Dopo mesi di silenzio e riabilitazione forzata, Holger Rune è tornato a far sentire la propria voce ai microfoni del podcast Served condotto da Andy Roddick. Il ventitreenne danese ha tracciato un quadro esaustivo della propria condizione fisica, rassicurando gli appassionati sulle risposte arrivate dal tendine d’Achille infortunato lo scorso autunno a Stoccolma, pur mantenendo la massima cautela sui tempi del rientro agonistico. “Sinceramente mi sento benissimo” ha esordito l’ex numero 4 del mondo. “È un percorso lungo, lo sapevamo fin dall’inizio, ma la riabilitazione sta procedendo al meglio. Ormai la fase critica è alle spalle: si tratta solo di affinare gli ultimi dettagli legati alla performance atletica prima di poter competere di nuovo. Il tendine d’Achille sta rispondendo bene e finalmente inizio a vedere la luce in fondo al tunnel” ha spiegato il talentuoso tennista danese.
L’addio alla “ruggine” e il lavoro sull’esplosività
Pur evidenziando incoraggianti progressi sul campo dove, per sua stessa ammissione, ha ricominciato ad allenarsi con intensità crescente al fianco di colleghi del calibro di Lorenzo Musetti e Flavio Cobolli, Rune ha ammesso che il processo di adattamento richiede ancora tempo. “Non si tratta semplicemente di togliersi di dosso un po’ di ruggine accumulata nei mesi d’inattività” ha precisato l’ex campione del Masters 1000 di Parigi (quasi quattro anni or sono, oramai). “La vera sfida sta nel ritrovare la fluidità dei movimenti, la corretta meccanica negli spostamenti e, soprattutto, quel pizzico di esplosività indispensabile a questi livelli, unita alla tenuta atletica nel gioco di gambe. È un lavoro quotidiano estremamente duro, sia in campo sia in palestra, dove credo di aver fatto letteralmente un milione di sollevamenti sulle punte dei piedi per rinforzare i polpacci”.
Niente US Open: “Non ho ancora certezze sul rientro”
Sul piano della programmazione, la partecipazione all’ultimo Slam stagionale in quel di New York appare ormai del tutto esclusa. Le esigenze fisiche imposte dai match sulla distanza dei tre set su cinque mal si conciliano con la necessità di gradualità manifestata dallo staff del danese. “La settimana scorsa abbiamo iniziato a giocare un set e mezzo in allenamento, nei prossimi giorni saliremo a due e poi speriamo di arrivarne a tre”, ha sottolineato Rune. “Il punto cruciale non è giocare un singolo set, ma sostenere carichi di lavoro importanti per più giorni consecutivi. Devo essere certo che il fisico regga questa continuità prima di iscrivermi a un torneo ufficiale; per questo non ho ancora certezze su una data precisa per il rientro, anche se il traguardo è decisamente più vicino”.
Obiettivo Coppa Davis
La strategia pianificata da Holger e dal suo team sembra dunque indicare il mese di settembre come finestra ideale per il ritorno alle gare. L’intenzione è quella di riassaporare l’atmosfera agonistica in un contesto emotivamente favorevole, sfruttando gli impegni delle nazionali prima di affrontare le trasferte internazionali. “Stiamo valutando con il team la possibilità di ripartire dalla Coppa Davis in casa” ha rivelato il tennista scandinavo facendo riferimento alla sfida di settembre contro la Bulgaria. “Sarebbe uno scenario fantastico poter fare il mio rientro agonistico davanti al pubblico di casa e ai tifosi danesi. Quel passaggio servirebbe da trampolino per la successiva tournée asiatica, dove l’obiettivo è essere pronti per i tornei di Tokyo e Shanghai”
I complimenti a Zverev: “Ha meritato la vittoria al Roland Garros”
Infine, durante la lunga sosta forzata, Rune non si è limitato soltanto alla ricostruzione atletica: ha offerto, infatti, il proprio punto di vista sui colleghi del circuito, approfittando della pausa anche per apportare novità tecniche e dedicarsi a traguardi personali. “Zverev meritava assolutamente la vittoria al Roland Garros, è stato al vertice per così tanti anni ed è bello vedere anche qualcun altro alzare un grande trofeo oltre ai soliti Sinner e Alcaraz” ha evidenziato il danese. “Sul piano tecnico ho approfittato di questo periodo per cambiare racchetta. E fuori dal campo? Ho passato il tempo a studiare sul manuale di guida: le mie giornate tra palestra e campo vanno dalle 9 del mattino alle 8 di sera, quindi mi sembra quasi di avere meno tempo libero rispetto a quando sono in tour, ma prendere la patente è il mio prossimo vero obiettivo!” ha chiosato, non senza un pizzico di ironia, Holger Rune.