

Il Segretario di Stato americano Marco Rubio ha confermato che il presidente russo è stato invitato a partecipare al prossimo G20, che si terrà a dicembre a Miami. Il discorso durissimo del presidente iraniano che dice di voler aprire al dialogo, se non ci saranno altre minacce dalla Casa Bianca
Intervento di duro attacco quello del presidente iraniano Masoud Pezeshkian all’Assemblea Generale delle Nazioni Unite a New York. Nel suo discorso, tenuto all’indomani dell’intervento del presidente statunitense Donald Trump, Pezeshkian ha respinto con decisione le accuse rivolte a Teheran, rivendicando il ruolo del Paese nel contesto internazionale e denunciando le azioni di Stati Uniti e Israele.
Tensione sui cieli polacchi
Nuova escalation nella notte sul fronte orientale: la capitale ucraina è stata bersagliata da un fitto raid russo che ha provocato due morti e ventitré feriti, devastando magazzini e stazioni di servizio in diversi quartieri. L’attacco ha causato la sospensione del servizio ferroviario in tutta la città. Parallelamente, si registra una nuova provocazione ai confini della NATO: un elicottero militare russo Mi-8 ha sconfinato per 42 secondi nello spazio aereo polacco a nord di Braniewo. Le forze armate di Varsavia hanno immediatamente fatto decollare i caccia, definendo l’episodio un chiaro test di Mosca alla prontezza della difesa aerea dell’Alleanza.
23 Settembre 2026 - 20:51
Zelensky: «Perché Putin va fermato subito: pensate ancora sia un moderato?»
Dal palco dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite, a New York, Volodymyr Zelensky ha chiesto al mondo di fermare Vladimir Putin, definendolo il «Paziente Zero», colui da cui l’idea di guerra continua a propagarsi portando ovunque «dolore, instabilità, nuovi rischi». Per il presidente ucraino il capo del Cremlino «non può vivere senza guerra» e più libertà d’azione gli viene lasciata, «più il mondo diventa pericoloso per tutti gli altri».
Zelensky ha denunciato che Mosca impiega soldati di 47 Paesi e si è rivolto direttamente a quei governi: «Non consentite a Putin di trascinarvi in questa guerra». Una «follia», ha aggiunto, anche l’invio di truppe dalla Corea del Nord. Citando un post di Donald Trump su Truth Social, secondo cui la Russia avrebbe perso il controllo della propria industria del diesel, Zelensky ha parlato di una perdita «umiliante» per un membro permanente del Consiglio di Sicurezza. Poi i numeri: tra gennaio e agosto l’esercito russo avrebbe subito perdite per 248.960 unità, a fronte di poco più di 1.000 chilometri quadrati conquistati, cioè 248 persone per ogni chilometro. «Qualcuno pensa ancora che sia ragionevole e moderato?», ha chiesto.
Il leader di Kiev ha ringraziato gli alleati, spiegando che sanzioni e aiuti rafforzano l’Ucraina, mentre chi commercia con Mosca «concede a questa guerra più tempo». Per questo, ha insistito, «sono le finanze e la produzione della Russia a dover essere bloccate». Oggi la minaccia principale restano i missili balistici e i nuovi droni a reazione, e la risposta è Freya, un programma di difesa antibalistica a cui partecipano già dieci Paesi, tra cui l’Italia, pensato per essere più economico e producibile su larga scala. Infine l’avvertimento in vista dei mesi freddi: «L’inverno potrebbe essere duro per noi. E potremmo non avere altra scelta che renderlo duro anche per la Russia».
23 Settembre 2026 - 18:46
Tajani: «Discorso Iran molto duri: cambi toni»
Il discorso dell’Iran all’Assemblea Generale dell’Onu «è stato molto duro». Lo ha detto il ministro degli Esteri Antonio Tajani a New York. “Noi lavoriamo per una soluzione diplomatica, l’Iran deve usare toni diversi, deve rinunciare al percorso della costruzione dell’atomica”, ha aggiunto il titolare della Farnesina ribadendo c’è bisogno sempre di usare toni meno duri anche qui, per difendere le proprie posizioni”.
23 Settembre 2026 - 17:20
Rubio: «Abbiamo invitato Putin al G20»
«Abbiamo invitato il presidente Putin al G20 penso che sia un’opportunità per dialogare non solo con il presidente ma con altri leader spero che sia un invito che lui accetti». Lo ha detto Marco Rubio nella in una conferenza stampa dopo l’incontro oggi a margine dei lavori dell’Assemblea Generale dell’Onu con l’omologo russo, Sergei Lavrov, ripetendo che l’eventuale partecipazione del leader russo al vertice che si svolgerà a Miami a metà dicembre «sarebbe un’altra opportunità» di un incontro tra lui e Donald Trump. «Questo presidente è disposto a parlare con tutti, è un uomo d’affari che ragiona con buon senso, per risolvere problemi ti devi incontrare con le persone con cui sei disaccordo», ha detto ancora il segretario di Stato.
23 Settembre 2026 - 17:00
Pezeshkian: «Pronti a dialogo senza linguaggio della forza»
Dal palco dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite, a New York, il presidente iraniano Masoud Pezeshkian ha rivendicato la disponibilità di Teheran al confronto, ma escludendo qualsiasi trattativa sotto pressione. «Non dobbiamo permettere che il 21esimo secolo regredisca a un’epoca dominata soltanto dai potenti, dalle potenze prevaricatrici e dagli egemoni», ha dichiarato nel suo intervento, riportato dall’ANSA. Il leader iraniano ha messo in guardia dal rischio di un mondo in cui «la forza militare sostituisca la legittimità, il terrorismo prenda il posto della politica e dei negoziati, e la guerra soppianti il dialogo e la diplomazia». Poi l’apertura, con una condizione precisa: «L’Iran tende la mano al mondo. Siamo pronti al dialogo, alla diplomazia e ai negoziati, ma senza accettare il linguaggio della forza».
Nel seguito del discorso Pezeshkian ha chiamato in causa direttamente Donald Trump. «Non chineremo mai la testa né ci piegheremo. Trump e coloro che tentano di intimidirci devono capire che siamo pronti al dialogo e ai negoziati, ma senza accettare il linguaggio della forza», ha scandito. Rivolgendosi agli Stati Uniti, il presidente iraniano ha sostenuto che Washington ha «messo alla prova la forza e la fermezza dell’Iran», scoprendo che il Paese «non può essere costretto alla resa». Secondo Pezeshkian, l’Iran «non è mai stato aggressore, non ha mai scatenato una guerra e ha sempre dimostrato il proprio impegno al tavolo dei negoziati». In chiusura, un avvertimento: «Ci impongono la guerra, ma abbiamo dimostrato di non temere il combattimento e difenderemo il nostro amato Iran, la nostra patria fino all’ultimo respiro».
23 Settembre 2026 - 16:42
Pezeshkian e l'accusa a Israele: «Loro uccidono, a noi le sanzioni»
Il presidente iraniano Masoud Pezeshkian ha usato il palco dell’Assemblea generale dell’Onu, a New York, per denunciare quello che considera un trattamento diseguale riservato al suo Paese. Durante l’intervento ha mostrato le foto della guida suprema uccisa e quelle dei bambini morti nella scuola bombardata, accusando gli Stati Uniti di non rispettare il diritto internazionale. Poi è arrivato il confronto diretto con Israele, riportato dall’ANSA: «Le bombe atomiche e nucleari sono nelle mani di Israele, ma gli ispettori chiedono di venire in Iran. Israele uccide ma l’Iran è soggetto a sanzioni». Il leader di Teheran ha precisato che la sua non è una richiesta di privilegi: «Non chiediamo un trattamento speciale, ma paritario».
Nel discorso Pezeshkian si è soffermato anche sugli equilibri dell’area, sostenendo che spetti agli Stati della regione gestire le proprie crisi. «Le nostre questioni regionali devono essere risolte all’interno della regione stessa, dai paesi della regione, senza diventare un giocattolo nelle mani di aggressori esterni», ha dichiarato, secondo quanto riferito dall’agenzia. Il presidente ha poi aggiunto un passaggio sui rapporti con le potenze straniere: «Nessun rapporto con una potenza straniera può trasformarsi in uno strumento per minacciare i paesi vicini della regione».
23 Settembre 2026 - 16:30
Pezeshkian: «Resistenza Iran aumenterà di fronte a sanzioni e bulli»
«La resistenza dell’Iran aumenterà di fronte alle sanzioni e ai bulli». Ha detto il presidente iraniano Masoud Pezeshkian nel suo intervento all’assemblea dell’Onu.
23 Settembre 2026 - 16:26
La delegazione Usa esce dall'aula dopo l'attacco di Pezeshkian
La delegazione americana lascia l’aula dell’Assemblea dell’Onu dopo che il presidente iraniano Pezeshkian ha attaccato gli Stati Uniti.
23 Settembre 2026 - 16:10
Pezeshkian: «L'Iran è vittima del terrorismo»
Masoud Pezeshkian all’Assemblea Generale delle Nazioni Unite a New York non ha usato mezzi termini: Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ci ha definiti terroristi, ma l’Iran è vittima del terrorismo.
Mostrando all’aula la foto dell’ayatollah Ali Khamenei, ha aggiunto: «Arrivo dall’Iran, dove è stata assassinata la nostra Guida suprema».
Pezeshkian ha poi mostrato una seconda immagine raffigurante le vittime civili dei recenti raid: «Dove è stata bombardata una scuola, vedete questi bambini? Sono morti sotto le bombe americane e israeliane. Non avevano commesso alcun crimine. Noi ci siamo solo difesi, non siamo terroristi». E infine: «La resistenza dell’Iran aumenterà di fronte alle sanzioni e ai bulli».
23 Settembre 2026 - 14:20
Diplomazia al bivio: il gelo del Cremlino e il nodo riforme Ue
Mentre sul campo la tensione resta altissima, i riflettori della diplomazia internazionale sono puntati sull’Assemblea Generale delle Nazioni Unite a New York. A margine dei lavori è previsto un vertice tra il Segretario di Stato americano Marco Rubio e il ministro degli Esteri russo Sergej Lavrov, incontro che segue i colloqui tra Volodymyr Zelensky e Donald Trump incentrati su possibili negoziati e su un “pacchetto militare invernale”.
Dalla Russia, tuttavia, arriva una netta frenata. Il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, ha dichiarato che al momento «non esistono i presupposti per avviare negoziati di pace», accusando i paesi europei di proseguire la militarizzazione dell’Ucraina e definendo le aperture a una tregua energetica come «pura retorica». Nel frattempo, la Commissione Europea ha rinnovato l’invito a Kiev a proseguire sul percorso delle riforme anticorruzione e sullo stato di diritto: il rispetto degli accordi sbloccherà un pacchetto di aiuti finanziari pari a 20 miliardi di euro entro il 2026.
