Samurai Jay in concerto, l’autotune impazzisce e lui scoppia a ridere: “Sembro Topolino”

Gli imprevisti tecnici durante i concerti dal vivo sono sempre stati una spina nel fianco per gli artisti, ma nell’era degli smartphone e dei social network le cose si sono complicate ulteriormente. Ogni momento, ogni dettaglio, ogni sbavatura viene immortalata da migliaia di dispositivi puntati verso il palco, pronta a diventare virale nel giro di poche ore. E quando di mezzo ci sono effetti vocali, autotune e correzioni digitali, il rischio di cadute di stile si moltiplica esponenzialmente.

Lo ha sperimentato sulla propria pelle Samurai Jay, il cantante napoletano che giovedì 27 agosto si è trovato ad affrontare una serata da incubo tecnico durante il suo show a Montesilvano. Tutto sembrava perfetto: il palco allestito a regola d’arte, la scaletta rodata, l’outfit studiato nei minimi dettagli e una folla di fan accorsi per ascoltare le sue hit estive. Ma sul più bello, qualcosa è andato storto, trasformando quella che doveva essere una normale tappa del tour in un momento destinato a circolare su TikTok per giorni.

Durante l’esibizione di Flamenco Paranoia, uno dei suoi brani più noti, l’artista si è accorto che il microfono aveva smesso di funzionare correttamente. Senza perdere la calma, Samurai Jay è corso a recuperarne un altro, ma il sostituto presentava un problema diverso e forse ancora più insidioso: funzionava perfettamente dal punto di vista tecnico, ma non aveva alcun effetto autotune attivo. In altre parole, niente correzione automatica della voce, niente modifiche digitali, niente di quel suono levigato e processato che caratterizza molte delle sue produzioni.

L’artista ha fatto una scelta coraggiosa: andare avanti comunque. Ha iniziato a cantare senza aiuti, con la voce nuda e cruda, nonostante il risultato non fosse dei migliori. Il pubblico, però, ha capito la situazione e ha dimostrato un affetto sincero, cantando insieme a lui per tutta la durata del brano, trasformando un potenziale disastro in un momento di complicità tra palco e platea. Un fan presente allo show ha commentato con parole toccanti: “Mi ha quasi fatto tenerezza. Lui sa benissimo di aver bisogno dell’autotune e si è accorto che il suo microfono non funzionava, ne ha cercato un altro e trovato si è accorto che quello funzionava benissimo, ma senza aiuti. Non si è fermato, ha cantato, ci ha provato, ha continuato nonostante la consapevolezza”.

@giadaboraschini @Samurai Jay @Vito Salamanca @stoccoallalavagna ♬ audio originale – Giada_boraschini

Ma i problemi tecnici non erano finiti. Con l’arrivo di Ossessione, un altro dei suoi cavalli di battaglia, la situazione è peggiorata in modo tragicomico. Questa volta l’autotune c’era, ma evidentemente impostato in maniera completamente sbagliata. Il risultato è stato surreale: la voce di Samurai Jay è stata processata in modo così estremo da diventare acuta e stridula, simile a quella di un personaggio dei cartoni animati. Appena se n’è reso conto, l’artista ha chiesto di fermare tutto, scoppiando poi in una risata liberatoria.

Ragazzi ma che cavolo sta succede? Fermate tutto, fermi. Che è successo? Ho la voce stridula. Ragazzi scusate, succede anche questo. Ve lo giuro, sto ridendo, aiuto, mi sto sentendo male, ho le lacrime dalle risate. Mi dovete scusare, ma non è colpa mia. Non ho idea di cosa sia successo“, ha detto dal palco, con un’onestà disarmante che ha conquistato molti presenti. La capacità di ridere di se stesso e della situazione imbarazzante ha trasformato quello che poteva essere un momento mortificante in un episodio di autenticità.

Naturalmente, entrambi gli incidenti sono stati ripresi e condivisi massicciamente su TikTok, dove le clip sono diventate virali nel giro di poche ore. I commenti degli utenti, però, sono stati nella maggior parte dei casi clementi e persino affettuosi. Tra risate, battute ironiche e qualche gif divertente, sono stati davvero pochi quelli che hanno criticato duramente Samurai Jay, anche perché è evidente che non aveva alcuna responsabilità sui problemi tecnici verificatisi durante lo spettacolo.

Molti hanno paragonato la sua voce processata male a quella dello scoiattolo Alvin Superstar o di Mickey Mouse, con commenti che mescolavano ironia e simpatia: “Che meraviglia, sembra Alvin and the Chipmunks”, “Da Samurai a Topolino è un attimo”, “Nemmeno lui ce l’ha fatta a restare serio dopo la voce da pupazzetto che gli hanno fatto con quel microfono”. Il fatto che l’artista stesso abbia riso della situazione ha sicuramente contribuito a sdrammatizzare e a evitare che l’episodio si trasformasse in una gogna mediatica.