Sono 354.000 le firme raccolte ad
oggi dalla legge di iniziativa popolare "Disposizioni per
rendere effettivo il diritto alla salute mediante il
rafforzamento del Servizio sanitario nazionale e la
valorizzazione del personale", promossa da una rete nazionale di
oltre 100 associazioni e realtà sociali e depositata in
Cassazione il 27 aprile 2026. E' il dato emerso ieri in una
serata al Teatro della Cooperativa di Milano per sostenere - si
legge in una nota - l'iniziativa con medici, infermieri, attori,
magistrati, sacerdoti ed esponenti della cultura.
"In scena" non una pièce teatrale ma una maratona per la
salute: fra i presenti Francesco Maisto, Mauro Clerici, Renato
Sarti, Massimo Cirri, Luca Mangoni, Gherardo Colombo, Margherita
Napolitano, don Paolo Selmi, don Massimo Mapelli, Alice Pavan,
Camilla Ponti, Maurizio Ambrosini, Cinzia Cena e Paolo Dell'Oca.
Alla "conduzione" l'attore Silvano Piccardi.
Il diritto alla salute per tutti, sancito dall'art. 32 della
Costituzione va - è stato detto - salvaguardato dagli assalti
di stampo "privatistico", in atto da tempo: "Il rapido
superamento della soglia minima di 50.000 firme, prevista per
legge, è la testimonianza di quanto sia sentito l'accesso sempre
più difficile alle cure per ampi strati di popolazione e di
quanto sia urgente l'intervento legislativo per la salvezza del
Ssn", hanno sostenuto i rappresentanti del Comitato promotore
lombardo formato da Cgil, Acli, Arci, Medicina Democratica, Udu,
Auser, Federconsumatori Lombardia, Libera.
In particolare, il Comitato ha sottolineato i temi presenti
nella proposta con effetti diretti sulla situazione regionale.
La richiesta di incrementare il Fondo sanitario nazionale al
7,5% del Pil entro il 2030, oggi al 6,2%, è la base - è stato
affermato - per il rilancio della sanità e in particolare di
quella pubblica.
Tra l'altro in Lombardia "mancano 1.540 medici di medicina
generale, 9.300 infermieri, 1921 medici specialisti stimati, in
Italia mancano 63.000 infermieri con conseguenze note: visite
rinviate, reparti sotto pressione, Pronto soccorso pieni, cure
sempre più lontane".
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