Pro Patria, il closing è ancora in alto mare e intanto saltano il ritiro estivo in Valtellina e le visite mediche

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Torna a farsi vivo il timore che la cordata riconducibile a Luca Bassi e Finnat, titolare del 49% delle quote, possa fare un passo indietro

La macchina organizzativa sembra essersi fermata, e il futuro della Pro Patria torna di nuovo in stallo

La macchina organizzativa sembra essersi fermata, e il futuro della Pro Patria torna di nuovo in stallo

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Busto Arsizio (Varese), 21 luglio 2026 – Il segnale più preoccupante arriva lontano da Busto Arsizio, tra le montagne della Valtellina. L'hotel Delle Alpi di Sondalo, che da giovedì avrebbe dovuto ospitare la Pro Patria per il ritiro estivo, non accoglierà la squadra. La prenotazione è stata infatti annullata, mentre sono state cancellate anche le visite mediche dei giocatori. Due decisioni che alimentano i dubbi sul futuro immediato del club e sulla trattativa per il passaggio di proprietà. 

Per i tifosi della Pro Patria sono settimane difficili

Per i tifosi della Pro Patria sono settimane difficili

La preoccupazione 

Quello che fino a pochi giorni fa sembrava un semplice ritardo nella definizione del closing rischia ora di trasformarsi in una vera e propria frenata. L'ipotesi che la cordata riconducibile a Luca Bassi e Finnat, oggi titolare del 49% delle quote, possa fare un passo indietro non viene confermata ufficialmente, ma il blocco dell'organizzazione della nuova stagione rappresenta un segnale che preoccupa profondamente l'ambiente biancoblù. 

Giancarlo Travagin detiene attualmente il 51% delle quote

Giancarlo Travagin detiene attualmente il 51% delle quote

Lo stop improvviso 

Il ritiro era uno dei primi appuntamenti della nuova stagione e avrebbe dovuto prendere il via giovedì, dopo le visite mediche della squadra. La disdetta dell'albergo e l'annullamento degli accertamenti sanitari certificano invece che, almeno per il momento, la macchina organizzativa si è fermata. La situazione societaria resta infatti sospesa. L'unica certezza degli ultimi giorni sono le dimissioni dell'avvocato Rosanna Zema dal Consiglio di amministrazione, una scelta che ha ulteriormente complicato un quadro già segnato da continui rinvii e trattative riservate. 

Accordo in stand by 

Sul tavolo resta il passaggio del 51% delle quote detenute da Giancarlo Travagin alla cordata guidata da Luca Bassi. L'accordo, secondo quanto trapelato, sarebbe ancora in attesa della documentazione necessaria per arrivare davanti al notaio e formalizzare il closing. Fino a quel momento, però, tutto resta congelato. Da parte dei protagonisti continua il massimo riserbo. Nessuna dichiarazione ufficiale, mentre cresce la preoccupazione dei tifosi, che aspettano da settimane la fumata bianca senza che arrivi l'annuncio definitivo. Secondo indiscrezioni, Giancarlo Travagin sarebbe intenzionato a chiudere quanto prima la propria esperienza alla guida della società, chiedendo semplicemente il rimborso delle somme investite dopo l'iscrizione della squadra al campionato. Resta però da capire se esistano ancora le condizioni per completare l'operazione oppure se la trattativa sia destinata a interrompersi.  

Ore decisive 

L'incertezza rischia di avere ripercussioni anche sul piano sportivo. Nelle ultime settimane erano stati avviati i primi contatti con giocatori e staff tecnico in vista della nuova stagione, ma senza il passaggio di proprietà anche la programmazione rischia di fermarsi. Le prossime ore saranno decisive per capire se il rinvio del ritiro e delle visite mediche rappresenti soltanto uno slittamento organizzativo o il segnale di una crisi ben più profonda. Intanto, il fatto che la squadra non partirà per Sondalo come previsto è il primo effetto concreto di una trattativa che continua a tenere con il fiato sospeso l'intero ambiente biancoblù.

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