Pirlo: «Non sono più candidato al ruolo di ct, amarezza per le polemiche». Solidarietà dell’ambasciatore russo - L'Unione Sarda.it

Andrea Pirlo non sarà il ct della Nazionale. Lo ha scritto sui social lo stesso tecnico: «Ho appreso ieri sera di non essere più candidato alla panchina della nazionale italiana», si legge in un lungo post pubblicato questa mattina.

Il campione del mondo del 2006 è poi tornato sul caso Fonbet, non nascondendo la propria amarezza: «Dopo aver appreso ieri sera di non essere più candidato alla panchina della Nazionale italiana, ritengo doveroso chiarire alcuni aspetti. Negli ultimi giorni ho assistito con grande amarezza al dibattito che si é sviluppato intorno al mio nome e alla possibilità di ricoprire il ruolo di Commissario tecnico della Nazionale italiana - scrive Pirlo, riproponendo concetti espressi nel post della scorsa notte - Nel corso della mia carriera, prima da calciatore e oggi da allenatore, ho sempre svolto la mia attività nel pieno rispetto delle leggi dei Paesi in cui ho lavorato e dei contratti che ho sottoscritto. La collaborazione professionale oggetto delle recenti polemiche nasce nell'ambito del mio percorso lavorativo negli Emirati Arabi Uniti ed è esclusivamente di natura commerciale e sportiva - ribadisce Pirlo -. Attribuire a tale collaborazione un significato politico significa attribuirmi convinzioni che non ho mai espresso e che non mi appartengono».

Pirlo ha poi ringraziato Maldini e Leonardo «per la stima e la fiducia che mi hanno dimostrato. Conosco la loro competenza, la loro serietà e l'amore che hanno sempre dedicato al calcio italiano. Mi rammarica che una scelta di carattere sportivo sia stata rapidamente trascinata in un confronto pubblico - conclude Pirlo - che ha finito per attribuire alla mia persona significati e intenzioni che non mi appartengono. L'amore per l'Italia non dipende da un incarico. Fa parte della mia storia, della mia identità e continuerà ad accompagnarmi, sempre».

La solidarietà dell’ambasciatore russo

L’ambasciatore russo in Italia Alexey Paramonov ha espresso la sua «sincera e umana solidarietà» all’allenatore. «Rattrista constatare che, nonostante il suo contributo straordinario allo sport mondiale e all'immagine dell'Italia nel mondo, proprio nel Suo Paese, Lei sia oggi oggetto di ostracismo da parte di un establishment da molti definito 'pseudo-democratico'», ha scritto in una lettera aperta a Pirlo.

«La tua sorte – si legge ancora – è già toccata, negli ultimi anni, a migliaia di sportivi, di direttori d'orchestra, di musicisti, di artisti e registi russi, ai quali è stato impedito di esibirsi in Occidente».

Il futuro

«Adesso c’è da recuperare una brutta figura», è il commento telegrafico del ministro dello Sport Andrea Abodi. Sfumata l’ipotesi Pirlo, dopo i no di Guardiola e Ancelotti, potrebbe saltare anche Paolo Maldini. Il direttore tecnico della Nazionale aveva legato il suo incarico a un nuovo progetto che non è stato possibile avviare, per via del rifiuto in particolare di Guardiola e delle pressioni politiche che hanno portato ad accantonare la pista Pirlo. E dunque potrebbe dimettersi. Secondo i media il sostituto più plausibile sarebbe Giorgio Chiellini, e in quel caso Antonio Conte tornerebbe in pole come ct. Un ritorno all’usato: usato sicuro, certo, ma non quella strada innovativa che volevano intraprendere Maldini e Leonardo. Un progetto a lungo termine guardando alla Spagna, che negli ultimi 18 anni ha vinto due Mondiali e tre Europei.

(Unioneonline/L)

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