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- Quadri di Antonello rubati a Messina, Sgarbi: “Feci comprare io alla Regione Sicilia quei capolavori”
Il critico e l’importanza dell’artista del Quattrocento: “Un maestro di grandissimo valore. Ma il furto è inutile, i ladri non riusciranno a vendere i quadri”

Vittorio Sgarbi

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Messina, 17 agosto 2026 – Vittorio Sgarbi, che sentimento le provoca il furto di Messina?
"Un furto inutile che non ha significato. Quei quadri non si vendono, infatti hanno già cominciato a lasciarne due per la strada”.
Antonello è un autore che lei ha sempre amato.Soprattutto la tavoletta bifronte che lei conosce bene… Ci racconta la sua storia?
"Sì, la conosco molto bene: sono stato io ad averla attribuita al pittore messinese e ad avere indotto l’allora assessore alla Cultura della Regione Sicilia, Fabio Granata, ad acquistarla nel 2003 a un’asta di Christie’s per 319mila sterline, una cifra addirittura inferiore al suo reale valore”.
Il recente acquisto per circa 15 milioni di euro da parte dello Stato di un Ecce Homo di Antonello da Messina che dal 6 giugno è esposto a L’Aquila, può avere influenzato chi ha commissionato il furto allettato da un possibile, forte guadagno?
"Quella valutazione è molto elevata, ma può essere che abbia influito e spinto qualcuno a rischiare. Ma si è trattato di uno sbaglio: hanno pensato di poterfare un affare che in realtà non hanno la possibilità di fare col materiale rubato a Messina”.
Quindi questi quadri rubati dove possono essere?
"Acasa dei ladri e perloro sarà difficile trasferirli”.
Quale importanza ha Antonello nella storia dell’arte?
"Centrale non solo per quel che riguarda la pittura siciliana o quella religiosa. Gli scomparti portati via dal museo e le molte sue opere dimostrano quale sia il suo valore. Possiamo ben dire che Antonello è equivalente ai pittori fiamminghi, soprattutto a Jan van Eyck, di qualche anno più vecchio. Il pittore peloritano ha uno stile diverso da quello che contraddistingue la pittura toscana, è invece un ponte ideale con Venezia perché è stato molto in Laguna”.
Il Polittico è stato commissionato dalle suore di un monastero messinese, la tavoletta ha probabilmente fatto il giro del mondo in famiglie devote: è usuale?
"Sì, infatti quando l’ho fatta acquistare all’asta veniva dalla collezione di Wilhelm Soldan dove si trovava dal1930. Non si sa dove fosse prima anche perché non si sapeva che fosse di un maestro come Antonello da Messina”.
Lei pensa che le istituzioni debbano cercare di acquistare altri quadri da collezioni private?
"Se fossero in vendita sicuramente”.
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