PTPA, minaccia di azioni legali contro il podcast di Roddick: nel mirino un’inchiesta sull’associazione dei giocatori

Una lettera legale inviata a gennaio e rimasta riservata per quasi sette mesi riporta l’attenzione sulla crisi della Professional Tennis Players Association. Questa volta al centro della vicenda c’è Served with Andy Roddick, il podcast dell’ex numero uno del mondo, e il lavoro investigativo che il giornalista Tim Rohan stava conducendo sulla PTPA e sui suoi rapporti con Winners Alliance.

La vicenda è stata ricostruita da Daniel Kaplan su Awful Announcing dopo che la lettera, datata 7 gennaio 2026, è comparsa fra gli allegati di uno dei procedimenti giudiziari che stanno accompagnando lo scontro interno alla PTPA. Il documento mostra che l’organizzazione non si limitò a contestare le informazioni sulle quali Rohan stava lavorando: prospettò anche la possibilità di un’azione per diffamazione qualora il podcast avesse pubblicato affermazioni ritenute false.

Dal 2 al 7 gennaio: l’intervento degli avvocati

La prima comunicazione era arrivata già il 2 gennaio, quando Clare Locke, noto studio statunitense specializzato in controversie per diffamazione, inviò a Served un litigation hold, chiedendo la conservazione di documenti e comunicazioni potenzialmente rilevanti in vista di un eventuale contenzioso.

Rohan, ex giornalista di Sports Illustrated, stava approfondendo in particolare il rapporto tra PTPA e Winners Alliance e il ruolo di Ahmad Nassar, allora contemporaneamente Executive Director dell’associazione e CEO della società commerciale.

Tra le informazioni che cercava di verificare figuravano possibili conflitti di interesse e una presunta indagine federale riguardante le due organizzazioni. Su quest’ultimo punto non è emersa alcuna conferma pubblica dell’esistenza di un’indagine dell’FBI o del Department of Justice, mentre gli avvocati della PTPA hanno respinto le informazioni raccolte dal giornalista definendole false.

Il 7 gennaio arrivò una seconda lettera. I legali chiedevano a Served di comunicare preventivamente gli elementi negativi che avrebbe eventualmente pubblicato, di fornire i documenti sui quali si sarebbe basata l’inchiesta e persino di identificare eventuali fonti anonime.

Non si trattava di un provvedimento giudiziario in grado di impedire la pubblicazione, ma di un’iniziativa legale preventiva accompagnata dalla prospettiva di una possibile causa per diffamazione.

In mezzo, l’addio di Djokovic

Tra le due comunicazioni si colloca un altro passaggio rilevante. Il 4 gennaio, Novak Djokovic aveva annunciato l’uscita dalla PTPA, da lui fondata nel 2020 insieme a Vasek Pospisil, facendo riferimento a persistenti problemi di trasparenza e governance.

Nella lettera del 7 gennaio, gli avvocati sostennero che le informazioni diffuse da Rohan durante il proprio lavoro di raccolta delle fonti avessero contribuito alla decisione del serbo. Un rapporto causale che però non è stato dimostrato pubblicamente: nel comunicare il proprio addio Djokovic non citò né Rohan né Served.

Le stesse questioni al centro della crisi di giugno

Il documento acquista oggi un significato ulteriore alla luce di quanto accaduto successivamente all’interno della PTPA.

Come Ubitennis aveva raccontato il 29 giugno, all’inizio di quel mese era esplosa una dura battaglia sulla legittimità dell’Executive Committee dell’associazione. Due gruppi rivali arrivarono a rivendicarne il controllo: da una parte la leadership rimasta operativamente alla guida della PTPA, dall’altra una fazione legata all’allora general counsel Wajid Mir e a giocatori come Saisai Zheng e Marco Trungelliti.

Il nodo della controversia riguardava anche i rapporti tra PTPA e Winners Alliance, proprio uno degli argomenti sui quali Rohan stava facendo domande già a gennaio. Il 3 giugno la fazione dissidente dichiarò di aver rimosso il nuovo Executive Director Romain Rosenberg e affidò a Mir il compito di approfondire quei rapporti; il 4 giugno il gruppo opposto contestò la legittimità dell’iniziativa e licenziò invece Mir.

La battaglia è poi proseguita in tribunale. Il 7 luglio, PTPA e Winners Alliance hanno citato Mir in Illinois, accusandolo di aver tentato una presa di controllo illegittima dell’associazione e di aver continuato a presentarsi come suo rappresentante dopo la rimozione.

Il 20 luglio, la Superior Court di Washington ha respinto le principali richieste d’urgenza della fazione dissidente, lasciando alla leadership esistente il controllo operativo della PTPA. All’inizio di agosto, la stessa fazione ha inoltre ridotto sensibilmente la portata della propria azione giudiziaria.

Le accuse relative a possibili conflitti di interesse tra PTPA e Winners Alliance non sono state accertate in sede giudiziaria. Resta però un elemento significativo: alcuni dei temi sui quali Served stava indagando già all’inizio dell’anno sono diventati, pochi mesi più tardi, parte della più grave crisi interna affrontata finora dall’associazione dei giocatori.

Ed è proprio quella battaglia giudiziaria ad aver fatto emergere oggi la lettera che la PTPA aveva inviato al podcast di Roddick il 7 gennaio, quando lo scontro che avrebbe investito l’organizzazione nei mesi successivi non era ancora diventato pubblico.