E' di 4 persone arrestate con
l'accusa di resistenza aggravata - tutte e minorenni -, 7
persone denunciate, 10 persone condotte in Questura, la cui
posizione è ancora al vaglio e 40 persone identificate il
bilancio, al momento, degli scontri avvenuti a Bologna, in
particolare nei pressi della stazione ferroviaria e delle vie
circostanti. A seguito di quanto accaduto 36 agenti delle forze
dell'ordine sono risultati feriti o contusi. Nel dettaglio,
spigano dalla Questura felsinea, ci sono 10 poliziotti del
Reparto Mobile richiedenti visita al Pronto Soccorso
dell'Ospedale Maggiore, oltre a 2 agenti della Digos, 9 del
Reparto Padova e 9 del Reparto Senigallia e 6 Carabinieri
contusi.
Gli scontri - che hanno fatto registrare una sorta di
guerriglia per le strade cittadine - sono deflagrati davanti la
stazione di Bologna: in Piazza Medaglie d'Oro sono stati usati
idranti e lacrimogeni e si è registrato un fitto lancio di sassi
e oggetti da parte di ragazzini incappucciati. Sono state
buttate a terra - tra sanpietrini, cocci di bottiglia e tondini
di ferro lanciati nel corso della protesta - decine di Mobike,
le biciclette utilizzabili a noleggio. Altri manifestanti -
bande di giovanissimi incappucciati - sono stati bloccati ad
alcune centinaia di metri dalla stazione, all'incrocio dei Viali
di Circonvallazione tra il Ponte di Via Matteotti e Via
Indipendenza.
I disordini - nel corso dei quali i manifestanti hanno
imbrattato muri con diverse scritte che sarebbero state
realizzate anche a lato della Basilica di San Petronio - sono
iniziati nel pomeriggio a seguito del corteo, pacifico
nell'intenzione degli organizzatori, partito da Piazza Minghetti
con cori contro il caro-vita e gli aumenti, dei prezzi, per poi
snodarsi verso via Farini e via Marconi. In zona stazione un
gruppo manifestanti, si è staccato dal corteo dirigendosi verso
la piazza antistante lanciando fumogeni, bottiglie di vetro,
transenne. e dando vita a una protesta violenta andata avanti
fino a tarda sera.
Le scene registrate "nella zona della stazione sono
inaccettabili - ha scandito il sindaco di Bologna, Matteo Lepore
-: la devastazione dei beni pubblici, i danneggiamenti e la
violenza non hanno alcuna giustificazione. Mi rivolgo ai
ragazzi che stanno scendendo in piazza in tante città italiane -
ha proseguito -: siate i primi a isolare chi usa una
manifestazione come pretesto per sfogare la propria rabbia e
devastare la vostra città".
Ferma la condanna di quanto successo da parte della politica.
Il deputato del Pd, Andrea De Maria, nel sottolineare come "la
libertà di manifestare e di esprimere le proprie idee
rappresenti un pilastro irrinunciabile della nostra democrazia"
ha precisato che "occorre ribadire con netta chiarezza che la
libertà di dissentire non ha nulla a che fare con gli atti di
violenza, i danneggiamenti e le aggressioni, come quelli che
hanno ferito la città di Bologna" mentre l'eurodeputato di Fdi,
Stefano Cavedagna ha invitato il primo cittadino a convocare "un
tavolo della sicurezza urgente per dare il Daspo immediato ai
maranza che hanno danneggiato la città e imbrattato San
Petronio".
Secondo il capogruppo di Fratelli d'Italia alla Camera,
Galeazzo Bignami, "mentre diverse città d'Italia, a partire da
Bologna, sono teatro di intollerabili scene di guerriglia
urbana, con le Forze dell'Ordine sotto attacco, le sinistre e
Maurizio Landini preferiscono sfilare in piazza in piena
frenesia da campagna elettorale" mentre la deputata della Lega,
Laura Cavandoli ha definito "deplorevoli' le scene cui si è
assistito a Bologna "ridotta a un campo di battaglia: queste
devastazioni vanno condannate senza se e senza ma. Noi della
Lega vogliamo che chi scende in piazza per distruggere paghi i
danni fino all'ultimo centesimo".
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