Quei 266 parlamentari spagnoli proprietari di 530 case: il no ai decreti Sanchez salva i “gran tenedor”

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Secondo le dichiarazioni patrimoniali il 56% dei senatori possiede più immobili. Il Pp, che assieme a Vox e Junts, ha bocciato le misure per l’emergenza abitativa, ha il maggiore patrimonio edilizio. Scongiurato l’obbligo di identificare i grandi proprietari

Pedro Sanchez durante il voto in Parlamento per i decreti sull'emergenza abitativa

Pedro Sanchez durante il voto in Parlamento per i decreti sull'emergenza abitativa

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Roma, 3 ottobre 2026 – All’indomani della bocciatura dei decreti legge sulla casa, da parte delle forze di destra Pp, Vox e del partito catalanista Junts, che in Spagna ha aperto lo spettro del voto anticipato, infiammano le proteste di piazza e si inasprisce la vertenza sull'emergenza abitativa. Ed emergono elementi che sembrano suggerire nuove chiavi di lettura sul voto che ha affossato le misure proposte da Sanchez dopo il “caso Maricarmen”. Secondo le dichiarazioni patrimoniali pubbliche, riportate oggi dall'agenzia Europa Press, i 266 parlamentari al Senato sono proprietari di circa 530 case. 

Quei 266 parlamentari spagnoli proprietari di 530 case: il no ai decreti Sanchez salva i “gran tenedor”

In particolare i 226 che compongono il Senato – la Camera alta controllata a maggioranza dal conservatore Partito Popolare –  risultano proprietari di un patrimonio immobiliare di 529 abitazioni, immobili o ville monofamiliari, poiché il 56% dei senatori dichiara più di una casa, secondo le dichiarazioni patrimoniali pubbliche. In alcuni casi spiccano parlamentari come Maria Salom (Pp), che dichiara dieci immobili, otto locali e venti posti auto; o José Marnuel Barreiro (Pp), che risulta intestatario di 13 appartamenti, sei particelle edificabili e due locali commerciali. I parlamentari specificano nelle dichiarazioni la percentuale di cui sono titolari dell'immobile e il titolo di acquisizione, per eredità o per compravendita.

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Dei 266 senatori, 148 hanno più di una casa dichiarata, vale a dire, appunto, che il 56% ne ha due o più di due. Per gruppi parlamentari, è sempre quello del Pp, con un gruppo di 142 senatori, ad accumulare il maggiore patrimonio immobiliare: 318 delle 529 proprietà immobiliari del totale. Fra le misure contenute nei due decreti bocciati ieri al Congresso spagnolo – con i voti contrari di Pp, Vox e il partito catalano conservatore Junts - figurava anche un nuovo obbligo di identificazione dei grandi proprietari.

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Le nuove norme rendevano inoltre obbligatoria la certificazione presso il Registro della proprietà della condizione di 'gran tenedor', ovvero grande proprietario immobiliare, definizione che comprende chi possiede più di dieci immobili residenziali oppure oltre 1.500 metri quadrati di superficie residenziale, con la possibilità per le comunità autonome di abbassare la soglia a cinque immobili nelle zone sotto tensione residenziale, per aumentare la tracciabilità – anche delle case sfitte – e gli obblighi documentali. 

Particolari che gettano nuove ombre, non solo politiche, sul voto di ieri in Parlamento.

O con le persone o con i fondi avvoltoi

Ha tuonato ieri in aula la ministra della Casa, Isabel Rodriguez, ricordando che nel principale provvedimento erano state recepite numerose richieste del partito di Carles Puigdemont. Lo stesso premier Pedro Sanchez, intervenendo a sorpresa prima dello scrutino ha fatto appello ai deputati a "mettere da parte i calcoli politici" e pensare alle famiglie alle prese con i prezzi della casa alle stelle e con gli sfratti.

Rabbia e indignazione tra i manifestanti che, dopo la bocciatura dei decreti, chiedono uno sciopero generale

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La storia vi giudicherà prima di quanto crediate e in maniera più dura di quanto immaginiate

ha detto Sanchez rivolgendosi direttamente a Pp, Vox e Junts. Parole che, oggi, alla luce delle dichiarazioni patrimoniali pubbliche di alcuni esponenti parlamentari assumono un nuovo significato, non più solo politico. 

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