Ogni volta che compare un brufolo dal nulla, può sembrare una cosa casuale e profondamente ingiusta – e di solito arriva puntualmente proprio nel giorno in cui, finalmente, hai un appuntamento per cui vale la pena uscire di casa. Ma la pelle non è caotica: comunica. Le imperfezioni sono spesso il modo in cui il corpo reagisce a ciò che sta accadendo sotto la superficie. E, purtroppo per quell’appuntamento, sei già alle prese con una relazione complicata, fatta di tira e molla – e non è con quella persona: è con i tuoi ormoni.
Certo, conosciamo il legame tra ciclo mestruale e ormoni e sappiamo che la pelle può cambiare a seconda della fase del ciclo, ma cosa succede più avanti nella vita? In particolare, durante la perimenopausa e la menopausa? Un momento la pelle è luminosa, docile e facile da gestire; quello dopo si riempie di imperfezioni come quella di un’adolescente imbronciata, si sfalda come pasta fillo o reagisce male a una crema idratante che fino alla settimana prima adorava.
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Ma prima di buttare nel cestino l’intero mobiletto del bagno, chiariamo una cosa: nella maggior parte dei casi, ciò che accade alla pelle nel corso della vita è normale. I cambiamenti ormonali non significano che ci sia qualcosa che “non va”; significano che il tuo corpo sta semplicemente facendo ciò che fanno i corpi. Il segreto è capire in quale fase ti trovi, a cosa sta reagendo la tua pelle e come prendertene cura nel modo giusto.
Per capire meglio abbiamo parlato con Alexis Granite, esperta di fama mondiale in dermatologia medica ed estetica, per scoprire come prendersi cura della propria pelle in tutte queste fasi – senza perdere la testa (o compromettere la barriera cutanea).
Come capire se si tratta di un problema ormonale
I problemi cutanei di origine ormonale tendono a seguire determinati schemi. «I segnali più comuni sono le imperfezioni lungo la mandibola o sul mento, le riacutizzazioni in concomitanza con il ciclo o problemi che compaiono all’improvviso, spesso in coincidenza con alcune fasi della vita», spiega la dottoressa Granite.
Possono inoltre comparire insieme ad altri sintomi: ciclo irregolare, vampate di calore, sbalzi d’umore e cambiamenti nei capelli e nel cuoio capelluto. La pelle raramente agisce da sola: fa parte di un più ampio dialogo ormonale.
«Se l’acne è persistente, dolorosa o lascia cicatrici, se la pigmentazione peggiora o se i cambiamenti della pelle sono accompagnati da sintomi come disturbi del sonno, vampate di calore o alterazioni del ciclo, è bene consultare un medico, perché potrebbe esserci un problema che va oltre gli ormoni», afferma la dottoressa Granite.
Il medico di base o il dermatologo possono valutare se sia opportuno ricorrere a farmaci, a una valutazione ormonale o a trattamenti come la terapia ormonale sostitutiva (TOS). Spesso, i risultati migliori si ottengono combinando la skincare con cambiamenti nello stile di vita e, quando necessario, con un supporto medico.
La perimenopausa e la pelle
Se la pubertà è stato il primo brusco risveglio, la perimenopausa è il sequel di cui nessuno ti aveva avvertito. Questa fase di transizione che precede la menopausa si verifica generalmente tra i 45 e i 55 anni.
«La perimenopausa e la menopausa possono essere tra le fasi più difficili per la pelle adulta», afferma la dottoressa Granite. «Gli estrogeni oscillano, causando imperfezioni, secchezza e sensibilità».
La produzione di collagene inizia a diminuire rapidamente (ancora più di quanto non stesse già facendo), la capacità di rigenerazione rallenta e la barriera cutanea diventa più facile da compromettere. Il risultato è una pelle che appare più sottile, più reattiva e, a tratti… quasi estranea.
È proprio in questa fase che molte persone vanno nel panico e cercano di correre ai ripari in modo eccessivo. E, anche se è più facile a dirsi che a farsi, non fatelo. Esfoliare troppo, utilizzare detergenti aggressivi e ricorrere a troppi principi attivi può peggiorare irritazioni e pigmentazione. Meglio, invece, ripristinare innanzitutto la barriera cutanea con creme idratanti più ricche, reintegrare i lipidi e utilizzare principi attivi scelti con cura e in modo strategico, anziché aggressivo.
La menopausa e la pelle
Dopo la menopausa, i livelli di estrogeni rimangono bassi, ma diventano più stabili. La pelle tende a diventare più secca, sottile e meno resistente, mentre le linee sottili e la texture risultano più evidenti.
«In questa fase, la perdita di collagene accelera, l’elasticità diminuisce e le linee sottili diventano più evidenti», spiega la dottoressa Granite. «Alcune donne notano una riduzione delle imperfezioni, ma una maggiore sensibilità, secchezza, prurito e una pelle più grinzosa». Non significa che la pelle stia cedendo: sta cambiando.
Una buona idratazione, la protezione solare e il sostegno della barriera cutanea diventano imprescindibili. I retinoidi possono continuare a essere preziosi, ma la tollerabilità conta più che mai rispetto alla massima concentrazione possibile. In questa fase, la strategia vincente è procedere lentamente, con costanza e nutrendo la pelle.
