Parroco arrestato per abusi a Corato, ascoltati tredici testimoni: uno avrebbe confermato i "metodi" del prete

Il sacerdote interrogato ha reso una dichiarazione spontanea: "Fiducia nella giustizia"

Parroco arrestato per abusi a Corato, ascoltati tredici testimoni: uno avrebbe confermato i "metodi" del prete

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mercoledì 14 ottobre 2026, 12:48 - Ultimo aggiornamento: 12:49

Non soltanto il racconto della vittima. Anche uno dei tredici testimoni ascoltati dalla Squadra mobile di Bari avrebbe confermato i metodi utilizzati da don Vito Martinelli, l’ex parroco della chiesa del Sacro Cuore di Corato finito agli arresti domiciliari sabato con l’accusa di violenza sessuale aggravata dall’abuso di autorità. Il sacerdote, 56 anni, dovrà comparire oggi davanti al gip del Tribunale di Trani, Domenico Zeno, per l’interrogatorio di convalida.

A fornire ulteriori elementi agli investigatori è stato un altro parrocchiano, che ha raccontato di aver ricevuto messaggi dal sacerdote, consegnando agli agenti anche gli screenshot delle anteprime delle conversazioni.

Secondo quanto riportato oggi dalla “Gazzetta del Mezzogiorno”, don Martinelli lo avrebbe inizialmente contattato attraverso Whatsapp, per poi spostare la conversazione su Telegram, impostando la cancellazione automatica dei messaggi. A quel punto gli avrebbe rivolto domande sulla sua «vita intima», arrivando a proporgli di «guardare insieme» alcuni video pornografici.

Un comportamento che, secondo il gip, richiamerebbe quello descritto dalla persona offesa. Nell’ordinanza il giudice parla infatti di «un modus operandi già visto nel caso [della vittima]», osservando come la testimonianza dimostrerebbe che «non si trattava di un fatto limitato». Un elemento che si aggiunge al racconto dal quale ha preso avvio l’inchiesta, giudicato dallo stesso gip «coerente, costante e dettagliato».

Questa mattina intanto si è svolto l'interrogatorio di garanzia dinanzi al gip del tribunale di Trani, Domenico Zeno. «Il mio assistito ha reso una dichiarazione spontanea e breve manifestando la sua innocenza e la sua fiducia nei confronti della giustizia». Lo ha dichiarato all'Ansa Rinaldo Alvisi che con Salvatore D'Aluiso, difende il parroco di 56 anni arrestato sabato scorso dalla polizia a Corato (Bari) per violenza sessuale aggravata dall'abuso di autorità, e atti di violenza ai danni di un ragazzo che fa parte della comunità parrocchiale che il sacerdote ha guidato fino all'anno scorso.  «Aspettiamo l'incidente probatorio in cui sarà sentito il querelante - prosegue l'avvocato - per espletare l'azione difensiva». Il provvedimento cautelare è stato emesso su richiesta della Procura di Trani che ha coordinato le indagini degli agenti della squadra mobile di Bari. Le indagini sono iniziate dopo la denuncia della vittima, all'epoca dei fatti era già maggiorenne, che ha raccontato di aver subito attenzioni e molestie sessuali dall'indagato, tra la fine del 2024 e l'inizio del 2025. La denuncia della presunta vittima di violenze, è stata supportata da testimoni ascoltati dagli inquirenti: si tratta di parrocchiani e amici con cui il ragazzo si era confidato nel corso del tempo. Secondo l'accusa, il sacerdote, guida spirituale del giovane, avrebbe carpito la sua fiducia costringendolo a subire atti sessuali. (

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