia di euro all’anno

TRENTO. Tariffe agevolate solo per una minoranza del personale, mentre per gli altri la sosta rischia di trasformarsi in una stangata. 

E' la situazione che stanno vivendo i dipendenti dell'Ospedale San Camillo di Trento denuncata anche dai segretari dei sindacati  Alberto Bellini, Giuseppe Pallanch e Giuseppe Varagone  di Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fp del Trentino. 

Secondo quanto segnalato dai lavoratori, i posti disponibili alla tariffa convenzionata di 310 euro annui coprirebbero circa il 20% dei dipendenti, prevalentemente personale turnista. Per gli altri, raggiungere quotidianamente l’ospedale in automobile significa affrontare una spesa che può arrivare a diverse centinaia di euro all’anno.

Per le tre sigle sindacali “le agevolazioni esistenti rappresentano una risposta utile, ma insufficiente rispetto alle necessità del personale. Il problema riguarda tutti i lavoratori che non dispongono di un’alternativa concretamente praticabile all’automobile”.

Un difficoltà di non poco conto in una fase in cui il costo della vita erode il potere d’acquisto delle retribuzioni. 

“Chi arriva da fuori città – hanno spiegato Cgil, Cisl Fp e Uil Fp - deve conciliare il lavoro con la cura dei figli o affronta orari incompatibili con il trasporto pubblico non può essere penalizzato. Per molti dipendenti l’automobile è una necessità concreta. Le politiche di mobilità devono partire anche da queste condizioni reali”.

I sindacati sottolineano il contributo quotidiano di tutto il personale del San Camillo al sistema sanitario trentino: professionisti che garantiscono assistenza, prestazioni e continuità dei servizi e che chiedono condizioni sostenibili per poter raggiungere il luogo di lavoro. “Si parla continuamente - spiegano - di valorizzazione del personale e di attrattività della sanità. Questa attenzione deve tradursi anche in risposte ai problemi quotidiani. Non si può chiedere ai lavoratori professionalità, disponibilità e responsabilità, trascurando difficoltà che incidono direttamente sul loro reddito e sull’organizzazione familiare”.

La richiesta è quella di alternative accessibili ed effettivamente compatibili con gli orari di servizio e le esigenze delle persone. I sindacati chiedono l’apertura urgente di un tavolo di confronto con il Comune di Trento e la direzione dell’Ospedale San Camillo, coinvolgendo gli enti competenti, per ampliare la disponibilità dei parcheggi agevolati, estendere le convenzioni a una platea più ampia di dipendenti e individuare ulteriori aree di sosta a costi sostenibili.

“Le soluzioni devono ampliare le tutele e dare risposte anche a chi oggi resta escluso. Chiediamo impegni precisi e tempi certi: il problema è noto ai lavoratori e merita una risposta concreta da parte delle istituzioni e della Direzione. Il personale del San Camillo merita ascolto, rispetto e risposte” concludono Cgil, Cisl Fp e Uil Fp