Salvini e Conte, due leadership alla prova tra Pontida e Milano

Domenica 20 settembre 2026 sarà una giornata fondamentale per la politica italiana. Tra Pontida e Milano, infatti, si getteranno le basi per quelli che saranno gli equilibri in maggioranza ed opposizione nei prossimi 12 mesi.

A Milano il Movimento 5 Stelle concluderà il percorso di Nova, il progetto partecipativo per la definizione dei punti programmatici che Giuseppe Conte porterà al tavolo del campo largo.

A Pontida la Lega proverà a ritrovare l'unità dopo che il terremoto Vannacci ha scosso le fondamenta del partito.

Due leader, alleati negli anni del governo giallo-verde (Conte I) e oggi su fronti opposti, che arrivano all'appuntamento decisivo per la loro leadership con due stati d'animo completamente diversi: Salvini deve dimostrare di controllare ancora il partito, Conte di poter controllare la coalizione futura attraverso il controllo della propria base.

Pontida, come ci arrivano la Lega e Salvini?

Quest'anno la Lega arriva al tradizionale appuntamento di Pontida con una lunga lista di problemi da risolvere.

I sondaggi danno il partito di Salvini sotto il 6% e ancora in discesa. I potentissimi governatori delle regioni del nord hanno smesso di nascondere i malumori per la linea del segretario nazionale e chiedono più attenzione per la questione settentrionale.

Il malcontento si allarga anche alla base che in più di un'occasione ha contestato il vicepremier.

E' in questo clima che si svolgerà il raduno del popolo leghista. Matteo Salvini in questi giorni ha cercato di stemperare le polemiche smentendo le voci di una richiesta di un suo passo indietro da una parte dell'establishment leghista.

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“E' una menata di alcuni giornali che fanno la loro battaglia contro di me.

Ha dichiarato nei giorni scorsi a Rtl 102.5, è il vicepremier e leader della Lega.

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Con loro parliamo di temi concreti: sanità, autonomia, federalismo, non di filosofia. E domenica (a Pontida ndr) parleremo di questo, di temi concreti, di sicurezza. Penso, per esempio, a portare diecimila militari nelle strade per strade sicure che si può fare domani. E penso anche ad altri temi di cui certa politica si occupa troppo poco.

Domenica a Pontida non ci saranno ospiti internazionali, ci sarà un omaggio a Umberto Bossi, il fondatore delle Lega venuto a mancare nei mesi scorsi e soprattutto sarà annunciato il nome del candidato sindaco di Milano che la Lega proporrà agli alleati, che sarà quello di Silvia Sardone.

Preoccupazione per eventuali contestazioni? Il leader leghista ha minimizzato e in un'intervista al Corriere della Sera ha detto:

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''Non credo che i leghisti vogliano polemiche al raduno. Ci sarà anche l’omaggio al genio assoluto che ci ha riuniti lì: Umberto Bossi. È proprio lui che ci ha insegnato che bisogna guardare avanti: pensate a quante volte la Lega ha saputo farlo. E dunque saremo di nuovo, tutti insieme, a Pontida.

Conte chiude Nova ma non la questione Kiev

A pochi chilometri di distanza, a Milano, Giuseppe Conte chiuderà i lavori di Nova e comunicherà i risultati della votazione degli iscritti in merito ai 20 punti programmatici da portare sul tavolo della coalizione per la scrittura del programma del campo largo. 

Giuseppe Conte è in una posizione di forza, ma anche all'interno del Movimento 5 Stelle, esistono sacche di malcontento che potrebbero – nel caso i rumors si concretizzassero – essere attratti dalle sirene di un nuovo partito di Beppe Grillo. 

I pentastellati continuano a non digerire l'alleanza con il Pd. Con le possibili primarie per la leadership della coalizione a fare da sfondo, in tutte le segreterie dei partiti (non solo di sinistra) si attende di sapere cosa deciderà il popolo 5 Stelle sull'Ucraina e sull'appoggio militare a Kiev.

Perchè? Perchè è il tema che potrebbe far saltare l'alleanza in caso di irrigidimento delle posizioni. Il partito della segretaria Schlein è schierato per il sostegno a Kiev e lo considera un punto imprescindibile.

Il punto è il 17 e dichiara che “Continuare a inviare armi all'Ucraina significa allontanare la pace”.

La votazione chiede alla base di esprimere un unico "Sì" o "No" per approvare l'intero pacchetto programmatico, conferendo così a Giuseppe Conte il mandato politico complessivo da presentare al tavolo delle trattative con gli alleati di centrosinistra. 

E' evidente come, avendo blindato il punto in blocco con gli iscritti, Conte abbia pochissimi margini di manovra o sfumature per negoziare una mediazione con il PD senza rischiare di "tradire" il mandato della sua stessa base.

Per tutti questi motivi, la giornata di domenica sarà decisiva per due dei principali partiti italiani.

La Lega dovrà affrontare il problema del consenso e della leadership; il M5S quello della compatibilità tra la propria linea programmatica e la costruzione del campo largo.