Corrono a piedi
nudi tra pietre, rovi e spine lungo i sentieri del monte Serra
San Giacomo, a quota 902 metri, per arrivare primi nella chiesa
madre e baciare il piede del simulacro di San Sebastiano
Martire. È la tradizionale Corsa a piedi nudi di Salvitelle, nel
Salernitano, che si rinnova domani, ultima domenica di agosto,
in occasione dei festeggiamenti per il santo patrono. La
partenza è fissata alle 18.
Alla gara partecipano bambini, ragazzi e adulti, secondo le
regole della manifestazione, tutti rigorosamente senza
calzature. I concorrenti affrontano un tracciato di montagna
sconnesso, tra pietre e vegetazione, prima di raggiungere il
centro abitato e la chiesa madre.
Al termine della corsa, i partecipanti rendono omaggio al santo
baciando il piede del simulacro. Poi immergono i piedi nelle
tinozze di vino rosso locale, secondo una tradizione che lo
considera un rimedio per le ferite riportate durante la gara.
La manifestazione affonda le sue origini, secondo la tradizione
popolare, tra la fine del Settecento e gli inizi dell'Ottocento,
durante la dominazione francese. Il monte Serra San Giacomo
sarebbe stato allora teatro delle esercitazioni dei fucilieri
francesi. I militari avrebbero sfidato e deriso i pastori del
luogo, abituati a percorrere a piedi nudi i sentieri della
montagna mentre conducevano al pascolo le loro greggi.
Da qui sarebbe nata la sfida: i pastori salvitellesi
affrontarono i soldati francesi in una corsa, senza scarpe,
mentre i militari correvano con i pesanti scarponi. Secondo la
tradizione, furono i pastori a prevalere grazie alla maggiore
agilità e alla conoscenza del terreno.
La Corsa a piedi nudi è oggi uno degli appuntamenti della festa
patronale di Salvitelle e rappresenta una tradizione che
continua a essere tramandata alle nuove generazioni. I
festeggiamenti proseguiranno in serata con una gara di lotta
greco-romana in piazza, prima del momento conviviale con
prodotti tipici e vino rosso locale.
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