Si è svolto oggi, presso la Camera dei Deputati, il convegno promosso dall’Associazione bloom surgery foundation, dedicato alla tutela della salute delle donne che hanno subito mutilazioni genitali femminili, con particolare attenzione all’infibulazione.
Un appuntamento importante che rappresenta anche un momento di grande soddisfazione per un progetto al quale lavoravamo da tempo e che oggi diventa finalmente concreto.
L’iniziativa prevede la possibilità di offrire gratuitamente un percorso di cura e, quando indicato, un intervento di deinfibulazione alle donne che ne abbiano necessità.
Nel primo anno prevediamo di poter accogliere circa 50 donne, individuate attraverso la collaborazione con ONG e organizzazioni impegnate sul territorio, che potranno favorire il contatto con le potenziali beneficiarie e accompagnarle nel percorso di accesso ai servizi.
L’obiettivo è garantire a ogni donna un percorso qualificato, sicuro e rispettoso, basato sull’ascolto, sulla riservatezza e sulla piena tutela della sua dignità e delle sue scelte.
«Siamo particolarmente soddisfatti perché questo progetto nasce da un lavoro portato avanti da tempo e oggi finalmente si traduce in un’opportunità concreta di cura.
Prevediamo di poter raggiungere circa 50 donne nel primo anno grazie anche alla collaborazione con le ONG, che rappresentano un collegamento fondamentale con le persone che potrebbero avere bisogno di questo servizio», dichiara Danilo Dodero.
Il convegno ha rappresentato un’importante occasione di confronto tra professionisti, istituzioni, ONG e realtà del terzo settore, con l’obiettivo di costruire una rete capace di facilitare l’accesso alle cure e promuovere una maggiore consapevolezza sul tema.
All’evento ha partecipato anche la fondazione Artemisia che conferma l’impegno in questo progetto.
«Siamo estremamente soddisfatti per questo progetto che rappresenta una forma terapeutica efficace contro le mutilazioni e ci permette di accendere una luce di speranza per tutte le donne che hanno subito questa pratica. La chirurgia a quattro mani che proponiamo ci permette di ricostruire quello che nn c’e’ piu e di restituire dignita’ e integrita’ alle donne» - dichiara il presidente dell’associazione Giovandomenico Caridi.
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