Peppino Di Capri, spunta il testamento "strano". La prima moglie: «Sarà un disastro, peggio degli Agnelli»

A due mesi dalla scomparsa di Peppino Di Capri, avvenuta l'11 luglio a Villa Castiglione dopo una lunga malattia, la partita più delicata della sua eredità comincia ora, e promette scintille. A riaprire il caso è la voce di chi con l'artista ha condiviso una parte di vita prima di separarsene: Roberta Stoppa, 86 anni, prima moglie del cantautore e madre del suo primogenito Igor, che in un'intervista al Corriere della Sera ha messo nero su bianco dubbi e tensioni che covavano da tempo.

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Il testamento "strano"

Al centro della vicenda c'è un documento che, secondo Stoppa, non convince fino in fondo. «Ha lasciato uno strano testamento, scritto male. Gli avvocati stanno studiando... Vedremo se ci sono stati condizionamenti, forzature», ha dichiarato l'ex modella, oggi 86enne. Parole che aprono a uno scenario tutt'altro che scontato: se dall'analisi legale dovessero emergere anomalie, la strada verso un'impugnazione - e quindi verso un contenzioso lungo e mediaticamente esposto - sarebbe tutt'altro che remota.

Il patrimonio e gli eredi

Gli eredi legittimi restano i tre figli dell'artista: Igor Faiella, nato nel 1970 dal matrimonio con Roberta Stoppa (celebrato nel 1961 e concluso con il divorzio), ed Edoardo e Dario, nati dalle seconde nozze con Giuliana Gagliardi, scomparsa nel 2019.

Essendo entrambe le mogli fuori dalla linea di successione - la prima per il divorzio, la seconda perché non più in vita - il patrimonio dovrebbe essere diviso in parti uguali tra i tre fratelli, cui spetterà anche la gestione futura del nome e dell'immagine del padre. Un'eredità che si regge su tre colonne: i diritti d'autore di un repertorio che include "Champagne" e continua a produrre incassi da radio, televisione e pubblicità; l'etichetta Splash, fondata dallo stesso Di Capri nel 1970 e custode dei master delle sue registrazioni; e il patrimonio immobiliare, con Villa Castiglione - la residenza sull'isola di Capri dove l'artista ha vissuto gli ultimi anni ed è morto - a fare da gioiello della corona, accanto a un appartamento a Napoli, zona Mergellina.

Contro l'immagine di una fortuna sterminata, l'ex moglie ridimensiona: «Peppino ha guadagnato meno di quello che si può immaginare e il suo patrimonio è stato comunque gestito male. Gli ultimi anni poi sono stati impegnativi relativamente alla gestione delle difficoltà legate alla sua salute». 

«Peggio della famiglia Agnelli»

Ma è sul clima familiare che le parole di Stoppa pesano di più. «Sarà un disastro, peggio di quello che è successo nella famiglia Agnelli», ha detto, evocando uno dei casi di successione più tormentati della cronaca italiana recente. E ha aggiunto un dettaglio non da poco: «Igor è andato a vivere in villa, a Capri, come è giusto che sia». Una frase che lascia intuire posizioni già consolidate sul terreno, prima ancora che le carte siano definitivamente chiuse.

Il racconto di Stoppa si spinge oltre il testamento, disegnando un quadro familiare segnato da distanze mai ricomposte: «Fra fratelli non c'è un bel rapporto. Diciamo pure, con chiarezza, che ci detestano. Io sono una spina nel fianco. E negli ultimi anni ci impedivano di incontrare Peppino». 


Ultimo aggiornamento: giovedì 10 settembre 2026, 14:36

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