
Roma, 23 set. (askanews) – “Il presidente degli Stati Uniti ci ha definiti terroristi. Noi siamo stati vittime del terrorismo”: lo ha detto il presidente iraniano, Masoud Pezeshkian, all’inizio del suo intervento all’Assemblea generale dell’Onu tenuto all’indomani di quello di Donald Trump.
“Arrivo dall’Iran dove è stato assassinata la nostra Guida suprema”, ha aggiunto, mostrando una foto dell’ayatollah Ali Khamenei. “Dove è stata bombardata una scuola, vedete questi bambini?”, ha proseguito mostrando una foto di bambini uccisi negli attacchi israelo-americani: “Sono morti sotto le bombe americane e israeliane. Non avevano commesso alcun crimine”.
“Noi ci siamo solo difesi, non siamo terroristi”, ha rimarcato.
A quel punto la delegazione degli Stati Uniti ha lasciato l’aula dell’Assemblea generale dell’Onu durante il discorso del presidente iraniano.
“La nostra popolazione innocente è stata obiettivo di attacchi vigliacchi sferrati contro il nostro Paese. Ci siamo difesi con la massima determinazione. America e Israele ci hanno attaccato usando tecnologie all’avanguardia. Ci hanno colpito, ma non ci siamo piegati”, ha aggiunto il presidente iraniano.
“Abbiamo risposto, ma non abbiamo colpito popolazioni civili”, ha proseguito Pezeshkian, accusando Usa e Israele di “commettere un genocidio utilizzando le tecnologie che hanno a loro disposizione e poi etichettano gli altri come terroristi”.
“Siamo noi la fonte di instabilità? Noi vogliamo soltanto di vivere in modo indipendente – ha aggiunto – l’Iran non ha attaccato alcun paese o alcun territorio da 200 anni, ma ci siamo sempre difesi con fermezza. E ora veniamo accusati di essere una fonte di instabilità nella regione? Ci etichettano come terroristi?”
“Non desideriamo utilizzare il nostro potere per l’egemonia, né cerchiamo la nostra sicurezza nell’insicurezza degli altri”, ha rimarcato.
L’Iran non accetta che “la conoscenza nucleare sia appannaggio esclusivo di poche potenze” e vuole dotarsi di tecnologia nucleare “per il progresso, non per minacciare le società con le armi” ha quindi detto Pezeshkian, ribadendo nel suo intervento all’Assemblea generale dell’Onu la disponibilità di Teheran a negoziare “un accordo che offra alla comunità internazionale garanzie credibili sulla natura pacifica del programma iraniano, tutelando al contempo i diritti del popolo iraniano”.
“L’Iran respinge l’idea che la conoscenza nucleare sia appannaggio esclusivo di poche potenze. L’Iran non considera le armi nucleari una fonte di sicurezza, ma non rinuncerà mai al proprio diritto alla scienza, all’industria e all’energia a fini pacifici. Affermiamo nequivocabilmente: né armi nucleari, né privazione della conoscenza nucleare”, ha detto il presidente, rimarcando che “il dossier nucleare iraniano non può essere risolto sul campo di battaglia”.
“La soluzione risiede in un accordo che offra alla comunità internazionale garanzie credibili sulla natura pacifica del programma iraniano, tutelando al contempo i diritti del popolo iraniano”, ha aggiunto.