Pontida, l'attesa dei frontisti. Zaia: «Le istanze del Nord devono essere accolte»

PONTIDA (BERGAMO) - Insieme sono arrivati ieri mattina, puntuali alle 10, sul "sacro suolo" di Pontida. E insieme potrebbero lasciare le rispettive Regioni - Veneto, Lombardia, Friuli Venezia Giulia, Trentino - per correre alle prossime Politiche. O tutti o nessuno. Per la Lega Luca Zaia, Attilio Fontana, Massimiliano Fedriga e Maurizio Fugatti sarebbero un'iniezione di consensi, ma la decisione dipenderà anche da come sarà organizzato il congresso federale straordinario annunciato da Matteo Salvini. Una sorpresa per tutti, un annuncio che ha spiazzato anche i leader del Nord che sul palco, pur con accenti diversi, hanno ribadito la necessità di affrontare «la questione settentrionale».

Il coro

L'ex governatore Luca Zaia, oggi presidente del consiglio regionale del Veneto, a Pontida inusualmente con una tenuta molto istituzionale (giacca e cravatta, fino all'anno scorso era in sneaker e t-shirt, al massimo in maniche di camicia), quand'è salito sul palco è stato accolto da un coro: "se-gre-ta-rio, se-gre-ta-rio". Ma ai giornalisti che gli hanno chiesto se sarà lui il successore di Salvini, ha escluso categoricamente questa ipotesi: «C'è già un segretario, mi sembra ovvio. Questa è la festa del popolo, della Lega, non è una festa personale di Zaia, di Salvini, di Fontana o di qualcun altro». Ma le divergenze con Salvini ci sono, o no? «Ognuno esprime le proprie idee - ha risposto Zaia -. Si è fatto un congresso, ne prendiamo atto, dopodiché voglio ricordare che l'estrazione politica, sociale e culturale del popolo della Lega è variegatissima ed eterogenea ed è inevitabile che a volte ci siano posizioni che a volte non collimano al 100 per cento. Io resto dell'idea che i territori di riferimento restino quelli del Nord, in un progetto di unità nazionale. Le istanze del Nord devono essere accolte, perché come c'è una questione meridionale è pur vero che c'è una questione settentrionale».

È quello che ha ripetuto sul palco, dopo l'intervento del governatore Alberto Stefani, con il bandierone del Veneto sventolato dai consiglieri regionali. «Siamo tutti qui per ricordare l'opera di Umberto Bossi. Sono ancora convinto che la Lega sia il partito nato per dare voce a chi non ce l'ha, resto convinto che non siamo né di destra né di sinistra, che le nostre battaglie sono le battaglie epocali iniziate con Bossi. La Lega non muore, si evolve e ha chiaro cosa dobbiamo fare. Ma oggi serve chiedere al governo di istituire un progetto dedicato alla questione settentrionale e uno dedicato a quella meridionale». Ai più non è sfuggita la sottolineatura: la richiesta di affrontare la questione settentrionale è diretta al Governo, non al partito. Chissà se ha visto il cartello esibito sul prato ("No all'eutanasia, vergogna Regione Veneto"), ma la risposta di Zaia sul fine vita è stata netta: «La Lega è nata come partito liberale, non liberticida. Rispetto ai diritti bisogna dare libertà di coscienza a tutti coloro che hanno la responsabilità di decidere».

Federalismo

«Dove vogliamo andare? Verso il federalismo e verso un partito che sia organizzato, con istanze che vengano dal basso. Vogliamo ridare voce ai nostri territori e lo vogliamo fare insieme. Io combatterò fino all'ultimo fiato della mia esistenza al vostro fianco: viva Pontida, viva la Lega», la dichiarazione sul palco del governatore lombardo Attilio Fontana, pure lui accolto da cori di sostegno, ma anche interrotto perché stava sforando i tempi. Il presidente della Provincia autonomia di Trento, Maurizio Fugatti, ha ricordato che questa è stata la prima Pontida senza Umberto Bossi, «fondatore e visionario»: «Se oggi siamo qui è anche grazie alla sua intuizione di dare valore ai territori, all'autonomia, al federalismo e all'autogoverno».

Discussione

L'unico dei quattro della cosiddetta fronda nordista a commentare l'annuncio di Salvini di andare a congresso è stato il governatore del Friuli Venezia Giulia, Massimiliano Fedriga: «Se il segretario ha voluto convocare il congresso, penso voglia favorire una discussione e un percorso di crescita del movimento. È la dimostrazione che siamo un partito vivo, siamo un partito dove si vuole guardare avanti offrendo al paese una proposta politica di rinnovamento. Penso che il segretario l'abbia dimostrato con questa scelta». Bisognerà vedere come sarà organizzato il congresso, se oltre all'elezione/riconferma del segretario sarà proposta anche una modifica dello statuto. L'idea di Massimiliano Romeo, capogruppo al Senato - peraltro contestato mentre parlava sul palco - è di «conciliare la Lega nazionale con la Lega sindacato del territorio, in un'unica Lega confederata». Di sicuro sul sovranismo non si tornerà indietro: «Il progetto autonomista e federalista trionferà - ha detto Salvini durante il suo intervento sul palco - ma unito a un impegno patriota e sovranista in Europa».