Roggero, quando un processo diventa una battaglia politica

Ormai non è più un problema giudiziario, ma un caso politico. Sempre bianchi contro neri, Guelfi e Ghibellini, destra contro sinistra. Ancor prima che il gioielliere Mario Roggero entrasse nel carcere di Bollate, la polemica aveva preso fuoco. Da una parte si chiedeva la grazia; dall’altra si parlava di uno sciacallaggio senza senso.

Qualche uomo politico di rango, come Matteo Salvini, andava ancora più in là e non escludeva il fatto che il detenuto poteva essere presentato come candidato alle elezioni politiche. Facendo le debite proporzioni, ecco presentarsi un’altra situazione che molti ritenevano fosse non lontana da quella che era capitata a Ilaria Salis, oggi deputato europeo.

La discussione supera certi limiti in cui è meglio non addentrarsi. L’opinione pubblica segue il brutto esempio dei Palazzi. Non si ragiona, non si entra nelle carte che fanno da contorno al processo. La verità è che la Cassazione ha emesso una sentenza, ma bisogna attendere le motivazioni della Corte per avere un quadro più preciso della situazione. Lo dicono gli avvocati ed hanno pienamente ragione. Meno di due mesi, forse prima.

Intanto, il gioielliere rimane in carcere ed è questo il motivo per cui la gente protesta e scende addirittura in strada con cartelli che chiedono un immediato intervento del presidente della Repubblica, l’unico a poter concedere la libertà a Roggero o una detenzione ai domiciliari che potrebbe dargli la felicità di rimanere a casa vicino alla moglie e ai figli. E’ questo il motivo principale della “quaestio”: condannare a quasi quindici anni di carcere un uomo che ne ha 72 vuol dire in parole semplici fargli trascorrere il resto della vita dietro le sbarre. Insomma una pena simile all’ergastolo. “Sproporzionata”, secondo la stessa Meloni.

Ecco forse la ragione per cui oltre il 70 per cento degli italiani fanno sentire la loro voce. Galera a vita e oltre 750 mila euro ai familiari delle “vittime” come compenso per il duplice omicidio. Se mi è permesso scriverlo, aggiungerei che è mancata un po’ di umanità a quell’avvocato che ha presentato questa richiesta (legittima) alla famiglia del gioielliere. Forse si poteva attendere qualche giorno invece di infierire.

È un particolare, questo, che ha mandato su tutte le furie la stessa presidente del Consiglio che presenterà quanto prima un disegno di legge “allargato” che cancellerà tale norma dal codice. Niente più “ricompensa”, ma questo, purtroppo, è un particolare che non riguarda i Roggero perchè la legge, anche se approvata, non sara’retroattiva. In un simile bailamme di polemiche che forse non aiutano nemmeno Mario Roggero, la politica non arretra di un metro. Siamo in campagna elettorale, ogni fatto di cronaca può essere preso d’esempio per attaccare l’avversario e metterlo in difficoltà.

La destra aveva dovuto accusare il colpo della legge elettorale che non prevedeva più le preferenze (la Meloni, in prima persona ci aveva messo la faccia), bisognava restituire il ceffone con gli interessi. Motivo per il quale il caso è diventato politico coinvolgendo i maggiori esponenti dei partiti. Matteo Salvini si è addirittura precipitato in carcere ventiquattro ore dopo che Roggero si era costituito. I giornalisti erano stati informati? Lasciamo a chi legge rispondere. Sta di fatto che il segretario del Carroccio è rimasto con lui per diverso tempo ed ha saputo che divide la cella con una persona anziana responsabile di un reato minore.

La mossa a sorpresa del vice presidente del consiglio ha mandato su tutte le furie il leader di Futuro Nazionale che era stato proprio lui ad avere per primo l’idea di una possibile candidatura di Roggero alle politiche. “Ci copiano”, ha aggiunto sorridendo il generale “perchè non hanno idee”. Antonio Taiani, l’altro vice della Meloni, è più cauto.”La sentenza è giusta perchè ha superato tre gradi di giudizio, però il perdono non si può negare perchè è umano” Elly Schlein e Antonio Conte vanno finalmente a braccetto: “La destra sa strumentalizzare tutto, anche una vicenda così dolorosa raggiunta però da una giusta sentenza”. “Chiedo clemenza”, sostiene la moglie del gioielliere.”Prima di andare in carcere ci siamo abbracciati a lungo nella speranza che presto possa tornare fra di noi”.

Il Secolo d’Italia, il giornale vicinissimo al partito della premier, ha un titolo a tutta pagina. “Dalla parte di Mario” è scritto a caratteri cubitali. Per un paio di giorni, forse tre, la politica ha dimenticato i problemi che assillano il Paese. Non c’è dubbio che il caso Roggero abbia (umanamente) avuto lo spazio dovuto. Però i guai degli italiani sono tanti e non si possono lasciar marcire. Il presidente della Repubblica è molto attento quando si tratta di grazia. Lo ha dimostrato di recente occupandosi della vicenda di Nicole Minetti. Il Parlamento pensi ad altro e aspetti le motivazioni della sentenza prima di andare oltre.