La Regione Piemonte stanzia 900mila
euro per rafforzare la prevenzione della violenza sulle donne,
investire nella formazione delle operatrici dei Centri
antiviolenza e delle Case rifugio, contrastare le
discriminazioni legate al genere e alla disabilità e sostenere
le donne e le bambine vittime di mutilazioni genitali femminili.
"Proviamo - dice l'assessora alle Pari Opportunità, Marina
Chiarelli - a metterci nei panni di una donna che vive nella
paura, che magari ha dei figli da proteggere, che vorrebbe
andarsene ma si domanda dove potrà vivere, come riuscirà a
mantenersi e che cosa accadrà alla sua famiglia. Sono domande
concrete, che possono pesare quanto la paura stessa. Quando
quella donna trova la forza di chiedere aiuto, abbiamo il dovere
di farci trovare pronti. Per questo investiamo nella formazione
di chi accoglie, ascolta e accompagna le donne, perché anche una
parola, una risposta o un intervento tempestivo possono cambiare
il corso di una vita. Con questi 900mila euro rafforziamo la
rete dei servizi e prestiamo particolare attenzione a chi vive
condizioni di maggiore vulnerabilità, comprese le donne con
disabilità e le vittime di pratiche che violano la loro
integrità fisica e la loro dignità. Ma la nostra responsabilità
va oltre il momento dell'emergenza. Una donna deve poter contare
su una casa, su un lavoro, sulla possibilità di crescere i
propri figli in sicurezza e di tornare a progettare il domani. È
questa la direzione delle misure che stiamo portando avanti:
trasformare la protezione in autonomia, perché ogni donna possa
riprendere in mano la propria vita".
Le somme, provenienti da risorse statali per le Pari
Opportunità, andranno per circa 440mila euro alla formazione
delle operatrici, per circa 416mila alle iniziative per
contrastare la violenza e le discriminazioni fondate sul genere
e sulla disabilità, e per oltre 36mila per il contrasto delle
mutilazioni genitali femminili.
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