Perdono la casa e dormono in auto nel parcheggio dell'ospedale: «Non riusciamo a trovare un alloggio per noi»

MESTRE - Gli stipendi che non bastano più, che nemmeno sommati riescono a sollevare le sorti del bilancio familiare. Le spese quasi insostenibili, aumentate nel corso degli anni: la casa, la macchina, la scuola dei piccoli, gli arretrati indispensabili. La perdita della casa, per una famiglia che aveva la residenza a Spinea, è stato l’inizio del dramma ma anche la punta dell’iceberg del più ampio tema dei redditi. Non si è trattato di un fatto legato ad una morosità, ma della cessazione di un contratto. Il prezzo da pagare però adesso è altissimo. Con i costi degli affitti che impennano e il numero sempre maggiore di case pensate solo per turisti o studenti, alla fine moglie e marito non sono riusciti a trovare una soluzione accessibile e sono finiti a vivere in auto, facendo ospitare la figlia minorenne da una parente. I due si riescono a far ospitare solo in occasioni straordinarie e passano la notte nel parcheggio dell’ospedale dell’Angelo. 


LA PERDITA DELLA CASA


«Siamo senza casa dal 10 settembre – spiega la donna – Eravamo in affitto con un contratto “3+2” che poi è stato stracciato, con l’immobile che dalla proprietaria è stato ceduto alla figlia. La decisione ci era stata comunicata con anticipo, non si è trattato di un imprevisto ed è stato tutto legale. Noi allora siamo dovuti uscire, ma non si è mai trattato di mancati pagamenti, siamo sempre stati in regola. Abbiamo tergiversato per un po’ perché non sapevamo come organizzarci diversamente e poi siamo ovviamente usciti – continua il racconto, amareggiata, la diretta interessata – Abbiamo cominciato a cercare soluzioni diverse, scandagliato tutte le possibili agenzie immobiliari della zona ma sono state quasi tutte delle porte in faccia, almeno per noi. Per qualche giorno abbiamo approfittato dell’ospitalità di qualche parente, poi è arrivata l’unica soluzione possibile – sospira la donna – Abbiamo portato nostra figlia minorenne a casa della nostra figlia più grande e io e mio marito siamo andati a vivere nella nostra macchina da un giorno all’altro. Abbiamo affittato due piccoli garage e ci abbiamo messo tutta la nostra vita dentro – precisa la madre, che si è rivolta anche agli assistenti sociali del Comune di Spinea – Abbiamo tentato tutte le soluzioni prima di arrivare a questo punto. Io lavoro nel settore del sociale, sono stagionale, mio marito ha un contratto a tempo determinato, ma non ce la facciamo a far quadrare i conti, non ce lo possiamo permettere. Noi abbiamo anche degli arretrati da pagare – prosegue il racconto la moglie – Non guadagniamo abbastanza per gli affitti che ci propongono e non abbiamo trovato soluzioni in tutti questi giorni. Nostra figlia non vive più con noi, che è un’enorme sofferenza. Noi paghiamo il parcheggio notturno in ospedale e dormiamo là. Per lavarci prima di andare al lavoro andiamo in autogrill. Io ho anche il diabete e dovrei fare una vita tranquilla, ma ci siamo scontrati con una realtà brutale. Alcune volte riusciamo a farci ospitare, ma non possiamo certo passare di divano in divano – continua la donna – Avevamo trovato una soluzione che poteva andare bene per i nostri guadagni e per la nostra soluzione e quando è svanita, ci siamo resi conto che le nostre finanze attualmente non riescono a garantirci una casa, anche per via della nostra condizione – racconta la moglie – Non pensavamo di trovarci in questa situazione a cinquant’anni e con una bambina che ora si trova ad essere spostata di casa in casa. Da quando abbiamo perso la prima soluzione, tutto è peggiorato. Era un equilibrio precario che ora si è incrinato. Eravamo una famiglia normale fino a quindici giorni fa. Sempre in tensione con i soldi ma potevamo avere una vita normale. Adesso il pensiero di poter trovare una casa che ci permetta di pagare un affitto e di poter arrivare a fine mese è diventato un incubo», conclude la donna. 

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