Schengen, vendetta spagnola. Roma rigetta l’ultimatum di Madrid. E anche Sanchez chiude i confini

Palazzo Chigi conferma le misure: nessuno spazio all’immigrazione clandestina. Il governo iberico reagisce ripristinando i controlli su chi proviene dall’Italia

Giorgia Meloni, 49 anni, è presidente del Consiglio dal 2022. A sinistra: Ceuta

Giorgia Meloni, 49 anni, è presidente del Consiglio dal 2022. A sinistra: Ceuta

Google

Ricevi le notizie di Quotidiano Nazionale su Google

Seguici

Roma, 7 agosto 2026 – La vendetta spagnola. Il governo di Madrid ha deciso di ripristinare i controlli alle frontiere con l’Italia a partire dalla mezzanotte di oggi, dopo che l’Esecutivo italiano aveva rifiutato di togliere  quelli imposti alle persone provenienti dalla Spagna in seguito all’ingresso massiccio di persone a Ceuta dal Marocco. L’Italia ha deciso sospendere l'applicazione dell'accordo di Schengen sulla libera circolazione delle persone il primo agosto scorso. Stamani il governo spagnolo aveva chiesto alle autorità italiane di revocare il provvedimento entro domenica, altrimenti avrebbe adottato contromisure “proporzionate”. La richiesta è stata respinta da Palazzo Chigi e l’esecutivo di Pedro Sanchez ha deciso di agire nello stesso modo, imponendo controlli ai viaggiatori provenienti dall’Italia, in aeroporti e porti. 

L’escalation dopo Ceuta

L’ondata migratoria che a fine luglio ha travolto l’exclave di Ceuta, nonostante il rientro in Marocco della stragrande maggioranza dei migranti, continua a destabilizzare i rapporti tra Spagna e Italia.

Madrid aveva chiesto a Roma di revocare entro domenica, 9 agosto, i controlli alle frontiere: “La decisione italiana – afferma il governo iberico – è ingiusta, contraria agli interessi dell’Ue e discriminatoria nei confronti della popolazione spagnola”, perché adottata “senza preavviso, unilateralmente” e con motivazioni incompatibili con il Codice delle frontiere Schengen e con la realtà dei fatti.

Madrid sottolineava che almeno 70mila dei 72mila migranti entrati irregolarmente a Ceuta sono già rientrati in Marocco e che, per lo status speciale della città autonoma, non avrebbero comunque potuto entrare liberamente nello spazio Schengen. La Spagna rilanciava poi accusando Roma di non gestire adeguatamente gli attraversamenti irregolari, “con cifre doppie rispetto a quelle spagnole”, e di violare dal 2022 il Regolamento di Dublino, aumentando la pressione sugli altri Stati membri. Ha ricordato inoltre di non aver mai introdotto controlli nei confronti dell’Italia e di aver accolto parte dei migranti arrivati a Lampedusa nel 2023. Madrid confidava comunque che prevalessero “l’europeismo, il buon senso e la buona fede” e che non si creassero “fratture e conflitti sterili alimentati da motivazioni elettorali interne”.

Da Palazzo Chigi, però, non è arrivato alcun passo indietro. “L’Italia non accetta ultimatum o imposizioni dall’estero per ciò che riguarda la sicurezza nazionale e il controllo delle frontiere”, ha replicato il governo Meloni, confermando la linea dura: nessuna revisione della sospensione almeno fino al 15 agosto e comunque finché non saranno esclusi rischi per la sicurezza e di terrorismo e la possibilità di una nuova ondata migratoria.

La premier Giorgia Meloni, in vista della cerimonia per la tragedia di Marcinelle, ha rilanciato: “In Europa non c’è spazio alcuno per chi alimenta canali dell’immigrazione clandestina per avere manodopera a basso costo e rivedere al ribasso i diritti”. Dal ministro dell’Interno Matteo Piantedosi è arrivata poi una stoccata al centrosinistra: “C’è stata una reazione scomposta da parte della nostra opposizione perché forse non si può toccare un Paese a guida socialista”.

Lo scontro si trasferisce così anche sul terreno della politica interna. Nicola Fratoianni ha chiesto a Meloni di revocare una decisione che considera dettata dalla propaganda; Riccardo Magi ha parlato di un “boomerang” per il governo, mentre Carlo Calenda l’ha definita “inutile, ridicola e motivata solo da calcoli elettorali”.

© Riproduzione riservata