Resident Evil, record del franchise per il film reboot di Zach Cregger

Il nuovo adattamento dell'omonimo videogioco degli anni Novanta sugli zombie ha incassato 60 milioni di dollari nel week-end di apertura negli Stati Uniti e 48,3 milioni di dollari a livello internazionale, per un totale globale di 108,3 milioni di dollari all’esordio

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Il film Resident Evil di Zach Cregger, reboot dell’omonimo videogioco degli anni Novanta sugli zombie, ha incassato 60 milioni di dollari nel week-end di apertura negli Stati Uniti, una cifra che rappresenta il miglior debutto nella storia del franchise horror, che ha ormai 24 anni. Il record precedente apparteneva alla pellicola Resident Evil: Afterlife (2010) di Paul W.S. Anderson e con protagonista Milla Jovovich, che al debutto aveva guadagnato 26 milioni di dollari negli Stati Uniti. Il nuovo film di Resident Evil ha inoltre incassato 48,3 milioni di dollari a livello internazionale, per un totale globale di 108,3 milioni di dollari all’esordio. Prima del fine settimana, le previsioni di incasso negli Stati Uniti al debutto si aggiravano tra i 40 e i 50 milioni di dollari. Il secondo remake recente di Sony, nonché l’ottavo capitolo complessivo della saga, ha però superato le aspettative non solo grazie alle ottime recensioni, ma anche alla fiducia nei confronti del regista, che aveva raggiunto la notorietà con l’horror Barbarian (2022) e aveva poi ottenuto un grande successo con un'altra opera, Weapons (2025), che al botteghino statunitense aveva raccolto 43 milioni di dollari, mentre a livello globale si era attestato sui 270 milioni di dollari a fronte di un budget di 38 milioni di dollari. Inoltre, nel 2026 Amy Madigan aveva vinto il Premio Oscar come Miglior attrice non protagonista. “Affidare a Zach Cregger la direzione di un franchise importante come Resident Evil ha reso qualcosa di familiare di nuovo fresco e originale”, ha dichiarato l'analista Paul Dergarabedian, responsabile delle tendenze di mercato di Rentrak [azienda globale leader nella misurazione dei media e nell’analisi dei dati per l’industria dell’intrattenimento, ndr]. "Inoltre, la Generazione Z è diventata un motore fondamentale per il botteghino e, ovviamente, ama i film horror”.

IL SUCCESSO DOPO IL FLOP

A cinque anni di distanza dall’ultimo tentativo di rilanciare il franchise horror con il film Resident Evil: Welcome to Raccoon City (2021) (che si era però configurato come un fallimento sia di critica, sia di pubblico, con un incasso di 42 milioni di dollari in tutto il mondo a fronte di un budget di 25 milioni), ora Sony ha investito 75 milioni di dollari per Resident Evil di Zach Cregger. L’attore Austin Abrams (Weapons) interpreta il corriere medico Bryan, impegnato a combattere un’epidemia virale di mostri infetti a Raccoon City. “Si tratta di un grande ritorno dopo il fiasco del precedente episodio durante la pandemia”, ha dichiarato David A. Gross, editore della newsletter sul box office FranchiseRe. “Le recensioni sono eccezionali e il punteggio del pubblico è ottimo per il genere”.

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DAL VIDEOGIOCO AL CINEMA

Resident Evil è nato come videogioco nel 1996 ed è stato adattato per la prima volta per il grande schermo nel 2002 con l’omonimo film con protagonista Milla Jovovich nei panni di Alice, un’ex specialista della sicurezza e agente sotto copertura, ruolo che ha ripreso nelle cinque pellicole successive tra gli anni 2000 e 2010. Tutti i film originali di Resident Evil hanno incassato circa 20 milioni di dollari al debutto, mentre Resident Evil: Welcome to Raccoon City ha deluso le aspettative, con un incasso all’esordio di appena 5,3 milioni di dollari. Al contrario, Resident Evil: Afterlife è attualmente il capitolo con il maggior incasso, con 300 milioni di dollari a livello globale.

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