Provinciali 2028, le manovre sono avviate: il centro destra punterà

TRENTO. Le grandi manovre sono già iniziate. Ufficiosamente, ma anche ufficialmente.

La legislatura provinciale ha superato il "giro di boa" e, anche sa mancano più di due anni al "cambio della guardia" in piazza Dante, il centro destra ha già iniziato le operazioni per individuare il nuovo candidato presidente.

Il processo di scelta è già di per sé un processo lungo e complesso, fatto di trattative, colloqui, idee, proposte e controproposte, aperture e chiusure: si tratta di un vero e proprio "giochino ad incastro", che parte dai palazzi romani, segnatamente dalle segreterie nazionali e poi viene recepito - con minima voce in capitolo, obiettivamente - dai territori.

Ecco, allora, che per il centro destra i lavori sono partiti e non potrebbe essere altrimenti. A ottobre 2028 si chiuderà, dopo un decennio, l'era Fugatti: l'attuale Governatore non potrà (ri)candidare da Presidente e, dunque, per la coalizione si aprirà una nuova epoca. Inevitabilmente, con tutte le difficoltà del caso.

Chi raccoglierà l'eredità dell'attuale numero uno della Provincia che, volenti o nolenti, ha saputo invertire un trend che durava... da sempre? I ben informati raccontano che, nell'ottica della "spartizione" delle candidature, in Trentino sarà il turno di un civico, un politico non appartenente né alla Lega né a Fratelli d'Italia che, invece, secondo quanto raccontano i ben informati, avrà la possibilità di esprimere il candidato presidente nella vicina Lombardia.

Il nome, a questo punto, è uno. Non uno solo, per carità, ma la strada che porta all'assessore Mattia Gottardi è la più logica e la più "trafficata", visto che il politico giudicariese, già sindaco di Tione, grande conoscitore della macchina amministrativa e alla sua seconda legislatura all'interno della Giunta, piace un po' a tutti.

O meglio, c'è chi lo appoggia per competenza, pacatezza e diplomazia e chi, invece, magari preferirebbe un candidato della propria "bandiera", ma non ha alcun motivo per osteggiare il leader de La Civica, facendo così diventare la sua candidatura, gioco forza, trasversale.

Fratelli d'Italia, che non ha mai nascosto di voler esprimere il candidato alla presidenza (ma non lo avrà, questo è sicuro), è favorevole all'ipotesi Gottardi, che spingerebbe la coalizione verso il centro, Forza Italia anche (magari con la garanzia, in caso di vittoria, di un posto in Giunta), mentre la Lega, con Fugatti che invece sta facendo proseliti per la sua "fedelissima" Giulia Zanotelli, dovrà farsene una ragione, così come l'attuale vice presidente Achille Spinelli, eletto sì con una lista civica ma di chiaro stampo leghista e considerato troppo "vicino" al Carroccio.

E il Patt cosa farà? Impossibile saperlo al momento: i rapporti con Fdi sono "istituzionali" ma tutt'altro che eccellenti e, dunque, la candidatura di Gottardi, un civico del territorio, potrebbe rinsaldare l'alleanza - che tutt'oggi fa tanto discutere - tra gli autonomisti e il centro destra.

C'è poi l'incognita Fugatti: cosa farà in futuro l'attuale Governatore? Dovrà portare a termine la legislatura (da Roma è arrivato il diktat: niente candidatura alle Politiche, che porterebbe il Trentino al voto per due volte nell'arco di un anno) e poi? Seguirà "l'esempio" di Zaia e sarà capolista della Lega alle Provinciali, cercando di trascinare il Carroccio (ma, anche in questo caso, servirà l'ok dalla capitale e i rapporti con Salvini sono ai minimi storici) e poi, magari, verrà proposto alle Europee?

Impossibile saperlo adesso, certo è che è difficile - praticamente impossibile - che Salvini lo porti in palmo di mano, mentre diversissimo sarebbe ogni discorso se ai Governatori del Nord riuscisse "il colpo di mano".

E il centro sinistra "che fa"? Per ora nulla di concreto, anche se in tanti hanno già iniziato a muoversi. Il sindaco di Trento Franco Ianeselli cerca "sponde" tra le forze che compongono la coalizione, ma una "buona" parte di Pd e Campobase sembrano avere altre idee, Francesco Valduga vorrebbe addirittura riprovarci, ma il nome che potrebbe mettere d'accordo tutti (forse non proprio tutti, ma "quasi") è quello dell'ex assessora comunale di Trento e oggi consigliera provinciale Mariachiara Franzoia, apprezzata in maniera trasversale all'interno della coalizione, che ha esperienza, appeal e capacità di dialogo.