Papa Leone, l'appello per la pace al Meeting di Rimini: "Questa è l'ora della responsabilità"

È stato accolto dall'entusiasmo di 60 mila persone Papa Prevost al Meeting di Rimini.

Il tradizionale appuntamento agostano di Comunione e Liberazione ha visto doo 44 anni di un nuovo un pontefice protagonista.

E Papa Leone non ha deluso le aspettative, dicendo parole quanto mai significative soprattutto per la pace:

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“Rispettatevi gli uni gli altri per costruire la pace”

Il discorso del Papa ai ragazzi di Comunione e Liberazione

Papa Leone ha parlato brevemente a braccio nell’incontro con i ragazzi di CL nel villaggio a loro dedicato.

“Ascoltate un momento: anni fa, San Giovanni Paolo II disse che il mondo di oggi ha bisogno di qualcosa, che è la comunione. Lo possiamo ripetere anche oggi. Rispettate gli uni gli altri per costruire la pace, il mondo ha bisogno di voi. Siate sempre fedeli a Gesù Cristo”.

Leone è stato travolto dall'entusiasmo dei ciellini. "Ma gli applausi più forti - ha avuto modo di dire il Pontefice - fateli per Gesù Cristo, siamo tutti suoi discepoli”:

“Ci sono tante opportunità qui per riflettere sulla vita, sulla società, sulla fede e l’amore: è la forza che veramente può cambiare il mondo. Il nostro cuore non deve essere mai chiuso. Cerchiamo la strada per costruire un mondo di pace e di amore. Vedrete che potremo costruire davvero un mondo di pace e di amore”

L'incontro con Louis "Blue Lou" Marini

Il Papa, al Meeting di Rimini, ha potuto salutare anche Louis “Blue Lou” Marini, il sassofonista statunitense che ha partecipato al film del 1980 ‘Blues Brother’.

Robert Francis Prevost da giovane è stato un suo fan.

Le parole del presidente di Comunione e Liberazione

Il presidente del Meeting di Rimini, Bernard Scholz, ha accolto Papa Leone al Meeting di Rimini con queste parole:

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“Con tutto il cuore, benvenuto tra noi! A nome di tutti i partecipanti e dei 3.000 volontari, a nome dei relatori, curatori e artisti e di tutti sostenitori del Meeting, desidero esprimerLe la nostra immensa gratitudine per la Sua presenza e la nostra profonda gioia di poterLa accogliere oggi qui tra noi, pieni di trepidazione e consapevoli di essere, ancor prima, accolti da Lei”

Bernard Scholz, poi, ha ricordato la visita di Papa Giovanni Paolo II a Rimini: 

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“Quando San Giovanni Paolo II visitò il Meeting nel 1982, ci consegnò il compito di costruire, attraverso questa amicizia, la civiltà dell'amore. Abbiamo cercato di seguire questa consegna con tutto il nostro cuore scoprendo in modo sempre più tangibile che quell’Amore, che Dante contempla nella Divina Commedia, e da cui prende il titolo questa 47ª edizione, è la vera forza che regge la vita e la storia. Questo stesso Amore che si strugge per unire uomini e popoli è stato evocato al Suo ingresso dal coro Yasmeen di Gerusalemme - che riunisce giovani di religioni e culture diverse - insieme al coro di Comunione e Liberazione di Rimini

Scholz poi ha citato la prima enciclica di Papa Leone, 2Magnifica Humanitas":

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Santità, fin dall'inizio del Suo pontificato, e in modo particolare nella Sua enciclica 'Magnifica humanitas', Lei ci invita ad impegnarci nella costruzione di quella città fraterna che trova in Gerusalemme il suo grande ideale. La voglio assicurare che desideriamo contribuire con tutti noi stessi alla costruzione di questa città e seguire il Suo incessante invito a 'custodire l’umano' in questo cambiamento d’epoca”

L'ora della responsabilità

Papa Leone, dal canto suo, ha spronato il popolo di CL:

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“Ringraziamo il Signore per questa eredità viva, che vi dà una grande responsabilità storica, nella comunione più grande della Chiesa, a servizio di un’umanità che ha fame e sete di giustizia. Come ci ha insegnato il Concilio Vaticano II, infatti, le gioie e le speranze, le tristezze e le angosce degli uomini d’oggi, dei poveri soprattutto e di tutti coloro che soffrono, sono pure le gioie e le speranze, le tristezze e le angosce dei discepoli di Cristo, e nulla vi è di genuinamente umano che non trovi eco nel loro cuore. Sì, cari amici, è l’ora della responsabilità, specialmente per chi molto ha ricevuto da una millenaria tradizione di fede che si fa cultura”

Particolarmente significative, poi, le parole che il Papa ha dedicato al tema della pace:

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“Anche oggi la pace è custodita e diffusa da persone che amano incontrarsi e non temono di confrontarsi. Papa Francesco, con l’enciclica Fratelli tutti, ci ha insegnato a coltivare l’amicizia sociale, che rappresenta il volto pubblico, dinamico e concreto della fraternità. Riconoscendoci, infatti, nella dignità di figli di Dio, veniamo a contatto con ciò che accomuna originariamente gli esseri umani, al di là di ogni diversità, separazione o conflitto”

Prevost ha sottolineato che “possiamo immedesimarci l’uno nell’altro, ascoltarci e diventare amici, tra persone e quindi anche tra popoli. Prima di confini, definizioni e istituzioni, ci sono sempre le persone”:

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“Seguire Gesù Cristo dopo le tragedie e le ripartenze del XX secolo implica una lucida consapevolezza: il male non si combatte col male. Come in cielo, così in terra l’amore è la legge della vita, il metodo della redenzione, del Messia crocifisso. Al falso realismo, che riarma le menti,le  parole e le nazioni, la cultura cattolica ha oggi da opporre il realismo della misericordia, per il quale non possono esistere nemici e tutti, anche gli avversari, sono fratelli e sorelle da guardare negli occhi e incontrare nella verità”