Palermo, l'orgoglio e la forza di Inzaghi

Vittoria in rimonta a Empoli. La capolista s'impone con i gol di Pohjanpalo, Palumbo, Johnsen e Palumbo. Il secondo generoso rigore concesso alla squadra di Andreoletti rimette in gioco i toscani. Poi Cassandro sigilla tre punti preziosi. Ma il tecnico rosanero sottolinea anche gli errori della squadra incapace di chiudere il match del "Castellani"

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L’orgoglio e la forza di una grande squadra. Sono bastati pochi minuti al Palermo per capovolgere l’incredibile andamento di una partita che aveva tutte le premesse per trasformarsi da trionfo in disfatta. Non tanto per il fortuito rigore che aveva permesso al debuttante Andreoletti di passare in vantaggio grazie alla perfetta esecuzione dagli undici metri di Saporiti; quanto piuttosto per l’interminabile serie di occasioni non concretizzate, per i legni colpiti, altrettanto clamorosi, e per gli interventi prodigiosi di Seghetti, il portiere dell’Empoli, costretto infine ad arrendersi a Pohjanpalo, Palumbo e Johnsen. Il rigore, generoso, concesso per il fallo su Shpendi e fatto ripetere da Marinelli, ha permesso a Popov di rimettere in gioco l’Empoli togliendo gloria a Fortin e  proiettando il match verso un finale palpitante. Ci pensa poi Cassandro a bucare ancora la difesa toscana e a consolidare il primato. Una vittoria, dunque, giusta, sia pure sofferta a causa di imprecisioni evitabili. Ed è proprio questo aspetto, evidentemente, a impedire a Inzaghi di gioire oltre misura, nonostante il merito di aver risistemato tatticamente la squadra attraverso cambi rivelatisi fondamentali per portare a casa un risultato tutt’altro che scontato. Il Palermo, comunque, è padrone del campo, spinto dagli impareggiabili tifosi siciliani, arrivati in tremila a popolare gli spalti: un ulteriore elemento che dà la misura delle potenzialità di questa squadra. Certo, perfettibile, ma tonica e arrembante dopo una lunghissima e inconsueta sosta. Proprio per questo, merita di essere sostenuta con fiducia e con quel sorriso che stavolta non illumina il volto di Inzaghi, ma che, nel suo animo, certamente c’è. Consapevole che la strada verso la Serie A rimane lunga e tortuosa, il tecnico piacentino sa perfettamente che il suo Palermo l’ha imboccata con decisione e caparbietà, dimostrando una duttilità tattica e una mentalità che, in un torneo logorante, non sono variabili di poco conto. Si vince un passo alla volta, consolidando certezze. Ecco perché, al di là di qualche perplessità, anche Pippo gioisce dentro di sè per questo fondamentale successo, capace di far sognare non soltanto i tifosi assiepati e gaudenti sugli spalti del “Castellani”!

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