Revisione, decreto Mit cambia le regole per auto con airbag Takata

Introduzione

Novità per gli automobilisti che effettuano la revisione periodica del veicolo. Come stabilito dal ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, con il decreto 229 del 2 luglio, scatta l'obbligo per i centri autorizzati di accertare la presenza nell'auto di eventuali airbag difettosi. Le regole si applicano sui dispositivi prodotti dall'azienda giapponese Takata, oggetto negli scorsi anni di una capillare campagna di richiamo. Ecco perché sono pericolosi e cosa succede se sono installati a bordo.

Quello che devi sapere

Il fallimento della Takata

Per capire la logica del provvedimento occorre tornare indietro allo scandalo che nel 2017 ha provocato il fallimento della Takata Corporation. A seguito dei primi incidenti, le indagini hanno portato alla scoperta di oltre 100 milioni di veicoli nel mondo dotati di dispositivi con nitrato d'ammonio, un composto chimico che se deteriorato può provocare esplosioni anomale e, dunque, mettere in pericolo la sicurezza all'interno dell'abitacolo anche in assenza di sinistri.

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©IPA/Fotogramma

Campagna di richiamo

Al ritiro dal commercio degli airbag Takata è presto seguita un'ampia campagna di sostituzione che tuttavia resta incompiuta. Secondo i dati del Mit solo in Italia sono coinvolte circa 4 milioni di vetture, 1,25 milioni delle quali tuttora in circolazione. La necessità di interventi risulta ancora più impellente a causa delle ondate di caldo sempre più intense e frequenti che possono accelerare l'usura dei dispositivi installati a bordo.

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L'allerta del Mit

Nei mesi scorsi era stato lo stesso ministero a mettere in guardia dai rischi derivanti dalla mancata sostituzione degli airbag difettosi. Nei veicoli più datati fattori ambientali come calore, umidità o forti escursioni termiche potrebbero infatti causare esplosioni incontrollate e provocare lesioni gravi o anche mortali. Sul portale di Unione Nazionale Rappresentanti Autoveicoli Esteri (Unrae), per esempio, è attivo un servizio per verificare tramite il numero di telaio (VIN) se il proprio veicolo è interessato all'obbligo di richiamo.

Le nuove regole

Il decreto ministeriale introduce il blocco immediato della revisione laddove l'officina ravvisi la presenza di airbag Takata a bordo. Scatta di fatto il divieto di circolazione, ad eccezione del tragitto per riportare l'automobile a casa oppure alla carrozzeria incaricata di effettuare la sostituzione. 

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La deroga

Nell'ipotesi in cui il proprietario dimostri di aver prenotato entro il 30 settembre 2026 un intervento per l'installazione di airbag omologati, il provvedimento ammette una mini-deroga alla circolazione. In caso di mancato appuntamento, la finestra temporale può essere estesa di un altro mese, entro il quale va portata a termine l'operazione.

I modelli coinvolti

Ad essere coinvolti nell'obbligo di sostituzione, che resta gratuita, sono le vetture prodotte da decine di case automobilistiche, a partire dai gruppi Volkswagen, Audi, Seat e Skoda. Attenzionati speciali sono inoltre i veicoli Bmw, Mini, Citroen, DS, Opel, Peugeot, Lancia. L'operazione riguarda i principali marchi asiatici, da Honda e Lexus a Mazda, Mitsubishi, Nissan, Subaru, Suzuki, Toyota e Daihatsu. Sul fronte delle aziende statunitensi, dispositivi Takata potrebbero essere presenti ancora su auto Cadillac, Chevrolet, Chrysler, Dodge, Ford e Tesla. Non sono esenti, infine, le case di lusso come Ferrari, Jaguar e Land Rover.

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La decisione del Tribunale di Torino

A tre anni dalle prime sostituzioni, in Italia il richiamo degli airbag difettosi Takata è divenuto oggetto di contenziosi giudiziari. Lo scorso giugno il Tribunale di Torino ha accolto le richieste, presentate in via cautelativa, dall'associazione Altroconsumo che chiedeva il ritiro di alcuni veicoli Opel/Stellantis. Tra i modelli interessati dalla sentenza figurano Corsa, Astra, Meriva, Zafira e Mokka.  Il Tribunale ha imposto all'azienda l'obbligo di "contattare i proprietari delle auto coinvolte e non ancora riparate e spiegare in modo chiaro che l'auto non deve essere usata".

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