Quei “fantasmi” negli armadi della Cittadella. Viaggio negli enti in liquidazione che ancora “pesano” sulla Regione

Pubblicato il: 18/10/2026 – 13:30

LAMEZIA TERME Si nascondono nelle “pieghe” dei bilanci della Regione, da anni e in alcuni casi da decenni, producendo anche qualche effetto negativo sul piano finanziario. Società, fondazioni e consorzi da anni in liquidazione, un passato in genere da “carrozzoni” che però ancora compaiono nella “mappa” della Regione e nelle periodiche delibere di razionalizzazione del cosiddetto “Gap”, acronimo che sta per “Gruppo di amministrazione pubblica” della Cittadella. Dall’Afor a Calabria Etica: “simulacri” di un passato improduttivo, che oggi si trascinano tra procedure e contenziosi che non si chiudono mai, sebbene siano “scatole vuote” che non servono più a niente. Si tratta di sigle a volte anche “astruse”, che ai più magari dicono poco o nulla ma che – per quanti ha una certa memoria storica delle cose della Regione – raccontano di vicende non particolarmente edificanti di gestione della cosa pubblica. La Regione Calabria nel corso degli anni, soprattutto degli ultimi anni, se ne è tolti tantissimi dal groppone, di queste società o fondazioni, e alcune le ha trasformate in enti di sottogoverno più utili e più funzionali a un’ottica di modernizzazione della Regione, ma alcune “appendici” del passato ancora resistono e ogni tanto si manifestano ancora oggi. La vicenda, esemplare dell’Ente Fiera di Regione Calabria – raccontata dal Corriere della Calabria – è solo una delle tante, uno dei tanti esempi di società, aziende o fondazioni ormai “fantasma”, simboli di stagioni politiche e amministrative che, verosimilmente, pochi sicuramente rimpiangono. In genere si tratta di organismi in liquidazione, ma spesso si tratta di liquidazioni che non finiscono mai, prorogate più volte e affidate a commissari che si succedono a ritmo incessante.

Il quadro del Rendiconto

Un quadro, necessariamente parziale e sicuramente aggiornato ma fino a un certo punto, lo si può desumere dall’ultimo Rendiconto della Regione, quello 2025, approvato dopo la parifica della Corte dei Conti, con alcuni passaggi relativi a enti come Afor (il liquidazione dal 2011, in liquidazione coatta amministrativa dal 2021), la fondazione Calabresi nel Mondo (in liquidazione dal 2015), la fondazione Calabria Etica (in liquidazione dl 2015), la Fondazione Field, la fondazione Mediterranea Terina (in liquidazione dal 2024), il Corap-Consorzio di sviluppo industriale (in liquidazione dal 2024 con il trasferimento dei servizi tra Sorical e Arsai), la Mediterranea Sviluppo Scarl. Il punto. Il documento analizza i conti (chi deve quanti soldi a chi) tra la Regione Calabria e questi enti che si trovano attualmente in fase di liquidazione o in liquidazione coatta amministrativa. Con riferimento alla Terina i conti sono perfettamente in pareggio e allineati. Calabria Etica: secondo quanto risulta dal Rendiconto c’è una forte discrepanza (disallineamento) tra quanto dichiara la Regione e quanto risulta nei conti. La Regione conferma di dovere alla fondazione Calabria Etica circa 42.600 euro ma nei conti figurano 7,76 milioni di euro che la fondazione dovrebbe restituire alla Regione: tuttavia, poiché la fondazione è in liquidazione ed è difficilissimo recuperare questi soldi, la Regione decide prudenzialmente di accantonare la somma (coprire il rischio che non vengano mai pagati). Capitolo Field: la Regione – sempre da scheda del Rendiconto – ha dovuto pagare circa 587.000 euro a causa di pignoramenti subiti dalla Fondazione (la Regione ha pagato al posto suo in qualità di “terzo pignorato”) e dunque Field risulta debitrice verso la Regione per questa somma. Quanto alla fondazione “Calabresi nel Mondo”, qui sarebbe tutto a posto,: Il liquidatore ha confermato che non esistono debiti né crediti in sospeso tra la Fondazione e la Regione alla fine del 2025. Poi, forse la “spina” più grossa per la Regione, l’Afor, la vecchia Azienda forestale della Regione Calabria (soppianta dall’odierna Calabria Verde): il Rendiconto parla di mancanza di informazioni nel senso che nonostante le richieste inviate al settore regionale che la controlla, non sarebbero pervenuti dati aggiornati su crediti o debiti di questa azienda, che tra l’altro avrebbe provocato negli annu un notevole contenzioso con la Regione spesso terzo pignorato. Quanto al Corap, secondo quanto si legge nel Rendiconto Regione e Consorzio starebbero per chiudere un accordo bonario (transazione) per sistemare il contenzioso esistente tra le due parti (nel frattempo la Regione terrebbe congelati 1,75 milioni di euro in un fondo per contenziosi a titolo di cautela). Quanto a Mediterranea Sviluppo, la procedura di gestione liquidatoria sarebbe ancora in corso per definire e chiudere le residue pendenze contabili, patrimoniali e legali dell’ente prima della definitiva cancellazione dal registro delle imprese. (a. c.)

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