«Sanità più vicina al territorio»  - L'Unione Sarda.it

Sorgono.

10 agosto 2026 alle 00:25

Infermieri di famiglia e ostetriche: primi traguardi del progetto Snai 

Cinque infermieri di famiglia e di comunità nei paesi del Mandrolisai; il progetto Caminadores pronto al decollo, dedicato alle patologie croniche e basato su percorsi di attività fisica a fini preventivi e terapeutici; due ostetriche di comunità impegnate in incontri di accompagnamento alla nascita, visite domiciliari e nei progetti “Benessere mamma”, per il supporto nell’anno di vita del bambino, e “Consapevolmente”, percorso di promozione della salute nelle scuole secondarie. Il progetto Snai, promosso dall’Asl di Nuoro e dalla Comunità montana Gennargentu Mandrolisai, mette radici negli 11 Comuni dell’area. Il servizio sembra in buona salute visto che l’attrattività sale. «Si registra un numero crescente di fruitori provenienti anche da Comuni esterni al perimetro dell’area», fa sapere la Asl di Nuoro. Lo sottolinea nell’incontro dei giorni scorsi tra la direzione generale e la cabina di regia dell’ente montano.

L’incontro

Presenti per l’Asl il dg Francesco Trotta, Luca Deiana, direttore dei Servizi socio-sanitari, Gianluca Doa, Paola Raspitzu, Cristian Tore, Carla Piga e Luana Franca Pio, e per l’ente montano il presidente Alessandro Corona, l’assessore con delega alla Snai Costantino Tidu (sindaco di Teti), il primo cittadino di Belvì Maurizio Cadau e Carlo Sassu, responsabile dell’Area tecnica. L’incontro è occasione per fare il punto del percorso Snai che sta per Strategia nazionale per le aree interne con focus sulla sanità territoriale.

I servizi

«I dati emersi dal monitoraggio confermano l’efficacia delle risorse Snai nel potenziare la risposta sanitaria nei Comuni del territorio, affiancando e rafforzando la programmazione ordinaria dell’Azienda sanitaria», fa sapere la Asl snocciolando i primi risultati, ovvero l’operatività di 5 infermieri di famiglia e di comunità, il progetto“Caminadores” dell’ospedale di Sorgono, pronto a partire con un programma sperimentale dedicato alle patologie croniche, le due ostetriche di comunità che operano in sinergia con il consultorio familiare.

Tra le linee guida concordate nel vertice la rimodulazione degli orari di alcune figure professionali in base alle reali esigenze dei pazienti; l’accelerazione delle procedure di acquisto di nuove attrezzature e macchinari sanitari; il potenziamento della formazione per il personale sanitario e i cittadini; la valutazione dell’inserimento di nuove figure per la prevenzione e il contrasto delle dipendenze; una rendicontazione puntuale e la tempestiva ridistribuzione delle risorse. Obiettivo - spiega l’Asl - «portare i servizi dove risiedono i bisogni, riducendo le distanze e elevando la qualità della vita nelle aree interne». (m. o.)

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