PSK 2026, Coez concerto a Pisa porta pubblico sull’Everest del cuore

Il Pisa Summer Knights ha ospitato una data del tour del cantautore campano: piazza dei Cavalieri sold out, pubblico molto giovane e affamato di amore e speranza. IL RACCONTO

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Piazza Cavalieri a Pisa, parafrasando il poeta Diego Valeri (che i versi li dedicò a Venezia), “pare un gioco di fata Morgana e una visione dal cuore profondo”. Perché entrandoci, quando ancora il rosso del tramonto abbaglia, ad accompagnarmi al palco, che attende Coez e la sua band, ci sono Palazzo della Carovana, dove ha sede la Normale di Pisa, la chiesa di Santo Stefano dei Cavalieri con le tracce dei Templari, il Palazzo dell’Orologio, quello dei Dodici e quello della Canonica, si sente ancora il respiro del Conte Ugolino…insomma una bellezza che fa ritrovare l’anima. Il Pisa Summer Knights ha già vinto, questo evento promosso dal Comune di Pisa in collaborazione con Pisamo e organizzato da LEG Live Emotion Group, offre uno spettacolo nello spettacolo. Il concerto di Coez, che inizia alle ore 21.40, è sold out, come molti altri questo Coez Live 2026 – From The Rooftop (a fine ottobre traslocherà nei teatri) e i brani hanno arrangiamenti studiati appositamente per le serate open air. Ci sono momenti stilisticamente affascinanti e dunque sarebbe bello sapere come sono stati pensati, come ha costruito una scaletta che dona un finale pirotecnico, un crescendo rossiniano che fa alzare tutti in piedi, ma giù dal palco ha scelto, o qualcuno ha scelto per lui, il silenzio. 

COEZ, UN CONCERTO CHE E’ “QUALCOSA DI GRANDE”

L’invasione degli adolescenti. Che Silvano Albanese in arte Coez fosse amato dai giovanissimi lo sapevo ma che in quella fascia di età avesse una maggioranza bulgara non lo immaginavo proprio. Quarantatré anni (compiuti pochi giorni fa, l’11 luglio), otto album pubblicati, l’ultimo, 1998, lo scorso anno, ha costruito un concerto essenziale, concreto. Nessuna pausa, neanche per il bis (e questo gli fa onore perché la pantomima del “se non canti l’ultima noi non ce ne andiamo” ha stufato), un filotto di venticinque canzoni aperto con Faccio Casino, che si è rivelato un manifesto programmatico della serata (in termini positivi ovviamente), e chiuso col la sua versione del brano epico di Lucio Battisti Il Mio Canto Libero. Il concetto di From The Rooftop prende forma dall’idea di spogliare le canzoni della loro veste originale per portarle verso una dimensione alternativa, per dare loro un abito nuovo: infatti Coez in ben due momenti della serata ha insistito sul concetto di esclusività sottolineando che chiuso questo tour quelle versioni diventeranno ricordi.
Tra le canzoni riesumate dai nuovi arrangiamenti c’è Cielo di Sabbia mentre è rientrata in scaletta Mai dire No che era rimasta esclusa nei palazzetti (“Esce tantissima musica, troppo spesso ci si concentra sui singoli e questa merita”); personalmente ho apprezzato Mal di Gola con l’incipit ritmato dal basso e poi impreziosita dal violino. Non sono mancati i pezzi più celebri, quelli che la piazza ha cantato con lui, come Quelli Come Me ed E Yo Mamma. Il finale è stato epico con Le Luci della Città, E’ Sempre Bello, Le Parole più Grandi, La Musica non C’è e la già citata Il Mio canto Libero di Lucio Battisti. Senza parole. Come lui.

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